Concorso docenti, un inutile spreco di risorse

Le date del concorso sono state annunciate con enorme ritardo, le varie prove e le seguenti valutazioni continueranno per tutta l'estate, compromettendo seriamente per i vincitori l'anno scolastico 2016-17
Sono deci­ne di miglia­ia i docen­ti abi­li­ta­ti e con anni di espe­rien­za che, nel­l’ul­ti­mo anno e mez­zo, han­no chie­sto a gran voce il per­ché di un’al­tra sele­zio­ne. Un iter che, per alcu­ne clas­si del con­cor­so docen­ti, pre­ve­de addi­rit­tu­ra tre pro­ve (scrit­ta, pra­ti­ca e ora­le). E poco impor­ta che il ban­do di con­cor­so sia sta­to pub­bli­ca­to con ben 3 mesi di ritar­do cau­san­do pesan­ti con­se­guen­ze sul pia­no orga­niz­za­ti­vo. Già. Per­ché mol­ti can­di­da­ti (e com­mis­sa­ri), a bre­ve, saran­no impe­gna­ti anche negli esa­mi di Stato.

Il concorso docenti, per titoli

Si rischia così di con­clu­de­re le pro­ce­du­re ben oltre il ter­mi­ne del 31 ago­sto tan­to sban­die­ra­to dal Miur. E quin­di non in tem­po per effet­tua­re le immis­sio­ni in ruo­lo dei vin­ci­to­ri già per l’an­no sco­la­sti­co 2016/17. A tut­to ciò van­no som­ma­ti tem­pi stret­tis­si­mi per lo stu­dio e nume­ro­se altre cri­ti­ci­tà. Ebbe­ne. Alle legit­ti­me richie­ste dei docen­ti, i ver­ti­ci del Pd e rela­ti­vi acco­li­ti han­no sem­pre rispo­sto – sen­za nascon­de­re una cer­ta arro­gan­za — come il con­cor­so per soli tito­li fos­se inco­sti­tu­zio­na­le. Punto.
concorso docenti
Dal ser­vi­zio del Sole24Ore sul con­cor­so docenti
Ma non è così. Si trat­ta di una ver­go­gno­sa scel­ta poli­ti­ca. Nul­la di più. Il D.P.R.487/1994, infat­ti, sen­za mez­zi ter­mi­ni, affer­ma che l’as­sun­zio­ne agli impie­ghi del­le ammi­ni­stra­zio­ni pub­bli­che avvie­ne per con­cor­so pub­bli­co aper­to a tut­ti per esa­mi, per tito­li, per tito­li ed esa­mi e per cor­so — con­cor­so’. L’enne­si­ma occa­sio­ne spre­ca­ta per rida­re digni­tà a una cate­go­ria pro­fes­sio­na­le, quel­la dei docen­ti tut­ti, e per evi­ta­re lo spre­co di ingen­ti risor­se pub­bli­che che un con­cor­so nazio­na­le ine­vi­ta­bil­men­te comporta.

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