Quanto vale l’accordo sull’Italicum? Ce lo spiega un esponente del governo

I social sono una miniera di notizie e informazioni. Ad esempio, si è molto parlato in questi giorni della bozza che avrebbe emendato l’Italicum, votata da tutta la commissione del PD e quindi anche da Gianni Cuperlo, che con due interviste a Repubblica ed al Corriere ha affermato di aver ottenuto (sull’Italicum) quel che voleva e che quindi avrebbe votato Sì al referendum costituzionale del 4 dicembre.

Ora, possiamo certamente criticare il fatto che venga barattato un appoggio a una revisione costituzionale con una modifica ad una legge elettorale, ma oggi non è questo il punto.

Accade che Pierfrancesco Majorino, già candidato sindaco alle primarie milanesi del PD e ora assessore della giunta Sala, commenti così l’accordo sull’Italicum alle 21,27 del 5 novembre.

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Risponde alle 10,09 del 6 novembre il sottosegretario del governo Renzi Ivan Scalfarotto.

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Ora, essendo il suo ruolo e la sua posizione abbastanza rilevanti, sia nel governo che nel PD, vista la sua nota vicinanza al segretario premier, questo commento è una notizia vera e propria.

Si mette nero su bianco che quel che ha firmato Gianni Cuperlo non vale niente, che non è detto che venga votato perché al senato la maggioranza è risicata e che non è neppure detto che (come era accaduto in sede di approvazione della legge elettorale) sulla questione venga posta la fiducia.

Anzi, questo è molto ma molto improbabile perché potrebbe cadere il Governo.

Se tutto andrà bene, forse quel che il PD ha promesso potrebbe avverarsi con la vittoria del Sì, pare di capire, perché il problema è ovviamente il bicameralismo perfetto, il responsabile di tutti i problemi della politica secondo questo governo riformatore.

Solo che, come Ivan Scalfarotto dovrebbe ben sapere, la riforma, ove malauguratamente vincesse il Sì, verrebbe applicata materialmente dopo il primo scioglimento delle camere, quindi dopo le elezioni, che necessariamente, a questo punto, si dovrebbero tenere con l’Italicum nella forma attuale.

Si può agevolmente concludere che, secondo l’autorevole opinione di Ivan Scalfarotto, è materialmente impossibile che venga dato corso alla bozza firmata da Gianni Cuperlo, né prima né dopo il 4 dicembre.

Quindi, per carità, ognuno si racconta quel che gli pare per giustificare le proprie decisioni, ma se Gianni facesse un giro sui social, ogni tanto, e leggesse quel che scrivono i suoi compagni (absit iniuria verbis) di partito, magari, almeno, sarebbe più cauto nelle interviste.

Per il resto ognuno giudichi come gli pare.

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