La campagna vaccinale COVID-19 nel mondo

I paesi del G20 (in verità 67 paesi) fra la fine del 2021 e metà del 2022 arriveranno a una copertura che permetterà anche un allentamento delle misure di precauzione e delle quarantene con conseguente probabile ripresa dell’economia, mentre gli altri paesi (107) resteranno in una situazione critica dal punto di vista sanitario, economico e sociale fino alla metà del 2023.

La pan­de­mia da coro­na­vi­rus si sta rapi­da­men­te espan­den­do nel mon­do e ha supe­ra­to al 29/1 i 101 milio­ni di con­ta­gia­ti e i 2 milio­ni di mor­ti (fon­te: Johns Hop­kins – Coro­na­vi­rus Resour­ce Cen­ter), ma ora è ini­zia­ta, alme­no nei pae­si svi­lup­pa­ti, la vac­ci­na­zio­ne di mas­sa, sep­pur ral­len­ta­ta dal­le note dif­fi­col­tà nel­la pro­du­zio­ne e for­ni­tu­ra di dosi da par­te del­le prin­ci­pa­li azien­de pro­dut­tri­ci, Pfi­zer, Moder­na, AstraZeneca.

Ovvia­men­te la situa­zio­ne sani­ta­ria non potrà rista­bi­lir­si fin­ché non sarà rag­giun­to un ade­gua­to livel­lo di immu­niz­za­zio­ne a livel­lo glo­ba­le, cioè mon­dia­le. Non è una novi­tà: è sta­to sem­pre così per tut­te le epi­de­mie e pan­de­mie, dal vaio­lo alla polio­mie­li­te: virus e bat­te­ri non cono­sco­no con­fi­ni e il coro­na­vi­rus è un abi­le viaggiatore.

I pae­si svi­lup­pa­ti con buo­ne capa­ci­tà eco­no­mi­che han­no già piaz­za­to ordi­ni alle case pro­dut­tri­ci per quan­ti­tà mol­to impor­tan­ti, spes­so supe­rio­ri alla pro­pria popolazione:

  • Cana­da (per 5 vol­te gli abitanti)
  • Regno Uni­to (per 3 vol­te gli abitanti)
  • Sta­ti Uni­ti, Unio­ne Euro­pea, Nuo­va Zelan­da, Austra­lia (per 2 vol­te gli abitanti)
  • Giap­po­ne, Israele
  • Corea del Sud, Argen­ti­na, Bra­si­le, Sviz­ze­ra (per il 50% cir­ca dei pro­pri abitanti)

Cina, Rus­sia e Cuba esu­la­no da que­sto elen­co in quan­to han­no svi­lup­pa­to un pro­prio vac­ci­no (Sino­vax, Sput­nik, Sobe­ra­no) e dovreb­be­ro prov­ve­de­re alla coper­tu­ra diret­ta del­la pro­pria popo­la­zio­ne. Inol­tre que­sti tre pae­si han­no ini­zia­to la cosid­det­ta “diplo­ma­zia del vac­ci­no”, offren­do a prez­zi bas­si il vac­ci­no ai pae­si con risor­se eco­no­mi­che limitate.

Il risul­ta­to com­ples­si­vo di que­ste poli­ti­che è che la coper­tu­ra vac­ci­na­le sarà rag­giun­ta in tem­pi lun­ghi e mol­to diver­si fra le varie zone del mon­do, come vie­ne illu­stra­to dal­la gra­fi­ca rea­liz­za­ta dall’Economist Intel­li­gen­ce Unit.

In sostan­za i pae­si del G20 (in veri­tà 67 pae­si) fra la fine del 2021 e metà del 2022 arri­ve­ran­no a una coper­tu­ra che per­met­te­rà anche un allen­ta­men­to del­le misu­re di pre­cau­zio­ne e del­le qua­ran­te­ne con con­se­guen­te pro­ba­bi­le ripre­sa dell’economia, men­tre gli altri pae­si (107) reste­ran­no in una situa­zio­ne cri­ti­ca dal pun­to di vista sani­ta­rio, eco­no­mi­co e socia­le fino alla metà del 2023.

Que­sto sem­pre se tut­to andrà per il ver­so giu­sto rispet­to alle poli­ti­che attua­li, che comun­que pre­ve­do­no anco­ra miglia­ia di mor­ti. È chia­ro che pro­muo­ve­re un acces­so mol­to più rapi­do ai vac­ci­ni per que­sti pae­si è una pre­con­di­zio­ne per il rispet­to dei dirit­ti uma­ni e una poli­ti­ca razio­na­le per la ripre­sa di uno sce­na­rio poli­ti­co ed eco­no­mi­co di pace.

L’Organizzazione Mon­dia­le del­la Sani­tà ha pro­mos­so l’iniziativa COVAX che si pro­po­ne di for­ni­re 6 miliar­di di dosi ai pae­si più pove­ri. 2 miliar­di di dosi dovreb­be­ro venir for­ni­te entro il 2021, soprat­tut­to agli ope­ra­to­ri del­la sani­tà, copren­do cir­ca il 20% del­la popolazione.

Ma, date le dimen­sio­ni del­la pan­de­mia, per garan­ti­re la dispo­ni­bi­li­tà dei vac­ci­ni in tut­ti i pae­si è neces­sa­rio acce­le­ra­re in modo sostan­zia­le la for­ni­tu­ra dei vac­ci­ni e quin­di la loro pro­du­zio­ne. Per far que­sto è appli­ca­bi­le la cosid­det­ta licen­za obbli­ga­to­ria, pre­vi­sta dai trat­ta­ti inter­na­zio­na­li TRIPs del­l’Or­ga­niz­za­zio­ne mon­dia­le del Com­mer­cio (WTO), che per­met­te di sospen­de­re la vali­di­tà dei bre­vet­ti per un perio­do con­cor­da­to con le azien­de detentrici.

Ciò apri­reb­be a mol­te azien­de far­ma­ceu­ti­che pre­sen­ti nel mon­do la pos­si­bi­li­tà di pro­dur­re vac­ci­ni “su licenza”.

Pos­si­bi­le ha lan­cia­to la pro­po­sta di libe­ra­re i vac­ci­ni covid dai bre­vet­ti. La mede­si­ma posi­zio­ne è soste­nu­ta anche da altri sog­get­ti: dal­la fon­da­zio­ne GIMBE a Vit­to­rio Agno­let­to, da Roma­no Pro­di a Sil­vio Garat­ti­ni e Nico­let­ta Den­ti­co. Posi­zio­ne che sareb­be sta­ta uti­le anche nei nego­zia­ti con le case far­ma­ceu­ti­che per non seder­si col car­bo­ne bagna­to, come direb­be Mon­tal­ba­no, al tavo­lo contrattuale.

Oltre a que­sto è neces­sa­ria un’azione di aiu­to finan­zia­rio ai pae­si più pove­ri che Jose­ph Sti­gli­tz pro­spet­ta­va in un recen­te arti­co­lo attra­ver­so l’uso dei dirit­ti spe­cia­li di pre­lie­vo su un fon­do pres­so il Fon­do Mone­ta­rio Inter­na­zio­na­le (FMI) con una dota­zio­ne di 500 miliar­di di dollari.

Nel­lo stes­so arti­co­lo Sti­gli­tz pro­po­ne­va, e non per la pri­ma vol­ta, una ricon­si­de­ra­zio­ne pro­fon­da dei cri­te­ri di valu­ta­zio­ne del­lo FMI dei bilan­ci sta­ta­li dei pae­si in dif­fi­col­tà finanziaria.

Affron­ta­re la pan­de­mia a livel­lo glo­ba­le ripro­po­ne anco­ra una vol­ta la que­stio­ne del­la poli­ti­ca mon­dia­le e del­le poli­ti­che mul­ti­la­te­ra­li, le sole in gra­do di rea­liz­za­re solu­zio­ni effi­ca­ci. Cer­to, con la pre­si­den­za Trump tut­to que­sto non sareb­be sta­to pos­si­bi­le né pen­sa­bi­le, basti ricor­da­re il riti­ro degli Sta­ti Uni­ti dall’Organizzazione Mon­dia­le del­la Sanità.

Nel pas­sa­to azio­ni con que­sto oriz­zon­te sono avve­nu­te per il trat­ta­to mul­ti­la­te­ra­le per il disar­mo nuclea­re, per il con­trol­lo del buco nell’ozono e in futu­ro saran­no indi­spen­sa­bi­li per affron­ta­re le mol­te­pli­ci sfi­de lega­te al riscal­da­men­to glo­ba­le e al cam­bia­men­to cli­ma­ti­co.

Un pas­so lo potreb­be fare anche il Gover­no Ita­lia­no in occa­sio­ne del mee­ting del G7 a giu­gno nel Regno Uni­to, in cui l’Italia avrà la pre­si­den­za, met­ten­do in agen­da la que­stio­ne bre­vet­ti per i vac­ci­ni. Natu­ral­men­te se ci sarà un gover­no e non sare­mo in cam­pa­gna elettorale.

Fran­co Graziani

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