Cosa ha fatto di male il mondo dell’avifauna per meritare l’odio da parte del Ministro Lollobrigida e della maggioranza?
Siamo in parecchi a chiedercelo, soprattutto perché si fa fatica a comprendere la ratio di una legge, il DDL 1552, che è una vera e propria assurdità da un punto di vista scientifico, giuridico e normativo.
Mentre tutte le realtà scientifiche internazionali ci raccontano di una situazione non rosea per l’avifauna, il nostro Governo decide di intervenire per liberalizzare in maniera antiscientifica e irrazionale la pratica della caccia, sostenendo che questa proposta andrà invece nella direzione di salvaguardare gli uccelli, soprattutto quelli migratori.
Anche un bambino della scuola primaria si renderebbe conto che questa affermazione non solo è profondamente sbagliata ma che è culturalmente assurda!
La situazione attuale prevede un ruolo fondamentale di ISPRA come riferimento scientifico, prevede calendari venatori con tempi rispettosi delle migrazioni, identifica le zone dove è possibile cacciare e soprattutto prevede la non cacciabilità di tutte quelle specie a rischio estinzione così come previsto dalla normativa europea.
La proposta del Governo prevede la marginalizzazione di ISPRA, annullando il potere vincolante dei propri pareri e restringendo gli ambiti di intervento, prevede la possibilità di cacciare per tempi più lunghi anche durante le migrazioni e lo svernamento, amplia e liberalizza le zone dove sarà possibile cacciare e infine, come ciliegina sulla torta fregandosene altamente delle direttive europee, aumenta le specie cacciabili inserendo quasi tutte quelle a rischio estinzione!
Proprio pochi giorni fa, la Commissione Europea ha approvato le nuove linee guida per la corretta applicazione della Direttiva Uccelli.
Lollobrigida e soci magari si attendevano un cambio radicale della normativa che andasse a sposare e sostenere le tesi aberranti che sono alla base del DDL 1552. Invece no, anzi le linee guide sono andate a confermare ulteriormente i principi fondamentali alla base della Direttiva Uccelli.
La tutela assoluta per le specie anche nella fase pre-riproduttiva o in nidificazione e le politiche conservazionistiche vengono confermate in toto, dimostrando come il percorso fatto a partire dal 1979 a oggi fosse lungimirante, serio e razionale, seppur nella complessità che la conservazione dell’avifauna comporta.
Il nostro Governo invece dimostra, ancora una volta, di non essere in grado di affrontare con la stessa serietà la complessità delle sfide che stiamo affrontando all’interno della crisi socioclimatica e ambientale che stiamo vivendo.
Inoltre, e l’esempio del DDL 1552 da questo punto di vista è lampante, se c’è una legge fondamentale per il nostro paese che viene puntualmente attaccata e non rispettata, è la nostra Costituzione.
L’articolo 9 della Costituzione, che “tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni” viene completamente annichilito dal DDL 1552.
C’è poi un ultimo aspetto assolutamente non marginale, relativo alle procedure di infrazione che scatteranno in automatico nel momento in cui il DDL 1552 diventerà legge dello Stato. Le violazioni delle normative europee ed italiane sono palesi, così come è palese la volontà del Governo di piegarsi alle richieste e ai desiderata contra lege della lobby dei cacciatori e delle armi.
In un contesto di crisi mondiale, con ben altre priorità, prendersela con la Natura denota ignoranza, arroganza e ottusità.










