La storia di Max in Consiglio comunale, #iostoconmax

La ripresa serale del Consiglio comunale di Campi Bisenzio del 30 novembre scorso si è aperta con la partecipazione di Bill Pelke, testimonial nel giorno della Festa della Toscana contro la pena di morte e si chiude, oltre la mezzanotte, con l’approvazione della Mozione per l’istituzione del Registro comunale delle Dichiarazioni Anticipate di volontà, relative ai Trattamenti sanitari.

Due momenti di grande spessore umano, che portano in Consiglio comunale il racconto di due storie, tanto lontane fra loro, nei tempi, nei luoghi, nelle circostanze ma vicine nel significato della loro testimonianza.

Quella della giovane Paula Cooper che nel Luglio del 1986 fu condannata alla pena di morte, mediante sedia elettrica, a soli 15 anni, per aver ucciso un’anziana signora nello Stato dell’Indiana; e quella di Max Fanelli, malato di SLA, condannato in Italia ad una vita senza vita che lo tiene ormai da un anno immobile sul suo letto.

Due storie sull’orlo della sopravvivenza che hanno chiesto e chiedono ancora dignità per la loro vita e la loro morte.

Dal 1988 Bill Pelke, nipote della vittima di Paula, porta in giro la sua testimonianza nel mondo per la battaglia vinta, anche grazie all’Italia, contro la pena di morte: la testimonianza di una vita salvata e resa dignitosa.

E noi nel 2015 siamo qui a fare la nostra battaglia perché sia data dignità a Max e a tutti i malati terminali… a chi, in stato di morte cerebrale, probabilmente contro la personale volontà, è tenuto in vita artificialmente.

La presentazione della Mozione sulla DAT la introduco leggendo la lettera di Beatrice Brignone che ci racconta di Max e della sua storia perché è attraverso la storia delle persone che un “tema” diventà realtà, che si percepisce la sofferenza di chi ne è direttamente coinvolto.

Da più di un anno Max non parla, non respira né si nutre autonomamente, l’unica parte che ancora sfugge all’immobilità è l’occhio destro: la sua finestra sul mondo, il suo ultimo modo di far uscire all’esterno, grazie a un lettore oculare, quel leone ruggente che ancora scalpita dentro il suo corpo immobile, ma non insensibile.

E così, di storia in storia, i Consiglieri Comunali che hanno preso parola si sono raccontati nel loro vissuto e in quello dei loro cari colpiti da malattie degenerative; e allora anche per chi non ha conosciuto altrettanto da vicino una simile sofferenza, non è stato poi così difficile comprendere che questi drammi colpiscono tanto chi ne è vittima quanto i loro familiari.

Il riferimento a Eluana Englaro e ai suoi genitori è stato quindi immediato.

Resa dal 1992 in stato vegetativo da un incidente stradale, Eluana è stata costretta a vivere artificialmente per molti anni.

I procedimenti legali per ottenere l’autorizzazione a interrompere l’alimentazione artificiale a Eluana durarano infatti ben 11 anni e produssero sedici sentenze della magistratura italiana ed europea.

Quando il caso arrivò per la quarta volta alla Corte di Cassazione si ebbe la pronuncia definitiva sul caso. Con una sentenza che venne definita “storica”, la Corte denunciò il vuoto legislativo – cioè l’assenza di leggi chiare – che regolassero i trattamenti come l’alimentazione forzata in caso di stato vegetativo permanente. Chiese al Parlamento di rimediare e respinse il ricorso della procura.

Da allora però nulla è stato fatto, nessun appello è servito a superare questo vuoto legislativo.

Il 18 marzo 2014, il Presidente della Repubblica pro tempore ha scritto: «il silenzio osservato negli ultimi tempi dal Parlamento non può costituire un atteggiamento soddisfacente rispetto a problemi la cui complessità e acutezza continua ad essere largamente avvertita»

E così per tutti è sembrato così naturale e semplice votare in favore della Mozione.

Anche chi quella sera è entrato in Sala Consiliare con forti perplessità si è poi pronunciato (rivolgendosi anche alla comprensione di Dio) a favore del diritto alla libertà personale, come previsto dall’Art. 13 della nostra Costituzione.

Facendo quindi appello:

– alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, che sancisce che la dignità umana è inviolabile, che ogni individuo ha diritto alla vita e alla propria integrità fisica e psichica e che nell’ambito della medicina e della biologia deve essere in particolare rispettato il consenso libero e informato della persona interessata e

– al Codice di Deontologia Medica del 18/05/2014, che prescrive al medico di non intraprendere né proseguire in procedure diagnostiche e/o interventi terapeutici senza la preliminare acquisizione del consenso informato o in presenza di dissenso informato e di tenere conto delle dichiarazioni anticipate di trattamento espresse in forma scritta, sottoscritta e datata;

il Consiglio Comunale con approvazione unanime (e solo quattro astensioni) ha:

– chiesto al Sindaco e alla Giunta Comunale di Campi Bisenzio di impegnarsi a farsi promotori di una richiesta di calendarizzazione della legge di iniziativa popolare da indirizzare all’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati e specificatamente alla Presidente della Camera Laura Boldrini, nonché ai presidenti di Gruppo alla Camera dei Deputati e

– dato indicazione alla Presidenza del Consiglio e alla Prima Commissione di redigere, col supporto degli Uffici comunali ed ispirandosi alla bozza di regolamento allegata alla mozione, il regolamento del Registro per le Direttive Anticipate, da presentare al Consiglio entro 60 giorni dall’approvazione della stessa.

La convinzione dell’Amministrazione di Campi Bisenzio, come quella di altri Comuni fiorentini, è che i due punti approvati siano entrambi di rilevanza estrema. Il Registro Comunale è una testimonianza ufficiale di dichiarazione di volontà a cui potersi appellare nel caso di procedimenti giudiziari. Inoltre è monito importante nei confronti di Governo e Parlamento.

La richiesta di calendarizzazione della legge di iniziativa popolare è un impegno fondamentale affinché a tutti, con pari opportunità sia garantito e riconosciuto il diritto inviolabile ad una vita e una morte dignitosa.

Come membro di “Diritti in Rete, consiglieri comunali dell’area Metropolitana fiorentina in rete per la tutela dei cittadini”, sono contenta e soddisfatta del risultato delle nostre azioni “in rete”, a testimonianza del fatto che la nostra forza è nei temi delle nostre battaglie e nel modo concertato di portale avanti.

Emanuela Eboli, Comitato Valibona Possibile, Consigliere Comunale di Campi Bisenzio (FI)

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