“Dobbiamo contare le vittime dell’ennesimo naufragio avvenuto a largo di Lampedusa: un barcone con 600 persone è affondato e sono stati recuperati già 5 migranti senza vita. Con l’arrivo della bella stagione aumentano come ampiamente previsto le traversate dei migranti e le tragedie alle quali ormai assistiamo da anni senza trovare una via d’uscita. Lampedusa balza agli onori della cronaca per i premi internazionali e i film, ma resta ancora sola ad affrontare l’emergenza. Dobbiamo evitare che ciò continui: anzitutto l’hotspot dell’isola non può diventare un centro di detenzione prolungato, l’isola deve essere solamente luogo di primissimo soccorso e accoglienza, funzione che ha sempre saputo svolgere con grande generosità. Bisogna garantire che i migranti vengano trasferiti entro 48 ore in altre strutture idonee ad accoglierli in maniera dignitosa sulla terraferma. A questo si aggiunga che l’incendio della settimana scorsa ha ridotto ulteriormente la capacità del centro, per cui sarebbe opportuno che venga previsto un intervento immediato di recupero emergenziale anche a costo di assegnare i lavori ai corpi dello stato, come i vigili del fuoco. Non si può perdere tempo in questa fase. Sull’isola servirebbe pure un presidio legale indipendente che garantisca il rispetto dei diritti fondamentali e procedurali di tutti i migranti che arrivano. Non si può sospendere l’umanità e la legalità. Non possiamo più rimanere fermi di fronte all’egoismo e all’immobilismo dei Governi europei, che pure si erano impegnati a ricollocare 160mila persone tra Italia e Grecia, ma in 9 mesi ne hanno ricollocate solo 1600. Questi i fatti. Si intervenga quanto prima invece di rincorrere le emergenze. Ci aspettiamo risposte e non spot”: così in una nota il deputato di Possibile Pippo Civati e la parlamentare europea di Possibile Elly Schlein.

Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare
Quello che l’Italia chiede, e che noi dobbiamo saper ascoltare, è un confronto serio sui contenuti, che coinvolga tutte le forze che vogliono costruire un’alternativa al governo Meloni. Un confronto che abbia al centro la Costituzione, che ancora una volta si è rivelata la bussola intorno a cui il Paese sa ritrovarsi. Perché la Costituzione non è solo il testo che abbiamo difeso al referendum, è l’orizzonte di un Paese più giusto che non abbiamo ancora costruito.









