I risultati di #staffettasi #staffettano

statisticheAbbia­mo rie­la­bo­ra­to le rispo­ste al que­stio­na­rio che vi abbia­mo pro­po­sto ieri, #staf­fet­ta­sì, #staf­fet­ta­no. I risul­ta­ti sono cla­mo­ro­si e abbia­mo cer­ca­to di rap­pre­sen­tar­li in Dire­zio­ne nazio­na­le, dove alcu­ni di noi sono inter­ve­nu­ti e han­no vota­to per affer­ma­re chia­ra­men­te #staf­fet­ta­no.

Una posi­zio­ne con­di­vi­sa dal 94% di voi, iscrit­ti ed elet­to­ri, sen­za alcu­na dif­fe­ren­za sostan­zia­le tra colo­ro che l’ot­to dicem­bre han­no scel­to Ren­zi, Cuper­lo o Civa­ti. Una posi­zio­ne che in Dire­zio­ne, su ini­zia­ti­va del segre­ta­rio Mat­teo Ren­zi, è dive­nu­ta mino­ri­ta­ria, secon­do mec­ca­ni­smi che non han­no pre­vi­sto l’a­scol­to del­la base.

La stes­sa base ha chie­sto a mag­gio­ran­za asso­lu­ta che, qua­lo­ra si fos­se deci­so per la staf­fet­ta, il nuo­vo gover­no gui­da­to da Ren­zi avreb­be dovu­to por­ta­re alle ele­zio­ni già in pri­ma­ve­ra, dopo la rifor­ma del­la leg­ge elet­to­ra­le. Al con­tra­rio, ci tro­via­mo con oriz­zon­ti tem­po­ra­li che guar­da­no al 2018.

A lar­ghis­si­ma mag­gio­ran­za ave­te chie­sto un allar­ga­men­to del­la mag­gio­ran­za a Sel e a par­te del Movi­men­to 5 Stel­le. Ma pare pro­prio che non andrà così.

I nume­ri, nel det­ta­glio, li tro­va­te tut­ti qui:

Screenshot_021314_031532_PM

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popolare.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di italiani.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la società.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto provarci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne possibili. 

Nature Restoration Law: stavolta ha vinto la Terra!

È un momen­to sto­ri­co: oggi l’Europa ren­de leg­ge il ripri­sti­no del­la natu­ra, e defi­ni­sce la dire­zio­ne che il nostro con­ti­nen­te segui­rà per ridar­le spa­zio. La que­stio­ne non è edo­ni­sti­ca, e nem­me­no intel­let­tua­le: si trat­ta di per­met­te­re che gli eco­si­ste­mi, come i fiu­mi o le zone umi­de, ter­re col­ti­va­te e fore­ste, tor­ni­no gra­dual­men­te in una con­di­zio­ne di equi­li­brio per con­ti­nua­re a tra­sfor­ma­re la mate­ria, per ren­de­re, cioè, la bio­sfe­ra vivi­bi­le anche per noi.

Firenze, una cosa è certa: non si è trattato di un errore umano

Nel­l’at­te­sa di rice­ve­re noti­zie chia­re e cir­co­stan­zia­te sul­la dina­mi­ca di quan­to avve­nu­to in via Mari­ti a Firen­ze, una cosa si deve dire: non si è trat­ta­to di un erro­re umano.

E que­sto, nono­stan­te le insi­nua­zio­ni dei tito­li dei gior­na­li, arri­va­te appe­na pas­sa­to lo shock ini­zia­le, è neces­sa­rio dir­lo con chiarezza.