Redazione Possibile

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Quello che sta accadendo a Eddi è inaccettabile in un paese che si voglia definire civile

Nei pros­si­mi gior­ni sapre­mo se il suo ricor­so ver­rà accol­to. Nel frat­tem­po, sono già pas­sa­ti mesi. Non si trat­ta di rad­driz­za­re un tor­to: per quel­lo è già trop­po tar­di. Si trat­ta di non con­ti­nua­re in un’in­giu­sti­zia e, per tut­ti e tut­te noi, di sce­glie­re di non vol­tar­ci dal­l’al­tra par­te.

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Covid: la testimonianza di chi affronta in prima linea la seconda ondata

La situa­zio­ne è ingra­ve­scen­te, eppu­re sia­mo nel­la fase ini­zia­le di quel­lo che, se non pos­sia­mo cer­to defi­ni­re tsu­na­mi, è però un’on­da lun­ga che sale di cui non vedia­mo la fine, in cui gal­leg­gia­mo spe­ran­do di non esse­re som­mer­si, per con­dur­re a riva quan­ti più mala­ti pos­si­bi­le (ma tan­ti non ce la fan­no con evi­den­te nostra impo­ten­za) e anche noi stes­si.

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Qualità dell’aria nelle città: ecco perché non possiamo permetterci deroghe alle chiusure al traffico

Il dos­sier “Mal’a­ria di cit­tà” di gen­na­io 2020 di Legam­bien­te spie­ga che nei cen­tri urba­ni “il con­tri­bu­to pre­do­mi­nan­te arri­va dal­le pol­ve­ri di ori­gi­ne secon­da­ria”, ovve­ro quel­le for­ma­te­si a par­ti­re da gas pre­cur­so­ri “che dipen­do­no prin­ci­pal­men­te da set­to­ri qua­li agri­col­tu­ra e traf­fi­co”.

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In Italia si respira una brutta aria (e l’Europa se n’è accorta)

L’Italia, secon­do la Cor­te di Giu­sti­zia UE, ha vio­la­to in modo siste­ma­ti­co i valo­ri comu­ni­ta­ri per il con­trol­lo del­la qua­li­tà dell’aria nel­le cit­tà. È ini­zia­ta così la secon­da fase del­la pro­ce­du­ra di infra­zio­ne nei con­fron­ti del nostro Pae­se, ini­zia­ta nel 2014.

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GDO: mentre i profitti aumentano, chi lavora si ammala per omertà

Men­tre la discus­sio­ne pub­bli­ca si avvi­ta in discor­si rela­ti­vi alla cro­mia via via asse­gna­ta alle Regio­ni, men­tre si con­ti­nua giu­sta­men­te a par­la­re del tra­spor­to pub­bli­co, men­tre ci si con­ti­nua a inter­ro­ga­re su qua­le sia la stra­te­gia miglio­re per con­te­ne­re i con­ta­gi in este­nuan­ti dibat­ti­ti tele­vi­si­vi, il virus con­ti­nua a dif­fon­der­si e non lo fa solo tra la popo­la­zio­ne in libe­ra cir­co­la­zio­ne ma come logi­co, sen­za scon­ti, anche nei luo­ghi di lavo­ro. Anche e — direm­mo, iro­ni­ca­men­te ama­reg­gia­ti — per­si­no tra i lavo­ra­to­ri del­la Gran­de Distri­bu­zio­ne.

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Didattica a distanza: la salute non è solo quella fisica

Quan­do par­lia­mo di salu­te non pos­sia­mo tene­re con­to solo di quel­la fisi­ca, come se la per­so­na finis­se lì e non ci fos­se inve­ce un virus altret­tan­to peri­co­lo­so che sta minan­do silen­zio­sa­men­te l’equilibrio emo­ti­vo e psi­co­lo­gi­co dei più gio­va­ni, soprat­tut­to dei pic­co­lis­si­mi di cui, ades­so come a mar­zo, non si par­la mai.

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Nella grande distribuzione la trasparenza è una caratteristica solo di noi dipendenti

Dob­bia­mo anche subi­re il silen­zio del­le orga­niz­za­zio­ni sin­da­ca­li con­fe­de­ra­li di set­to­re, il silen­zio del­la poli­ti­ca, il silen­zio dei media e non solo duran­te que­sta pan­de­mia, il silen­zio sul­la gran­de distri­bu­zio­ne è una gran­dis­si­ma con­qui­sta di una tra le lob­by più for­ti nel nostro pae­se e allo­ra giun­ti allo stre­mo sfrut­tia­mo que­sta occa­sio­ne per chie­der­vi di aiu­tar­ci a rom­pe­re que­sto silen­zio che ci con­dan­na da anni alla tra­spa­ren­za.

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Terre Resistenti — Tornano i Pacchi Solidali di Possibile per le popolazioni colpite dal sisma

Anche que­st’an­no sia­mo pron­ti a par­ti­re con que­sta com­pli­ca­ta edi­zio­ne dei Pac­chi del­le Ter­re Resi­sten­ti, a soste­gno dei pro­dut­to­ri col­pi­ti dal sisma del 2016: due tipo­lo­gie di pac­chi, uno vege­ta­ria­no e uno “onni­vo­ro”, acqui­sta­bi­li a 60 euro (spe­se di spe­di­zio­ne com­pre­se) scri­ven­do a [email protected].

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