La violenza imperialista domina la scena internazionale. Che fine ha fatto l’Unione europea?

Un’Europa realmente unita è la migliore e la più concreta possibilità che abbiamo, per costruire un futuro di pace duratura, fondato sul rispetto del diritto e sul rifiuto della guerra e degli imperialismi.

Gli attac­chi di Israe­le e USA all’Iran, con l’uccisione di Kha­me­nei e di altri lea­der, han­no aper­to una nuo­va fase di con­flit­to in Medio Orien­te e con­fer­ma­to, qua­lo­ra vi fos­se­ro dub­bi, che Trump e Neta­nya­hu non han­no alcu­na inten­zio­ne di agi­re nell’ambito del dirit­to inter­na­zio­na­le. L’Iran ha rea­gi­to col­pen­do Israe­le, basi ame­ri­ca­ne nel Gol­fo e una base bri­tan­ni­ca a Cipro, dun­que ter­ri­to­rio UE.

In tut­to ciò l’UE si ritro­va divi­sa, impo­ten­te e quin­di peri­co­lo­sa­men­te vul­ne­ra­bi­le.

Il fat­to che il mini­stro del­la Dife­sa Cro­set­to si tro­vas­se nel Gol­fo (non si capi­sce bene a fare cosa), oltre all’imbarazzo gene­ra­le e al coin­vol­ger­ci nel sus­se­guir­si di situa­zio­ni tra­gi­co­mi­che, mostra che gli euro­pei fos­se­ro com­ple­ta­men­te all’oscuro dei pia­ni degli “allea­ti” ame­ri­ca­ni. La caco­fo­nia tra le pre­se di posi­zio­ne dei Pae­si UE non fa altro che sot­to­li­nea­re come l’Europa non sia in gra­do di defi­ni­re una linea poli­ti­ca coe­ren­te per i pro­pri valo­ri e inte­res­si in poli­ti­ca este­ra e di dife­sa.

Infat­ti, in assen­za dell’unanimità, le rare rea­zio­ni dell’Alta Rap­pre­sen­tan­te dell’UE per gli Affa­ri este­ri e la Poli­ti­ca di sicu­rez­za Kaja Kal­las han­no pra­ti­ca­men­te pre­so la for­ma di meme, men­tre il Pre­si­den­te del Con­si­glio euro­peo Anto­nio Costa rima­ne in silen­zio. Ursu­la von der Leyen, inve­ce, è sta­ta rim­pro­ve­ra­ta per aver ten­ta­to di inter­lo­qui­re con gli atto­ri regio­na­li, quan­do il suo dove­re a quan­to pare sareb­be quel­lo di rima­ne­re con le mani in mano.

Come si può anco­ra accet­ta­re una para­li­si poli­ti­co-isti­tu­zio­na­le del gene­re di fron­te alle bom­be che ormai cado­no sui ter­ri­to­ri UE ?

L’urgenza e la neces­si­tà di una poli­ti­ca este­ra e di dife­sa comu­ne dovreb­be­ro esse­re ormai un’evidenza per tut­ti. La situa­zio­ne inter­na­zio­na­le dimo­stra che sia­mo già in ritar­do per costrui­re l’Europa fede­ra­le, l’architettura giu­ri­di­ca che avreb­be per­mes­so di far vale­re il peso poli­ti­co ed eco­no­mi­co dell’Europa nel­la sfe­ra inter­na­zio­na­le, argi­nan­do le dina­mi­che impe­ria­li­ste di Putin, Trump e Neta­nya­hu.

Oltre al dram­ma imma­ne e ingiu­sto che le popo­la­zio­ni col­pi­te dai bom­bar­da­men­ti stan­no suben­do sen­za poter con­ta­re su una rispo­sta uma­ni­ta­ria ade­gua­ta, è in gio­co la nostra stes­sa sicu­rez­za. E una del­le minac­ce prin­ci­pa­li è pro­prio la disu­nio­ne euro­pea.

L’unico modo per usci­re dal model­lo di sicu­rez­za basa­to sul­la dipen­den­za ester­na dagli Sta­ti Uni­ti è fare il sal­to neces­sa­rio per rea­liz­za­re il pro­get­to di pace, liber­tà e demo­cra­zia su cui l’UE è sta­ta costrui­ta: l’unione fede­ra­le. E già nell’immediato, è pos­si­bi­le agi­re in modo con­cer­ta­to e par­la­re con una sola voce. L’unità poli­ti­ca è la nostra arma più poten­te.

Un’Europa real­men­te uni­ta è la miglio­re e la più con­cre­ta pos­si­bi­li­tà che abbia­mo, per costrui­re un futu­ro di pace dura­tu­ra, fon­da­to sul rispet­to del dirit­to e sul rifiu­to del­la guer­ra e degli impe­ria­li­smi.

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