Marche, Angeloni-Cavalieri (Possibile): quote di genere in giunta regionale, appello condiviso a consiglieri e consigliere regionali

I componenti della giunta vengono scelti direttamente dal Presidente, senza vincoli elettorali. Non c’è nessun ostacolo tecnico alla parità. C’è soltanto la mancanza di volontà politica e questo rende ancora più rilevante l’obiettivo di una norma chiara e ambiziosa. Ecco perché chiediamo di riaprire la discussione e che la soglia minima per la composizione della giunta venga riportata ad almeno il 40%. Non accettiamo compromessi al ribasso presentati come atti di responsabilità. Una legge che consolida la marginalizzazione delle donne nelle istituzioni non è un passo avanti. È una tutela del sistema di potere esistente appannaggio maschile.

Nel­la giun­ta regio­na­le del­le Mar­che sie­do­no cin­que uomi­ni e una sola don­na. Il 14.28% di rap­pre­sen­tan­za fem­mi­ni­le, inva­ria­to rispet­to alla legi­sla­tu­ra pre­ce­den­te. Solo un 20% di don­ne in Con­si­glio regio­na­le. La pari­tà di gene­re è anco­ra lon­ta­na.

Eppu­re, il Con­si­glio regio­na­le ha appro­va­to a feb­bra­io una rifor­ma del­lo Sta­tu­to pre­sen­ta­ta come una con­qui­sta, ma che è un arre­tra­men­to masche­ra­to da pro­gres­so. La pro­po­sta ori­gi­na­ria del­la con­si­glie­ra Rug­ge­ri pre­ve­de­va una soglia mini­ma del 40% per la com­po­si­zio­ne del­la giun­ta. In com­mis­sio­ne, su richie­sta del­la mag­gio­ran­za di cen­tro­de­stra – accet­ta­ta dall’opposizione – quel­la soglia è sce­sa al 30%. Per capi­re per­ché è trop­po poco, basti pen­sa­re che la leg­ge elet­to­ra­le regio­na­le e quel­la nazio­na­le pre­ve­do­no una quo­ta mini­ma del 40% per la pre­sen­za del­le don­ne nel­le liste. Per le ele­zio­ni euro­pee si arri­va al 50–50. I comu­ni con più di 3.000 abi­tan­ti sono tenu­ti al 40% di don­ne nel­le giun­te. Le Mar­che si appre­sta­no ad appro­va­re una nor­ma che resta al di sot­to di que­sti stan­dard già vigen­ti e che non entre­rà in vigo­re nel­la legi­sla­tu­ra in cor­so, ma in quel­la suc­ces­si­va. 

La buo­na noti­zia? C’è tut­to il tem­po di modi­fi­car­la, miglio­ran­do­la. Il nostro appel­lo non è con­tro chi ha già vota­to il testo, ma voglia­mo far sape­re a chi sie­de in Con­si­glio Regio­na­le e che dovreb­be por­ta­re avan­ti le nostre idee e i nostri inte­res­si che non ci basta un debo­le 30%. Per quan­to sia un pic­co­lo pas­so avan­ti, è deci­sa­men­te trop­po pic­co­lo. 

Vale la pena ricor­dar­lo: i com­po­nen­ti del­la giun­ta ven­go­no scel­ti diret­ta­men­te dal Pre­si­den­te, sen­za vin­co­li elet­to­ra­li. Non c’è nes­sun osta­co­lo tec­ni­co alla pari­tà. C’è sol­tan­to la man­can­za di volon­tà poli­ti­ca e que­sto ren­de anco­ra più rile­van­te l’obiettivo di una nor­ma chia­ra e ambi­zio­sa.

Ecco per­ché chie­dia­mo di ria­pri­re la discus­sio­ne e che la soglia mini­ma per la com­po­si­zio­ne del­la giun­ta ven­ga ripor­ta­ta ad alme­no il 40%. Non accet­tia­mo com­pro­mes­si al ribas­so pre­sen­ta­ti come atti di respon­sa­bi­li­tà. Una leg­ge che con­so­li­da la mar­gi­na­liz­za­zio­ne del­le don­ne nel­le isti­tu­zio­ni non è un pas­so avan­ti. È una tute­la del siste­ma di pote­re esi­sten­te appan­nag­gio maschi­le.

L’appello è con­di­vi­so da asso­cia­zio­ni, reti civi­che, cit­ta­di­ne e cit­ta­di­ni. Han­no già fir­ma­to deci­ne di per­so­ne, tra cui con­si­glie­re comu­na­li, ex con­si­glie­ri e con­si­glie­re regio­na­li, sin­da­che, rap­pre­sen­tan­ti del­le isti­tu­zio­ni e del­le asso­cia­zio­ni da tut­to il ter­ri­to­rio mar­chi­gia­no. Fir­ma­lo anche tu al link possibile.com/quotegeneremarche e chie­di a chi ti rap­pre­sen­ta in Regio­ne Mar­che di più corag­gio e più attac­ca­men­to ai prin­ci­pi costi­tu­zio­na­li di egua­glian­za. 

Ali­ce Cava­lie­ri, Comi­ta­to Orga­niz­za­ti­vo di Pos­si­bi­le e Pos­si­bi­le Mar­che

Luca Ange­lo­ni, Coor­di­na­to­re di Pos­si­bi­le Mar­che

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