Secondo il Comitato per il Sì, con la vittoria del Sì diminuisce anche il costo delle bollette

Apprendiamo dal sito ‘Basta un Sì’ che la vittoria del Si al referendum comporterebbe anche un alleggerimento del costo delle bollette. Non ci resta che aspettare che ci dicano che con una vittoria del Sì avremo sempre weekend soleggiati.

Appren­dia­mo dal sito ‘Basta un Sì’ che la vit­to­ria del Si al refe­ren­dum com­por­te­reb­be anche un alleg­ge­ri­men­to del costo del­le bol­let­te per cit­ta­di­ni e impre­se. Non ci resta che aspet­ta­re che il Comi­ta­to ci dica che con una vit­to­ria del Sì avre­mo sem­pre wee­kend soleg­gia­ti e il par­cheg­gio di fron­te al por­to­ne di casa, per­ché rac­con­ta­re che le bol­let­te pos­sa­no esse­re alleg­ge­ri­te dal­le modi­fi­che costi­tu­zio­na­li è nient’altro che l’en­ne­si­mo spot pri­vo di con­te­nu­ti e di coe­ren­za. Si pen­si piut­to­sto a rimuo­ve­re tut­ta la serie di osta­co­li costrui­ti ad hoc per affos­sa­re il set­to­re del­le rin­no­va­bi­li distri­bui­te, che nul­la han­no a che fare con la Costi­tu­zio­ne e per­fet­ta­men­te alla por­ta­ta del Governo.

I costi ele­va­ti del­le nostre bol­let­te sono dovu­ti essen­zial­men­te alla dipen­den­za dell’Italia dal petro­lio, e da costi inflit­ti ai con­su­ma­to­ri con i sus­si­di nasco­sti alle fos­si­li o, anco­ra, alla quo­ta per il decom­mis­sio­ning del­le cen­tra­li nuclea­ri. Sot­to que­sto aspet­to la ‘con­cor­ren­za’ fra Sta­to e regio­ni non ha nul­la a che fare, come d’al­tron­de la que­stio­ne del­le ‘com­pe­ten­ze’ non c’entra nul­la con i ritar­di insop­por­ta­bi­li che han­no carat­te­riz­za­to la rea­liz­za­zio­ne del col­le­ga­men­to tra Sici­lia e Cala­bria cita­ti impro­pria­men­te dal sito di pro­pa­gan­da gover­na­ti­vo. Quel­lo che pre­oc­cu­pa è che si par­li di snel­li­men­to del­le pro­ce­du­re, ma con la fina­li­tà di tri­vel­la­re di più e di impor­re alle comu­ni­tà scel­te cala­te esclu­si­va­men­te dal­l’al­to. Can­cel­la­re i pas­sag­gi demo­cra­ti­ci, la dia­let­ti­ca tra gover­no e ter­ri­to­ri, azze­ra­re, come for­se auspi­ca qual­cu­no, le valu­ta­zio­ni pre­ven­ti­ve e i con­trol­li duran­te e dopo, signi­fi­ca rifar­si a quan­to di più vec­chio e anti­qua­to ci pos­sa esse­re per un siste­ma che inve­ce dovreb­be esse­re demo­cra­ti­co. Noi sia­mo inve­ce fau­to­ri di una sovra­ni­tà costi­tu­zio­na­le e ener­ge­ti­ca, di una demo­cra­zia dif­fu­sa anche nel­la pro­du­zio­ne del­l’e­ner­gia e nel­l’ef­fi­cien­za, che sia aper­ta a solu­zio­ni inno­va­ti­ve, tra­spa­ren­ti e pulite.

E’ signi­fi­ca­ti­vo, infi­ne, che il Comi­ta­to per il Sì nel par­la­re di bol­let­te ed ener­gia si guar­di bene dal cita­re le ener­gie rin­no­va­bi­li, sma­sche­ran­do una visio­ne data­ta del siste­ma ener­ge­ti­co cen­tra­li­sta, del tut­to incen­tra­ta sul­le ener­gie fos­si­li. Se uno dei pro­ble­mi del­la rete ener­ge­ti­ca ita­lia­na è l’approvvigionamento, è bene ricor­da­re che le rin­no­va­bi­li copro­no il 50,5% del­la pro­du­zio­ne e ed essen­do dif­fu­se pos­so­no appor­ta­re ener­gia in loco, a dif­fe­ren­za di altre fonti.

Giu­sep­pe Civati

Anna­li­sa Corrado

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