Elezioni in Emilia Romagna: un grande sollievo

Come abbiamo scritto dal primo giorno, quella delle regionali in Emilia-Romagna era una sfida che aveva assunto dimensioni molto più ampie dei suoi confini, che metteva in discussione non solo un modello ma l'esistenza stessa di un'alternativa all'avanzata della destra nel Paese.

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Un gran­de sol­lie­vo.

Come abbia­mo scrit­to dal pri­mo gior­no, quel­la del­le regio­na­li in Emi­lia-Roma­gna era una sfi­da che ave­va assun­to dimen­sio­ni mol­to più ampie dei suoi con­fi­ni, che met­te­va in discus­sio­ne non solo un model­lo ma l’e­si­sten­za stes­sa di un’al­ter­na­ti­va all’a­van­za­ta del­la destra nel Pae­se.
Mi uni­sco quin­di volen­tie­ri ai festeg­gia­men­ti per lo scam­pa­to peri­co­lo, e per la scel­ta di Pos­si­bi­le di star den­tro a un fron­te uni­to, in un’oc­ca­sio­ne in cui le divi­sio­ni non le avreb­be capi­te nes­su­no, e i risul­ta­ti del­le liste di sini­stra che han­no scel­to di cor­re­re da sole lo dimo­stra­no.

Fat­ta l’E­mi­lia-Roma­gna, ora biso­gna fare l’I­ta­lia, per usa­re una para­fra­si, e da que­sto pun­to di vista tor­no ad auspi­ca­re — anco­ra — che si ini­zi a ragio­na­re su uno sche­ma che sia ugual­men­te inclu­si­vo e vin­cen­te in tut­to il Pae­se, ma che al momen­to è tut­to da imma­gi­na­re.

In ulti­mo, ma non ulti­mo, il mio rin­gra­zia­men­to per­so­na­le e come Segre­ta­ria di Pos­si­bi­le va a Ila­ria Bonac­cor­si. A Bolo­gna abbia­mo potu­to soste­ne­re una can­di­da­ta di ecce­zio­na­le qua­li­tà e valo­re, a cui va infi­ni­ta gra­ti­tu­di­ne. Si è mes­sa in gio­co in una ter­ra che l’ha adot­ta­ta solo da pochi mesi e chi l’ha cono­sciu­ta in que­ste poche set­ti­ma­ne di cam­pa­gna ne è rima­sto con­qui­sta­to, così come lo sia­mo sta­ti noi sin da quan­do l’ab­bia­mo incon­tra­ta. Non è che l’i­ni­zio.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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Congresso 2024: regolamento congressuale

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500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di ita­lia­ni.

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La rainbow map 2026 racconta un’Italia che sui diritti continua ad arretrare

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