Nella manovra di bilancio 2027, la presidente del Consiglio conferma la linea: la sanità non è una priorità.
Il ministro della Salute Schillaci ha richiesto 5,5 miliardi, contro i 6,8 miliardi richiesti dalle Regioni, ma nell’ultima manovra ne sono stati stanziati appena 2,4, a cui si aggiunge 1 miliardo stanziato nella manovra dello scorso anno. Tuttavia, Meloni ha il coraggio di rivendicare la cifra più alta mai stanziata per il SSN, ma sappiamo bene che questi 3,4 miliardi non saranno sufficienti a coprire quanto verrà eroso dall’inflazione.
Eppure, la questione è abbastanza semplice: le proteste e gli scioperi del mese di ottobre hanno denunciato un costo della vita insostenibile per tante persone, chiedendo politiche che diano respiro e una rinuncia a un’economia di guerra.
Il governo ha deciso, quindi, di disinvestire in armamenti per destinare queste risorse alla sanità o alla scuola? Purtroppo no! Sappiamo che, con la sanità al collasso, oggi in tanti rinunciano a curarsi perché le liste d’attesa sono infinite e spesso bisogna mettere mano al portafoglio per accedere a quello che dovrebbe essere un diritto: la salute. Ma se il portafoglio è vuoto, si è costretti a rinunciare alle cure.
Giorgia Meloni ha confermato quello che abbiamo visto negli ultimi cinque anni: demolire un pezzetto alla volta il nostro Servizio sanitario nazionale.
Signore, il popolo ha bisogno di cure! Allora dategli i cannoni.
Francesco Murgia










