La partecipazione dei cittadini per superare il medioevo dei diritti

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Riportiamo di seguito la lettera con la quale Giuseppe Civati ha voluto portare il proprio contributo al Consiglio generale dell’Associazione Luca Coscioni, tenutosi ieri, 2 giugno, ad Orvieto.

Cara Filomena e Caro Marco,

seguo con molto interesse questo Consiglio generale della associazione “Luca Coscioni”, di cui faccio parte, fissato in coincidenza con l’annuale appuntamento del “Memorial Luca Coscioni”, anche se purtroppo non posso intervenire personalmente.

Desidero esprimere a Voi e a tutte le compagne e i compagni, le amiche e gli amici presenti la mia vicinanza e rinnovarvi il mio interesse per le battaglie che stiamo portando avanti e per quelle che ci aspettano.

Torno in particolare a offrirvi tutta la mia disponibilità a sollecitare e riprendere in sede parlamentare la proposta di iniziativa popolare sul rifiuto dei trattamenti sanitari e la liceità dell’eutanasia.

Come ho detto a Filomena, esprimo grande interesse per presentare come proposta di legge e sostenere in Parlamento il testo di modifica del libro I del codice civile, perché finalmente il nostro Paese smetta di essere il più arretrato nel godimento dei diritti e la tutela della persona.

In questo mio intervento, tuttavia, mi sta particolarmente a cuore richiamare la attenzione verso la partecipazione dei cittadini non solo attraverso un voto davvero libero e consapevole nelle elezioni ma anche attraverso gli istituti di democrazia diretta.

Come sapete, infatti, con Andrea Pertici abbiamo dedicato molta attenzione alla valorizzazione della partecipazione anche in sede di riforma costituzionale e elettorale, rimanendo purtroppo inascoltati. In particolare, le mie proposte sulla riforma dell’iniziativa legislativa popolare e del referendum abrogativo, per renderli più efficaci e vincolanti, sono state ignorate, così come ogni richiamo ad affrontare le numerose proposte di legge presentate dai cittadini, a partire da quella già ricordata sull’eutanasia.

Da questo impegno e da questi temi nasce anche il nostro progetto di POSSIBILE, un soggetto politico nuovo, aperto, inclusivo, repubblicano, che mira a parlare a tutte le forze progressiste, laiche e liberali, a partire da precise tematiche che trovano in alcuni referendum una prima concretizzazione.

Pur con tutte le difficoltà che il referendum abrogativo incontra – come i soggetti della galassia radicale ben sanno – riteniamo urgente mettere in campo questo strumento per rimediare agli errori compiuti con alcuni interventi controriformatori, posti in essere in materia elettorale con l’Italicum, nel campo dell’educazione e della scuola, con la proposta in discussione in questi giorni, in campo ambientale e dello sviluppo sostenibile, con lo “sblocca-Italia”.

Un altro tema che possiamo affrontare, sia a livello referendario che tramite una proposta legislativa di iniziativa popolare, e in merito al quale abbiamo già iniziato un lavoro comune, anche attraverso un intergruppo parlamentare, è quello della legalizzazione delle droghe leggere, su cui anche POSSIBILE ha già fatto una campagna.

Tutto questo, in sintesi, per dirvi che guardo con molta attenzione alle nostre comuni battaglie e mi permetto di stimolare un grande coinvolgimento in una stagione di forte partecipazione popolare che, a partire dai citati referendum, mi auguro seguiremo insieme.

Con grande speranza e condivisione.

Giuseppe Civati

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