Le regioni dicono sì ai referendum sulle trivelle: ora avanti verso le 500mila firme su tutti i quesiti

Ripor­tia­mo di segui­to il comu­ni­ca­to stam­pa che abbia­mo invia­to poco fa alle agen­zie di stam­pa.

“Appren­dia­mo con gran­de sod­di­sfa­zio­ne del­la deci­sio­ne dei pre­si­den­ti di Regio­ne di pre­sen­ta­re i refe­ren­dum con­tro le tri­vel­la­zio­ni. Si trat­ta dei que­si­ti che abbia­mo pro­po­sto a luglio”, lo dichia­ra Giu­sep­pe Civa­ti per con­to dei pro­mo­to­ri. “Noi stia­mo rac­co­glien­do le fir­me, con sca­den­za il 30 set­tem­bre, per que­sti que­si­ti e altri sei, riguar­dan­ti leg­ge elet­to­ra­le, rifor­ma del­la scuo­la, gran­di ope­re e jobs act”.

Nel­la pri­ma­ve­ra del 2016 ci saran­no dun­que i refe­ren­dum con­tro le tri­vel­la­zio­ni: “Per que­sto diven­ta anco­ra più impor­tan­te com­ple­ta­re la rac­col­ta del­le fir­me sui nostri que­si­ti e per­met­te­re così agli ita­lia­ni di espri­mer­si com­piu­ta­men­te. La mobi­li­ta­zio­ne e la pres­sio­ne dei ban­chet­ti — pro­se­gue il par­la­men­ta­re e fon­da­to­re di Pos­si­bi­le — ha con­tri­bui­to a que­sta pre­sa di posi­zio­ne. Ora insi­stia­mo per­ché tut­to si fac­cia entro il 30 set­tem­bre. Noi ce la met­te­re­mo tut­ta. Lo stru­men­to refe­ren­da­rio si dimo­stra attua­le e la coin­ci­den­za dei que­si­ti dimo­stra che abbia­mo fat­to bene a pro­por­li. For­se è il gover­no a dover apri­re una rifles­sio­ne…”

 

COSA CAMBIA PER I NOSTRI REFERENDUM?

Per ora, nien­te. Le regio­ni devo­no for­ma­liz­za­re que­sta loro impor­tan­tis­si­ma deci­sio­ne entro fine mese, la stes­sa sca­den­za del­la nostra rac­col­ta per poter vota­re l’an­no pros­si­mo: quin­di la rac­col­ta con­ti­nua su tut­ti gli otto que­si­ti, alme­no per ora. Diven­ta anco­ra più impor­tan­te rag­giun­ge­re l’ob­biet­ti­vo: come det­to nel comu­ni­ca­to, a que­sto pun­to è cer­to che l’an­no pros­si­mo gli ita­lia­ni potran­no vota­re con la for­ma del refe­ren­dum su una del­le que­stio­ni che ave­va­mo sol­le­va­to insie­me a tan­ti cit­ta­di­ni. È un’oc­ca­sio­ne imper­di­bi­le per far­li vota­re anche su tut­to il resto.

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Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare

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Congresso 2024: regolamento congressuale

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500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di ita­lia­ni.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la socie­tà.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto pro­var­ci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne pos­si­bi­li.

Marche, Angeloni-Cavalieri (Possibile): quote di genere in giunta regionale, appello condiviso a consiglieri e consigliere regionali

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Ecco per­ché chie­dia­mo di ria­pri­re la discus­sio­ne e che la soglia mini­ma per la com­po­si­zio­ne del­la giun­ta ven­ga ripor­ta­ta ad alme­no il 40%. Non accet­tia­mo com­pro­mes­si al ribas­so pre­sen­ta­ti come atti di respon­sa­bi­li­tà. Una leg­ge che con­so­li­da la mar­gi­na­liz­za­zio­ne del­le don­ne nel­le isti­tu­zio­ni non è un pas­so avan­ti. È una tute­la del siste­ma di pote­re esi­sten­te appan­nag­gio maschi­le.

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Cosa ha fat­to di male il mon­do del­l’a­vi­fau­na per meri­ta­re l’o­dio da par­te del Mini­stro Lol­lo­bri­gi­da e del gover­no?
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Druetti-Marro: ministro Nordio, le carceri che non rieducano creano ulteriore insicurezza 

Un pre­si­dio a Roma per riba­di­re l’ov­vio: se le car­ce­ri non rie­du­ca­no, ma disu­ma­niz­za­no ed emar­gi­na­no ulte­rior­men­te le per­so­ne dete­nu­te, a cosa ser­vo­no se non a crea­re ulte­rio­re insi­cu­rez­za e con­di­zio­ni inso­ste­ni­bi­li per dete­nu­ti e per­so­na­le car­ce­ra­rio?