Il pasticcio della destra sulla Legge per la Montagna

La legge 12 settembre 2025 nr. 131 (detta “Legge sulla montagna”) è la cartina di tornasole della politica della destra italiana. Si spara alto, si aspetta la reazione e poi si torna indietro, fino quasi al punto di partenza.

La leg­ge 12 set­tem­bre 2025 nr. 131 (det­ta “Leg­ge sul­la mon­ta­gna”) è la car­ti­na di tor­na­so­le del­la poli­ti­ca del­la destra ita­lia­na. Si spa­ra alto, si aspet­ta la rea­zio­ne e poi si tor­na indie­tro, fino qua­si al pun­to di par­ten­za, tan­to poi nel bilan­cio per gli alloc­chi si men­zio­na tra le cose fat­te anche se, di fat­to, non ci sono fat­ti.

La leg­ge in ogget­to disci­pli­na age­vo­la­zio­ni e con­tri­bu­ti per quei comu­ni che ven­go­no defi­ni­ti “mon­ta­ni” per con­tra­star­ne lo spo­po­la­men­to e age­vo­lar­ne lo svi­lup­po. È chia­ro che esser­ci è un van­tag­gio: la vec­chia clas­si­fi­ca­zio­ne ne pre­ve­de­va oltre 4000, la nuo­va li ave­va ridot­ti a 2844.

L’artefice di tut­to ciò è Cal­de­ro­li, quel­lo del por­cel­lum, del­le magliet­te anti-islam, dei car­to­ni di leg­gi inu­ti­li bru­cia­ti in piaz­za (sen­za poi effet­ti­va­men­te abo­lir­le quel­le leg­gi).

“Mon­ta­gna è chi mon­ta­gna fa”, direb­be For­re­st Gump, e For­re­st Cal­de­ro­li sta­bi­li­sce che la mon­ta­gna è quan­do il ter­ri­to­rio è situa­to sopra i 600 metri sopra il livel­lo del mare. In que­sto modo taglia fuo­ri pra­ti­ca­men­te tut­to l’Appennino e una par­te del ter­ri­to­rio alpi­no, soprat­tut­to in Pie­mon­te. Che poi que­sto coin­ci­da con mol­ti ter­ri­to­ri in cui la Lega è meno for­te è un nostro retro­pen­sie­ro da comu­ni­sti.

Apri­ti cie­lo, mez­za Ita­lia in sub­bu­glio per­ché la clas­si­fi­ca­zio­ne mon­ta­na non defi­ni­sce sem­pli­ce­men­te una mor­fo­lo­gia ma anche la situa­zio­ne del­la logi­sti­ca, dei col­le­ga­men­ti via­ri, del­lo spo­po­la­men­to e dell’accesso alle tec­no­lo­gie digi­ta­li. E in que­sto il ter­ri­to­rio ita­lia­no, soprat­tut­to al cen­tro sud, ha un defi­cit strut­tu­ra­le ata­vi­co.

Cal­de­ro­li, sen­si­bi­le alle ragio­ni di chiun­que, per­se­ve­ra nel­la scel­ta del para­me­tro (mon­ta­gna = altez­za sul livel­lo del mare) e abbas­sa i metri por­tan­do­li da 600 a 350. Bene, ma non benis­si­mo. Una par­te di comu­ni gioi­sce ma ce ne sono diver­si che sono anco­ra fuo­ri (29 nel­le Mar­che, ad esem­pio, tra cui alcu­ni impor­tan­ti come Urbi­no).

La Lega è a posto ma Fra­tel­li d’Italia, il cui elet­to­ra­to e i cui sin­da­ci sono sta­ti mas­sic­cia­men­te col­pi­ti dal prov­ve­di­men­to, non anco­ra. Ecco allo­ra che si muo­vo­no i ver­ti­ci (Acqua­ro­li e Fio­ra­van­ti nel­le Mar­che) per pres­sa­re il mon­ta­na­ro Cal­de­ro­li e por­tar­lo a più miti con­si­gli.

E Cal­de­ro­li, natu­ral­men­te, cede, o alme­no fa fin­ta, dicen­do che sì, se sie­te tut­ti d’accordo pos­sia­mo rive­de­re i cri­te­ri, che comun­que i bene­fi­ci eco­no­mi­ci li pos­sia­mo man­te­ne­re anche sui comu­ni che non rien­tra­no etc etc etc, insom­ma: sei mesi di fuf­fa per tor­na­re al pun­to di par­ten­za, toglien­do ener­gie, risor­se, impe­gno a pro­ble­mi seri e non rin­via­bi­li.

Nel frat­tem­po, due comu­ni che pri­ma non era­no mon­ta­ni ora lo sono diven­ta­ti. Indo­vi­na­te chi li gover­na? No, sba­glia­to, non è il cen­tro­si­ni­stra!

Luca Ange­lo­ni
Pos­si­bi­le Mar­che

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