Un’idea rivoluzionaria, mentre la politica parla di sé stessa

C’è un solo 40%, che ci pre­oc­cu­pa. No, non è la soglia per il pre­mio di mag­gio­ran­za e se Ren­zi sia o meno in gra­do di rag­giun­ger­la. E’ il tas­so di disoc­cu­pa­zio­ne gio­va­ni­le.

C’è una sola scis­sio­ne, che ci inte­res­sa. No, non è quel­la di un pez­zo più o meno ampio del­la sini­stra PD. E’ quel­la degli elet­to­ri dal­la sini­stra così come l’hanno cono­sciu­ta fin’ora.

C’è un solo dilu­vio che vor­rem­mo scon­giu­ra­re. No, non è la vit­to­ria del popu­li­smo (che per altro gover­na da anni). E’ quel­lo che ci col­pi­rà tut­ti, se non met­tia­mo seria­men­te mano all’ambien­te.

C’è una sola sicu­rez­za che voglia­mo garan­ti­re. No, non è quel­la dal­la cosid­det­ta inva­sio­ne dei rifu­gia­ti. E’ la sicu­rez­za socia­le, quel­la che da trop­po tem­po met­te le fasce più debo­li del­la nostra popo­la­zio­ne le une con­tro le altre.

A leg­ge­re i tito­li dei gior­na­li, a sen­ti­re i lan­ci dei tg, è evi­den­te che una cer­ta poli­ti­ca sem­bra inte­res­sa­ta a par­la­re solo di sé stes­sa. A noi inte­res­sa par­la­re di que­stio­ni vere, auten­ti­che, che toc­ca­no la nostra vita e quel­la dei nostri con­cit­ta­di­ni.

Men­tre gli altri si scin­do­no (o non si scin­do­no), pren­do­no le misu­re, si stu­dia­no, si lan­cia­no mes­sag­gi più o meno in codi­ce a mez­zo stam­pa, si arro­vel­la­no alla ricer­ca di tat­ti­che sopraf­fi­ne e arzi­go­go­la­te, noi fac­cia­mo una cosa rivo­lu­zio­na­ria: scri­via­mo un pro­gram­ma.

Rac­co­glia­mo le idee, unia­mo i pun­ti­ni, met­tia­mo assie­me chi ha le nostre stes­se pre­oc­cu­pa­zio­ni e con­di­vi­dia­mo le solu­zio­ni.
Pos­si­bi­le met­te a dispo­si­zio­ne la sua strut­tu­ra, le sue per­so­ne, i suoi cana­li.

Con­sci che l’unico voto uti­le è quel­lo uti­le a fare le cose che vole­te voi, a risol­ve­re i vostri pro­ble­mi.

Di anni ne abbia­mo per­si già trop­pi, men­tre chi riven­di­ca­va il pri­ma­to del­la poli­ti­ca guar­da­va solo al suo ombe­li­co.

Non ci ser­vo­no pesi e mas­se da met­te­re sul piat­to di una bilan­cia con­gres­sua­le, ma per­so­ne che voglia­no con­tri­bui­re alla col­let­ti­vi­tà, che met­ta­no a dispo­si­zio­ne ener­gie e risor­se per costrui­re gior­ni miglio­ri.

Per par­te­ci­pa­re scri­ve­te a [email protected], solo voi pote­te scri­ve­re una pagi­na nuo­va per que­sto Pae­se.

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Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare

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Congresso 2024: regolamento congressuale

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Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popo­la­re.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di ita­lia­ni.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la socie­tà.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto pro­var­ci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne pos­si­bi­li.

La legge elettorale di Meloni è un obbrobrio giuridico e costituzionale

Sia­mo di fron­te a una fase in cui con­vin­ce­re le per­so­ne che il loro voto vale, che la loro voce con­ta in fase di con­sul­ta­zio­ne elet­to­ra­le è dif­fi­ci­lis­si­mo, per la distan­za che sen­to­no tra le urgen­ze gra­vis­si­me che il pae­se di tro­va ad affron­ta­re e quel­lo di cui per la mag­gior par­te il dibat­ti­to pub­bli­co si occu­pa. Infat­ti l’astensionismo è un tema dram­ma­ti­co, alme­no per chi come noi se ne pre­oc­cu­pa. E que­sta leg­ge elet­to­ra­le cosa fa? Si pone al lato oppo­sto del­lo spet­tro,

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“Para­fra­san­do Orwell, che evi­den­te­men­te Gior­gia Melo­ni ha let­to pren­den­do­lo a model­lo, tut­ti i voti sono ugua­li, ma alcu­ni sono più ugua­li degli altri: non si capi­sce altri­men­ti per­ché la nuo­va leg­ge elet­to­ra­le, costrui­ta appo­si­ta­men­te per dare una lar­ga mag­gio­ran­za di gover­no a chi vin­ce, deb­ba sta­bi­li­re che tra i voti dei cit­ta­di­ni che vota­no quel­la coa­li­zio­ne alcu­ni saran­no con­teg­gia­ti, men­tre altri saran­no scar­ta­ti.”

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Il Par­la­men­to ha final­men­te appro­va­to un emen­da­men­to che intro­du­ce il voto fuo­ri­se­de. È un pas­so avan­ti impor­tan­te e sareb­be sba­glia­to non rico­no­scer­lo. Ma pro­prio per­ché stia­mo par­lan­do di un dirit­to fon­da­men­ta­le, non pos­sia­mo fare fin­ta di non vede­re le cri­ti­ci­tà del testo appro­va­to.