Alberto Cirio difende Solvay e non le persone che vivono in prossimità del Polo Chimico e che subiscono gli effetti del suo inquinamento?

Il ritrovamento del #cC6O4, nei pozzi del comune di Montecastello, venti chilometri più a valle dell'impianto, è la dimostrazione che i sistemi messi in atto sinora non garantiscono da ulteriori inquinamenti. Solvay non può scappare dalla proprie responsabilità.

Alber­to Cirio difen­de Sol­vay e non le per­so­ne che vivo­no in pros­si­mi­tà del Polo Chi­mi­co e che subi­sco­no gli effet­ti del suo inqui­na­men­to? Così ver­reb­be da pen­sa­re leg­gen­do le sue dichia­ra­zio­ni ripor­ta­te da La Stam­pa com­men­tan­do il caso Sol­vay di Ales­san­dria. Cirio ha det­to che «non pos­sia­mo vive­re di solo turi­smo», come se la pro­du­zio­ne del #cC6O4, il nuo­vo Pfas a cate­na cor­ta, sia essen­zia­le a evi­ta­re il decli­no indu­stria­le del­la regio­ne. Eppu­re si sta solo chie­den­do a Sol­vay di eli­mi­na­re la disper­sio­ne del­la sostan­za peri­co­lo­sa in aria e in acqua, di risol­ve­re le sto­ri­che cri­ti­ci­tà del­l’im­pian­to di Spi­net­ta Maren­go (sede del polo chi­mi­co nei pres­si del capo­luo­go pie­mon­te­se), a comin­cia­re dal­la bar­rie­ra idrau­li­ca che non sem­bra in gra­do di fil­tra­re gli inqui­nan­ti che ven­go­no tro­va­ti in quan­ti­tà ele­va­te nei din­tor­ni del­l’a­rea e anche a val­le, nel fiu­me Bor­mi­da e nel Po. La giun­ta regio­na­le pie­mon­te­se dimo­stra così di non ave­re alcu­na inten­zio­ne di impe­gnar­si affin­ché si pon­ga­no dei limi­ti alle con­ta­mi­na­zio­ni di que­ste sostan­ze e nul­la dice sul­la sor­ve­glian­za sani­ta­ria che si dovreb­be atti­va­re sugli abi­tan­ti di Spi­net­ta, con­si­de­ra­ti i risul­ta­ti allar­man­ti del­lo stu­dio epi­de­mio­lo­gi­co di ASL e ARPA in cui si evi­den­zia­no pre­oc­cu­pan­ti aumen­ti di pato­lo­gie rispet­to ad Ales­san­dria e al resto del­la regio­ne. È pos­si­bi­le che que­sto pae­se non rie­sca a pen­sa­re a uno svi­lup­po che non pre­giu­di­chi l’am­bien­te, la salu­te del­le per­so­ne e dei lavo­ra­to­ri? La minac­cia di Sol­vay di por­ta­re la pro­du­zio­ne altro­ve, in Fran­cia, è ridi­co­la. Sol­vay ha una con­dan­na in secon­do gra­do di giu­di­zio, con­fer­ma­ta in Cas­sa­zio­ne, per inqui­na­men­to col­po­so del­la fal­da in segui­to alla disper­sio­ne in ambien­te, fra gli altri, del Cro­mo VI. Il ritro­va­men­to del #cC6O4, nei poz­zi del comu­ne di Mon­te­ca­stel­lo, ven­ti chi­lo­me­tri più a val­le del­l’im­pian­to, è la dimo­stra­zio­ne che i siste­mi mes­si in atto sino­ra non garan­ti­sco­no da ulte­rio­ri inqui­na­men­ti. Sol­vay non può scap­pa­re dal­la pro­prie respon­sa­bi­li­tà.

Pie­mon­te Pos­si­bi­le
Pos­si­bi­le Ales­san­dria — Comi­ta­to Mac­chia­ros­sa
Mon­fer­ra­to Pos­si­bi­le

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