“Diciamo no al Melonellum, e continuiamo a chiedere una legge elettorale in cui le persone possano realmente scegliere e non semplicemente approvare una scelta calata dall’alto.”
Lo dichiara Francesca Druetti, Segretaria nazionale di Possibile, che domani sarà a Roma davanti a Montecitorio alle 18.00 per il presidio contro la legge elettorale in votazione in Parlamento, mentre alle 20.00 è previsto un incontro insieme a Giueppe Civati alla Libreria Todomodo, per la presentazione del nuovo numero di Ossigeno.
“L’enorme premio di maggioranza nel caso la prima coalizione superi il 40% è sproporzionato, una forzatura che sacrifica la volontà di cittadine e cittadini sull’altare di una “stabilità” che si legge strapotere. Una “legge truffa” in versione meloniana che consentirebbe a chi vince di consentire la formazione di un governo sacrificando moltissimo la volontà di cittadine e cittadini, potenzialmente fino a smentirla. Una legge che consentirebbe a chi vince le elezioni con il 40% dei voti di eleggere potenzialmente da solo il Presidente della Repubblica. Altra norma pericolosa che potrebbe comparire è quella di scrivere nel programma elettorale il nome del candidato o della candidata a Presidente del Consiglio, che non verrà votato o votata, ma dovrà comunque essere indicato. Un passo verso un Premierato di fatto, e contemporaneamente una presa in giro a cittadine e cittadini, visto che sarà comunque il Parlamento — come prevede la nostra Costituzione — a dare la fiducia al Governo formato dal Presidente del Consiglio su incarico del Presidente della Repubblica.”
Alle 20.00 appuntamento alla Libreria Todomodo, con Giuseppe Civati e Francesca Druetti, per la presentazione del nuovo numero di Ossigeno, in Via Bellegra 46. Moderano Elisa Cennamo e Ruggero Scotti di Roma Possibile. A un anno dalle prossime elezioni politiche, si parlerà di quella fetta di società non intercettata dalle attuali proposte politiche, tra l’analisi dei movimenti, la crescita della destra di Vannacci e le sue frange più estreme, e la necessità, come scrive lo stesso Civati nel numero, di offrire più antifascismo, non meno: “a chi vi dice che ci vuole meno antifascismo, dategliene di più”.










