Beatrice Brignone

Segretaria di Possibile

Ci mettiamo in ascolto di tutto l’universo scolastico: scriveteci!

Di fron­te al fal­li­men­to epo­ca­le del­la cosid­det­ta “Buo­na scuo­la” e alla par­ti­co­la­re atten­zio­ne dedi­ca­ta dal gover­no alle scuo­le pri­va­te, vor­rem­mo incon­tra­re e con­fron­tar­ci con inse­gnan­ti, peda­go­gi­sti, per­so­na­le ATA, diri­gen­ti sco­la­sti­ci, alun­ni, geni­to­ri che voglia­no rac­con­tar­ci la loro scuo­la pub­bli­ca, le loro idee, le loro pro­po­ste, per costrui­re insie­me a loro un pro­get­to che par­ta da chi la scuo­la la vive e sa di cosa si par­la se si met­te mano a una rifor­ma.

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A Catania non bastano gli ispettori: si intervenga per la piena applicazione della 194

Nel 2016 in Ita­lia ci sono anco­ra don­ne che muo­io­no per­ché negli ospe­da­li si tro­va­no a non esse­re assi­sti­te ade­gua­ta­men­te a cau­sa dei medi­ci obiet­to­ri. Per­ché que­sto è il sen­so, se dob­bia­mo tro­var­ne uno, del­la ter­ri­bi­le sto­ria del­la don­na di 32 anni mor­ta a Cata­nia lo scor­so 16 otto­bre.

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Il sistema del recupero della fauna selvatica rischia il blocco totale

In que­sta situa­zio­ne di incer­tez­za, di man­can­za di sog­get­ti isti­tu­zio­na­li di rife­ri­men­to, di man­can­za o caren­za di soste­gno eco­no­mi­co da par­te dell’amministrazione pub­bli­ca e pur in pre­sen­za, al con­tra­rio, di una cre­scen­te doman­da da par­te dei cit­ta­di­ni che rin­ven­go­no ani­ma­li sel­va­ti­ci in dif­fi­col­tà, le asso­cia­zio­ni di volon­ta­ria­to non rie­sco­no più a soste­ne­re l’attività di recu­pe­ro e soc­cor­so del­la fau­na sel­va­ti­ca, con la con­se­guen­za di non poter più rispon­de­re alle richie­ste di inter­ven­to di cen­ti­na­ia di miglia­ia di cit­ta­di­ni.

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Anche nel Paese degli obiettori oggi è la giornata mondiale dell’aborto sicuro

Vivia­mo in una Pae­se dove una Mini­stra si inven­ta un “Fer­ti­li­ty day” ma non rie­sce a pro­nun­cia­re il ter­mi­ne “edu­ca­zio­ne ses­sua­le”, dove i con­sul­to­ri ven­go­no sman­tel­la­ti, dove L’A­gen­zia ita­lia­na del far­ma­co por­ta in fascia C, quin­di a paga­men­to, le poche pil­lo­le anti­con­ce­zio­na­li rima­ste in fascia A.

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Quel pasticcio chiamato “Buona Scuola”: interroghiamo il governo

Sono sta­te depo­si­ta­te in que­sti gior­ni diver­se inter­ro­ga­zio­ni alla Mini­stra dell’Istruzione riguar­do il nuo­vo anno sco­la­sti­co, che in alcu­ne regio­ni ha già pre­so il via, pre­sen­tan­do una serie di dif­fi­col­tà, ritar­di e for­ti disa­gi, mai regi­stra­ti negli anni pas­sa­ti.

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Il paradosso degli insegnanti che hanno subito il terremoto

Ci sono inse­gnan­ti nel­le zone ter­re­mo­ta­te che sono sta­te tra­sfe­ri­te in Vene­to o in Friu­li. Nel frat­tem­po, pur con la gran­de pro­ba­bi­li­tà di otte­ne­re l’as­se­gna­zio­ne prov­vi­so­ria vici­no casa in vir­tù del fat­to che han­no figli pic­co­li, dovran­no al momen­to pren­de­re ser­vi­zio nel­la scuo­la dove han­no otte­nu­to il tra­sfe­ri­men­to. Quin­di, nel nostro caso, l’in­se­gnan­te deve pre­sen­tar­si In Vene­to o in Friu­li.

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