Inquinamento atmosferico: continua la mobilitazione di Possibile per chiedere aria pulita

Dal locale al globale la battaglia è la stessa, per la salute, la nostra, dell’ambiente, di tutto il pianeta Terra. A partire dalla qualità dell’aria che respiriamo.

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Dal loca­le al glo­ba­le la bat­ta­glia è la stes­sa, per la salu­te, la nostra, dell’ambiente, di tut­to il pia­ne­ta Ter­ra.

A par­ti­re dal­la qua­li­tà dell’aria che respi­ria­mo.

 

MARGHERITA HACK, LA CENTRALINA DI SANTA MARIA DI SALA

Poco più di un anno fa, come ricor­de­re­te ave­va­mo par­la­to di come è pos­si­bi­le mobi­li­tar­si anche local­men­te per respi­ra­re aria puli­ta, e del­la rete indi­pen­den­te di cen­tra­li­ne per il moni­to­rag­gio del­la qua­li­tà del­l’a­ria (per ora solo del­le PM 10 e 2,5) che il comi­ta­to Pos­si­bi­le Sale­se, insie­me ad altri comi­ta­ti e asso­cia­zio­ni ambien­ta­li­ste del vene­zia­no uni­te nel Forum del­l’A­ria, ha mes­so in cam­po per aller­ta­re, denun­cia­re e sen­si­bi­liz­za­re sul tema i cit­ta­di­ni e le isti­tu­zio­ni, in pri­mis Comu­ni e Regio­ne. A par­ti­re dal pro­get­to fio­ren­ti­no di ‘Che Aria Tira?’, sul fini­re del 2018 ave­va­mo impor­ta­to cen­tra­li­ne e il know-how neces­sa­rio per repli­ca­re in Vene­to quan­to di buo­no era sta­to fat­to, riu­scen­do, nel vol­ge­re un tem­po rela­ti­va­men­te bre­ve, a dif­fon­de­re a mac­chia d’o­lio la rete di cen­tra­li­ne in qua­si tut­ta la nostra regio­ne. 

Dopo oltre un anno, pos­sia­mo affer­ma­re che, come stru­men­to di pres­sio­ne, stia aven­do i pri­mi (anche se par­zia­li) risul­ta­ti tan­gi­bi­li sul­le poli­ti­che del­le ammi­ni­stra­zio­ni, vuoi per una rin­no­va­ta atten­zio­ne gene­ra­le rispet­to alle que­stio­ni ambien­ta­li (gra­zie a Gre­ta e ai gio­va­ni sce­si in piaz­za per il Cli­ma), vuoi per il costan­te aggior­na­men­to sugli sfo­ra­men­ti, i bol­let­ti­ni duran­te le aller­te di livel­lo 2 (o ros­so, cioè il mas­si­mo) e tut­to quel­lo che com­por­ta ave­re un’informazione pun­tua­le sui livel­li del­le pol­ve­ri sot­ti­li rispet­to ad aver­ne solo la per­ce­zio­ne. 

Per­ce­pi­re di respi­ra­re aria inqui­na­ta è un pri­mo pas­so, c’è però una dif­fe­ren­za abis­sa­le rispet­to a per­ce­pir­lo, saper­lo, par­lar­ne, veder­lo scrit­to sui gior­na­li, con­fron­tar­si con dei dati che sono del­le sen­ten­ze (ahi­noi). Da quan­do abbia­mo atti­va­to la cen­tra­li­na, a cau­sa del­la valan­ga di dati che for­nia­mo alla stam­pa, sem­bra qua­si che San­ta Maria di Sala sia diven­ta­ta una sor­ta di ver­sio­ne tasca­bi­le di una metro­po­li asia­ti­ca, avvin­ghia­ta com’è in una cap­pa di smog per­ma­nen­te. In real­tà non è così: lo sono anche i pae­si limi­tro­fi, tut­ta la pia­nu­ra pada­na, e lo era anche pri­ma che ini­zias­si­mo a dif­fon­de­re i dati sul moni­to­rag­gio in cor­so. L’e­spe­rien­za fat­ta in que­sti mesi con ‘Mar­ghe­ri­ta Hack’ ci sta ser­ven­do per rica­li­bra­re l’ap­proc­cio ver­so i cit­ta­di­ni e l’at­ten­zio­ne (cre­scen­te) che riser­va­no alla cen­tra­li­na (per sape­re “Oggi cosa dice Mar­ghe­ri­ta?” con­sul­ta­te qui i dati, che sono pub­bli­ci). 

In un Comu­ne in cui si è riu­sci­ti a far vota­re la mozio­ne per dichia­ra­re lo sta­to emer­gen­za cli­ma­ti­ca e ambien­ta­le dob­bia­mo pro­va­re a pas­sa­re dal­le paro­le (o dal­le inten­zio­ni) ai fat­ti: tut­te le azio­ni neces­sa­rie per ridur­re l’in­qui­na­men­to atmo­sfe­ri­co devo­no esse­re intra­pre­se, e non sono poche. Ban­do alle scu­se come la man­can­za di fon­di, agli sca­ri­ca bari­le del ‘dipen­de dal­la Regio­ne’, o dei clas­si­ci ‘è il Gover­no che deve muo­ver­si’: tut­to vero, ma non assol­ve il livel­lo isti­tu­zio­na­le più bas­so (ma anche il più pros­si­mo ai cit­ta­di­ni) dal dare una ster­za­ta deci­sa rispet­to a una situa­zio­ne che defi­ni­re emer­gen­zia­le sareb­be ridut­ti­vo.

Per que­sto stia­mo pro­gram­man­do la fase 2: dopo il moni­to­rag­gio, i dati, l’at­ten­zio­ne del­l’o­pi­nio­ne pub­bli­ca e del­la stam­pa, è il momen­to di fare il pas­so seguen­te, cioè i pia­ni di risa­na­men­to del­l’a­ria. Ser­vo­no pia­ni di risa­na­men­to per ogni sin­go­lo pae­se del­la rete indi­pen­den­te, in cui le spe­ci­fi­ci­tà di ogni luo­go tro­va­no un comu­ne mini­mo deno­mi­na­to­re nel­la ride­fi­ni­zio­ne di poli­ti­che, sche­mi e pra­ti­che che ci han­no por­ta­to in que­sto cul-de-sac.

Tro­va­te tut­te le infor­ma­zio­ni su Che Aria Tira? e sul Forum del­l’A­ria sui siti del­le ini­zia­ti­ve.

 

ALESSANDRIA, A CACCIA DI PM10 IN UNA DELLE CITTÀ PIÙ INQUINATE D’ITALIA

Anche que­st’an­no il comi­ta­to Mac­chia­ros­sa di Ales­san­dria sostie­ne la cam­pa­gna civi­ca di rile­va­zio­ne del­l’a­ria di Ales­san­dria che sta­vol­ta si inti­to­la sma­sche­rA­La­ria e va in cer­ca di PM10 (ma anche di PM2.5).

Nel 2019, con la pri­ma rile­va­zio­ne, ave­va­mo instal­la­to due rile­va­to­ri pas­si­vi di bios­si­do di azo­to con­tri­buen­do, insie­me ad altre die­ci asso­cia­zio­ni e deci­ne di cit­ta­di­ni, a trac­cia­re le zone del­la cit­tà ove c’è più rischio di ave­re pro­ble­mi respi­ra­to­ri.

Con la nuo­va cam­pa­gna si trat­ta di instal­la­re rile­va­to­ri di PM10 in tut­ta la cit­tà, nel­le fra­zio­ni e nei comu­ni più pic­co­li.

Le posta­zio­ni sono diver­se e, pur nel­la loro estre­ma sem­pli­ci­tà, han­no biso­gno di ali­men­ta­zio­ne elet­tri­ca e una Wi-Fi dispo­ni­bi­le, ma, con un con­su­mo di cor­ren­te irri­so­rio, per­met­to­no di rac­co­glie­re dati 24 ore su 24 e di ver­sar­li in rete a dispo­si­zio­ne di tut­ta la comu­ni­tà.

Cre­dia­mo che soste­ne­re que­sto atti­vi­smo di cit­ta­di­nan­za, attra­ver­so una rete di asso­cia­zio­ni, sia mol­to impor­tan­te, spe­cie se rivol­to a far cono­sce­re la real­tà fat­tua­le con le misu­re e le rile­va­zio­ni. Lo sco­po è, anco­ra una vol­ta, far capi­re che la qua­li­tà del­l’a­ria che respi­ria­mo dipen­de da noi, dal­le nostre scel­te e da quel­le intra­pre­se dal deci­so­re poli­ti­co.

 

TORINO, VENARIA REALE E L’APPELLO DELL’ORDINE DEI MEDICI

Per il secon­do anno, il Comi­ta­to Tori­no Respi­ra (for­ma­to da cit­ta­di­ni e nato per pro­muo­ve­re ini­zia­ti­ve e una cor­ret­ta infor­ma­zio­ne sull’inquinamento atmo­sfe­ri­co e sul­le misu­re che pos­so­no esse­re intra­pre­se per affron­tar­lo) ha lan­cia­to una cam­pa­gna di moni­to­rag­gio del­la qua­li­tà del­l’a­ria: #cheariatira2020. Sono sta­ti distri­bui­ti a chi ha volu­to acqui­star­li i pic­co­li dispo­si­ti­vi di rile­va­zio­ne, cer­ti­fi­ca­ti a livel­lo inter­na­zio­na­le, che si instal­la­no facil­men­te e che per­met­te­ran­no di misu­ra­re il bios­si­do di azo­to, uno degli inqui­nan­ti più peri­co­lo­si.

Si trat­ta di un siste­ma di misu­ra­zio­ne indi­pen­den­te e dif­fu­so in altre cit­tà ita­lia­ne come Mila­no, Roma, Bre­scia, Ales­san­dria… e ora anche a Vena­ria Rea­le! Con Vena­ria Pos­si­bi­le e la can­di­da­ta sin­da­ca per il cen­tro­si­ni­stra Ros­sa­na Schil­la­ci abbia­mo instal­la­to uno dei rile­va­to­ri in un pun­to che rite­nia­mo di par­ti­co­la­re inte­res­se: a poche cen­ti­na­ia di metri da una scuo­la, vici­no a bar, uffi­ci e alle fer­ma­te del ser­vi­zio pub­bli­co. 

È una que­stio­ne di salu­te, che riguar­da tut­ti i cit­ta­di­ni e le cit­ta­di­ne, a par­ti­re da chi è più vul­ne­ra­bi­le: anzia­ni e bam­bi­ni, che sono i pri­mi a subi­re gli effet­ti dell’inquinamento. All’inizio del 2020 l’Ordine dei Medi­ci di Tori­no ha riba­di­to la neces­si­tà di affron­ta­re con tem­pe­sti­vi­tà e serie­tà la situa­zio­ne del­l’in­qui­na­men­to atmo­sfe­ri­co a Tori­no e area metro­po­li­ta­na, che con­ti­nua a esse­re cri­ti­ca ed è fon­te di pre­oc­cu­pa­zio­ne per i pos­si­bi­li dan­ni alla salu­te: l’e­spo­si­zio­ne allo smog, aggiun­go­no, aumen­ta il rischio di tumo­re al pol­mo­ne e ridu­ce la spe­ran­za di vita. 

Chiun­que voglia ammi­ni­stra­re una cit­tà nell’interesse dei cit­ta­di­ni non può pen­sa­re di accan­to­na­re la que­stio­ne: il tema eco­lo­gi­sta non può esse­re una “moda”, né ogget­to di un nega­zio­ni­smo che non tie­ne con­to del­la real­tà. Deve inve­ce esse­re un impe­gno serio con le per­so­ne, a par­ti­re dagli aspet­ti che più inci­do­no sul­la nostra vita e sul­la nostra salu­te.

… E A PISA, INVECE?

A Pisa sono pre­sen­ti solo due cen­tra­li­ne di moni­to­rag­gio atti­ve, del­le set­te che era­no in fun­zio­ne fino al 2007. La coa­li­zio­ne Dirit­ti in Comu­ne (Una cit­tà in comu­ne — Rifon­da­zio­ne Comu­ni­sta — Pisa Pos­si­bi­le) ha pre­sen­ta­to anche nel 2020 un emen­da­men­to al bilan­cio pre­ven­ti­vo, chie­den­do lo stan­zia­men­to neces­sa­rio per l’acquisto e l’installazione di altre due cen­tra­li­ne per il moni­to­rag­gio, da posi­zio­na­re nei quar­tie­ri di Por­ta a Mare e Ora­to­io. Sareb­be sta­to anche il modo di appli­ca­re una mozio­ne di ini­zia­ti­va popo­la­re vota­ta all’unanimità dal Con­si­glio comu­na­le. 

Eppu­re, la pro­po­sta è sta­ta boc­cia­ta, sen­za spie­ga­zio­ni. Non sor­pren­de più di tan­to, con una mag­gio­ran­za che si col­lo­ca nel­la tra­di­zio­ne nega­zio­ni­sta del­la destra sul­le que­stio­ni ambien­ta­li e cli­ma­ti­che. 

Così si è per­sa un’occasione per rac­co­glie­re i dati che avreb­be­ro per­mes­so di svi­lup­pa­re solu­zio­ni e stru­men­ti vol­ti a tute­la­re la salu­te dei cit­ta­di­ni e del­le cit­ta­di­ne, pre­fe­ren­do con­ti­nua­re a igno­ra­re un pro­ble­ma e a mini­miz­zar­lo per­ché “non è poi così gra­ve”. Atteg­gia­men­to anco­ra più gra­ve a fron­te dell’approvazione del­la Dichia­ra­zio­ne di emer­gen­za cli­ma­ti­ca pro­po­sta da “Fri­days For Futu­re”, vota­ta anche dal­la destra. Una cini­ca e ipo­cri­ta ope­ra­zio­ne di gree­n­wa­shing, visto che nei fat­ti que­sto voto è siste­ma­ti­ca­men­te con­trad­det­to dal­le poli­ti­che por­ta­te avan­ti da sin­da­co e mag­gio­ran­za. 

Per que­sta ragio­ne la coa­li­zio­ne con­ti­nua il pro­prio lavo­ro isti­tu­zio­na­le per chie­de­re nuo­vi dati e stu­di sul­la qua­li­tà del­l’a­ria e sugli effet­ti del­l’in­qui­na­men­to atmo­sfe­ri­co sul­la salu­te. Inol­tre, sta con­tri­buen­do alla costru­zio­ne di una rete di moni­to­rag­gio auto­ge­sti­ta dal­la cit­ta­di­nan­za nei quar­tie­ri, ispi­ra­ta al pro­get­to di citi­zen scien­ce “Che Aria Tira?”.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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