Il cattivo giornalismo e i falsi argomenti contro la cannabis

 

Come si fa a non pren­de­re in sim­pa­tia il capo­re­dat­to­re di Fami­glia Cri­stia­na, Fran­ce­sco Anfossi?

Uno che scri­ve un arti­co­lo sen­za pren­der­si la bri­ga di fare alme­no (alme­no) qual­che ricer­ca riguar­do a quel­lo che sta scri­ven­do, non dico sul­le rivi­ste scien­ti­fi­che, che ovvia­men­te leg­go­no solo gli scien­zia­ti e lui non rien­tra nel­la cate­go­ria, ma dico, nem­me­no fare una goo­gla­ta, una ricer­chi­na su wiki­pe­dia ormai la fan­no anche i bam­bi­ni del­le ele­men­ta­ri … Ma vedia­mo nel dettaglio.

La can­na­bis non pro­vo­ca nes­sun tipo di dipen­den­za fisi­ca (al con­tra­rio di tabac­co e alcol, ad esem­pio), è ampia­men­te dimo­stra­to, men­tre la dipen­den­za psi­co­lo­gi­ca dipen­de dal sog­get­to, come può avve­ni­re ad esem­pio nel caso del gio­co d’azzardo (lega­le). A que­sto pro­po­si­to con­si­glio al signor Anfos­si la let­tu­ra del­la ricer­ca del pro­fes­sor Nutt e altri (tut­ti pro­fes­so­ri eh, mica gior­na­li­sti) pub­bli­ca­ta su Lan­cet, una del­le rivi­ste medi­che più impor­tan­ti al mon­do, che nel 2007 ha clas­si­fi­ca­to 20 sostan­ze psi­co­tro­pe (com­pre­se tabac­co e alcol) secon­do la loro peri­co­lo­si­tà per­so­na­le, anche per la dipen­den­za, e quel­la socia­le. In que­sta ricer­ca, la can­na­bis è risul­ta­ta esse­re agli ulti­mi posti, men­tre l’alcol e tabac­co sono mol­to supe­rio­ri, per dire: ma non cre­do che per que­sto Anfos­si chie­de­rà di vie­ta­re l’utilizzo di vino duran­te la san­ta messa.

 

Nel suo arti­co­lo su Fami­glia Cri­stia­na, Anfos­si è riu­sci­to per­si­no a tirar fuo­ri la teo­ria del pas­sag­gio, ormai com­ple­ta­men­te smen­ti­ta da qual­sia­si fon­te un mini­mo, ma pro­prio un mini­mo competente.

Sul­la distru­zio­ne del­le cel­lu­le cere­bra­li, capi­sco la dif­fi­col­tà di (non) ricer­ca, per­ché sol­tan­to attra­ver­so una ricer­ca Goo­gle in ingle­se si pos­so­no tro­va­re gli stu­di medi­ci-scien­ti­fi­ci che smen­ti­sco­no que­sta tesi, e anzi sosten­go­no che dimi­nuen­do la pro­li­fe­ra­zio­ne cel­lu­la­re la can­na­bis aiu­ta inve­ce a com­bat­te­re alcu­ni tipi di tumo­re, anche al cervello.

Poi maga­ri, andan­do­si ad infor­ma­re ulte­rior­men­te, Anfos­si avreb­be anche sco­per­to che la can­na­bis vie­ne sem­pre più usa­ta per la cura di sin­to­mi di malat­tie più o meno gra­vi, dall’insonnia (visto che comun­que è meno tos­si­ca del­le ben­zo­dia­ze­pi­ne), alla cura del glau­co­ma o al sol­lie­vo del­le pene dovu­te alla che­mio­te­ra­pia o alla SLA.

Ma capi­sco che que­sto sareb­be sta­to chie­de­re ogget­ti­va­men­te trop­po, come can­ta­va Zuc­che­ro “non c’è più rispet­to” nean­che per la pro­fes­sio­ne di gior­na­li­sta, che si affi­da più alle cre­den­ze popo­la­ri (spes­so fal­se e indot­te) che alla ricer­ca scientifica.

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