Crede che la Costituzione sia motore di cambiamento: Andrea Pertici

31-cartolina-civoti-pertici-vertQuan­do Andrea Per­ti­ci, pro­fes­so­re Ordi­na­rio di dirit­to costi­tu­zio­na­le pres­so il Dipar­ti­men­to di Giu­ri­spru­den­za dell’Università di Pisa e Avvo­ca­to, sale sul pal­co dell’Estragon, a Bolo­gna, comin­cia a descri­ve­re la sua idea di un PD diver­so, di un Pd “che la pen­sa come te”, un par­ti­to che deve recu­pe­ra­re quel­la voca­zio­ne ad uni­re che era nel­lo spi­ri­to dell’Ulivo. Uni­re siste­ma poli­ti­co e cit­ta­di­ni è pos­si­bi­le attra­ver­so gli stru­men­ti del­la demo­cra­zia oriz­zon­ta­le, oppo­sti al ver­ti­ca­li­smo del­la for­ma pre­si­den­zia­le, che in que­sto pae­se vie­ne decli­na­ta nel­la for­ma dei per­so­na­li­smi. La par­te­ci­pa­zio­ne inve­ce vie­ne rego­lar­men­te dimen­ti­ca­ta, spe­cie quan­do si trat­ta di deci­de­re sul­le que­stio­ni fon­da­men­ta­li del­la nostra comunità.

Lo incon­tro nel back­sta­ge per que­sta inter­vi­sta e imme­dia­ta­men­te pen­so a quan­to la nostra poli­ti­ca abbia inven­ta­to vie tor­tuo­se e cer­vel­lo­ti­che per non cam­bia­re nul­la. Gli chie­do che cosa lo aves­se col­pi­to del per­cor­so di Giu­sep­pe Civa­ti, per­ché ha deci­so di far par­te di que­sta squa­dra. La sua rispo­sta è sem­pli­ce ma signi­fi­ca­ti­va: “la sin­to­nia”, la “sim­pa­tia” – aggiun­ge – “nel sen­so pro­prio del ter­mi­ne, come affi­ni­tà idea­le, nell’approccio e nei con­te­nu­ti”. Nell’approccio, per la capa­ci­tà di par­la­re con chia­rez­za e deter­mi­na­zio­ne, ancor­ché con toni gar­ba­ti, e nei con­te­nu­ti, per l’idea di cam­bia­re pun­to di vista e rico­strui­re i rap­por­ti socia­li oggi dete­rio­ra­ti, anche aven­do riguar­do ai temi di suo più spe­ci­fi­co inte­res­se pro­fes­sio­na­le: i temi costi­tu­zio­na­li ed elet­to­ra­li, del­la par­te­ci­pa­zio­ne, del con­flit­to d’interessi e dei dirit­ti civili.

Appun­to, par­lia­mo di rifor­me costi­tu­zio­na­li e più pre­ci­sa­men­te di rifor­ma dell’articolo 138 del­la Costi­tu­zio­ne. “La rifor­ma dell’articolo 138 è ser­vi­ta, per ora, a rin­via­re le rifor­me costi­tu­zio­na­li neces­sa­rie, che sareb­be­ro limi­ta­te e da fare subi­to: pen­so, in par­ti­co­la­re, alla rifor­ma del bica­me­ra­li­smo pari­ta­rio e alla ridu­zio­ne del nume­ro dei par­la­men­ta­ri. Per appro­va­re que­ste rifor­me non ser­ve cam­bia­re il 138, anzi, la pro­ce­du­ra di revi­sio­ne costi­tu­zio­na­le dovreb­be esse­re man­te­nu­ta inal­te­ra­ta. E uti­liz­zan­do que­sta, oggi potrem­mo già ave­re una rifor­ma costi­tu­zio­na­le in que­sto sen­so”.

È sta­to det­to che que­sta rifor­ma costi­tui­sce un attac­co al 138. “Appun­to, sarei più cau­to nei toni, for­se non lo defi­ni­rei un attac­co vero e pro­prio. Si trat­ta di una dero­ga che var­reb­be sol­tan­to per una vol­ta come se que­sta vol­ta si doves­se segui­re – chis­sà per­ché – una pro­ce­du­ra diver­sa. Cer­ta­men­te nel­la modi­fi­ca ci sono cose che non mi piac­cio­no: anche la pos­si­bi­li­tà di pro­por­re un refe­ren­dum comun­que può esse­re solo appa­ren­te­men­te una spin­ta ver­so una mag­gio­re demo­cra­tiz­za­zio­ne del pro­ce­di­men­to, ma soprat­tut­to l’impressione che con­ti­nuo a trar­ne è che tut­to que­sto ser­vis­se soprat­tut­to ad allun­ga­re i tem­pi del­le Lar­ghe Inte­se, che – si sa – aspi­ra­no ad una cer­ta lun­ghez­za”.

Ma ormai le Lar­ghe Inte­se sono diven­ta­te Stret­te Inte­se. Il pro­get­to è fal­li­to?“Il pro­get­to di leg­ge non è fal­li­to, è anco­ra in cor­sa. Dob­bia­mo atten­de­re dopo il 15 Dicem­bre quan­do la Came­ra dovreb­be deli­be­ra­re il testo in secon­da let­tu­ra, decor­si i tre mesi dal­la pre­ce­den­te appro­va­zio­ne. A que­sto pun­to biso­gna vede­re se il testo è appro­va­to a mag­gio­ran­za dei due ter­zi, che sen­za For­za Ita­lia non ci sono, o a mag­gio­ran­za asso­lu­ta, poi­ché in que­sto secon­do caso può esse­re richie­sto il refe­ren­dum popo­la­re che potreb­be rimet­te­re tut­to in discus­sio­ne. A fron­te di que­sto rischio il Gover­no e la nuo­va mag­gio­ran­za (sen­za For­za Ita­lia) potreb­be­ro deci­de­re di pro­ce­de­re con una rifor­ma più snel­la sen­za pro­ce­du­re par­ti­co­la­ri. Quel­la rifor­ma che, se fos­se sta­ta pro­po­sta a mag­gio, oggi sareb­be in vigo­re”.

Nel suo discor­so, lei ha cita­to la rifor­ma del­la Leg­ge Elet­to­ra­le fra le rifor­me non più riman­da­bi­li, ma il Por­cel­lum è anco­ra al suo posto. “Non è sta­ta tro­va­ta anco­ra una solu­zio­ne nel­la attua­le mag­gio­ran­za. Sono fal­li­ti qua­si tut­ti i ten­ta­ti­vi di media­zio­ne al Sena­to. L’unica con­ver­gen­za pos­si­bi­le è sul­la leg­ge Mat­ta­rel­la ma l’u­ni­co che la sostie­ne vera­men­te è Giu­sep­pe Civa­ti, che è sem­pre rima­sto su que­sta posi­zio­ne. Anche altri lea­der poli­ti­ci con­ver­go­no su tale solu­zio­ne, ma a gior­ni alter­ni e con signi­fi­ca­ti­ve varia­zio­ni. Doma­ni (2 dicem­bre, ndr.) in calen­da­rio vi è la riu­nio­ne del­la Com­mis­sio­ne Affa­ri Costi­tu­zio­na­li con in pro­gram­ma il segui­to dell’esame del­le pro­po­ste di leg­ge in meri­to vedia­mo cosa suc­ce­de­rà. Il 3 dicem­bre inve­ce la Cor­te costi­tu­zio­na­le potreb­be dichia­ra­re inco­sti­tu­zio­na­le, alme­no in par­te, la leg­ge vigen­te, quel­la che è appun­to nota come Por­cel­lum”.

Alcu­ne di que­ste pro­po­ste ripren­do­no la cosid­det­ta Boz­za Vio­lan­te del dop­pio tur­no di coa­li­zio­ne. “Quel­lo cui lei si rife­ri­sce è un pro­get­to di rifor­ma del­la leg­ge elet­to­ra­le vigen­te che cam­bia il cri­te­rio di attri­bu­zio­ne del pre­mio di mag­gio­ran­za, sta­bi­len­do due ipo­te­si: se la coa­li­zio­ne rag­giun­ge alme­no al 40%, l’attribuzione avvie­ne diret­ta­men­te al pri­mo tur­no; altri­men­ti avvie­ne il bal­lot­tag­gio fra le due coa­li­zio­ni più vota­te. Non è il dop­pio tur­no di col­le­gio ma di pre­mio, e come oggi fini­sce per attri­bui­re comun­que un gran­de nume­ro di seg­gi – tut­ti insie­me – a chi vin­ce anche per un voto”.

Dal pal­co ha par­la­to di una pros­si­ma pro­po­sta di leg­ge che Civa­ti pre­sen­te­rà in Par­la­men­to sul Con­flit­to di Inte­res­se. Di cosa si trat­ta? “La pro­po­sta di leg­ge si ispi­ra al model­lo adot­ta­to nel siste­ma ame­ri­ca­no, nel qua­le si pre­di­li­ge la via del­la pre­ven­zio­ne con­tro quel­la del­la repres­sio­ne che arri­va dopo e quin­di trop­po tar­di (solu­zio­ne che ha sino­ra ispi­ra­to le diver­se pro­po­ste di leg­ge in Ita­lia, poi rima­ste sul­la car­ta, ndr). Si com­po­ne di diver­si isti­tu­ti a secon­da del­le carat­te­ri­sti­che del con­flit­to che inten­de pre­ve­ni­re, ovve­ro l’incompatibilità, l’astensione, l’obbligo del blind tru­st, fat­ta sal­va la pos­si­bi­li­tà per il tito­la­re di dismet­te­re le sue pro­prie­tà. La Com­mis­sio­ne di Vene­zia è sta­ta chia­ra, del resto, nel dire che fare poli­ti­ca è una scel­ta che com­por­ta deter­mi­na­ti one­ri”.

31-cartolina-civoti-perticiInfi­ne, par­lia­mo di Giu­sti­zia. C’è sta­ta una volon­tà rifor­ma­tri­ce che si è rive­la­ta trop­po spes­so puni­ti­va nei con­fron­ti del Ter­zo Pote­re del­lo Sta­to.“Il pro­ble­ma giu­sti­zia ha – come noto — subi­to un for­te con­di­zio­na­men­to. Non a caso, il dise­gno di leg­ge di rifor­ma costi­tu­zio­na­le che pas­sa per la modi­fi­ca del 138 non riguar­da il Tito­lo IV (sul­la Giu­sti­zia) per il timo­re di dover met­ter mano al det­ta­to costi­tu­zio­na­le insie­me a chi sostie­ne cer­te posi­zio­ni, come quel­le secon­do cui la per­so­na elet­ta dal popo­lo non è assog­get­ta­bi­le alla leg­ge e alla magi­stra­tu­ra. Ma il pro­ble­ma giu­sti­zia è più ampio, inve­ste il pena­le, il civi­le ed è par­ti­co­lar­men­te gra­ve, ad esem­pio, in rela­zio­ne alla dura­ta dei pro­ces­si. L’Italia ha rice­vu­to ripe­tu­te con­dan­ne dal­la Cor­te Euro­pea dei Dirit­ti del­l’Uo­mo e sino­ra non sono sta­te mes­se in cam­po solu­zio­ni dav­ve­ro effi­ca­ci”.

Cam­bia­re que­sto atteg­gia­men­to signi­fi­che­reb­be mol­to, per il Par­ti­to Demo­cra­ti­co. Signi­fi­che­reb­be, in un col­po, ria­pri­re la por­ta al cri­te­rio dell’uguaglianza dinan­zi alla leg­ge, che abbia­mo trop­po spes­so dimenticato.

#Civo­ti 31: Andrea Pertici

P.S. Men­tre que­sta inter­vi­sta vie­ne tra­scrit­ta, la Com­mis­sio­ne Affa­ri Costi­tu­zio­na­li al Sena­to ha annul­la­to la sedu­ta del 2 dicem­bre, quel­la in cui si sareb­be dovu­to discu­te­re l’Or­di­ne del Gior­no di Cal­de­ro­li vol­to a rein­tro­dur­re la leg­ge Mat­ta­rel­la. Ogni media­zio­ne sul­la Leg­ge Elet­to­ra­le è fal­li­ta, quin­di, e la stra­da per il giu­di­zio di legit­ti­mi­tà costi­tu­zio­na­le sul Por­cel­lum è defi­ni­ti­va­men­te spianata.

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