Roma, 16 mar. — “L’intervento di Al Sisi non dà alcuna soluzione. Ho visto Renzi come al solito ottimista. Ma qui c’è da capire cos’è successo davvero. Se c’è stato, come paventato, uno scambio di persona”. Così Giuseppe Civati, leader di Possibile, in un’intervista all’agenzia Dire sul caso Regeni, dopo l’intervista del presidente egiziano Al Sisi a Repubblica. “Noi chiediamo verità e informazione sulla sorte di un ragazzo italiano. E’ un argomento che si usa per i Marò — aggiunge Civati — non capisco perché non si possa usare con fermezza e con ostinazione anche per Giulio Regeni. Vogliamo capire si conduce questa lotta al terrorismo. E come una persona che faceva il ricercatore è rimasto impigliato in una vicenda così oscura e drammatica. La risposta di Al Sisi non va bene, quella di Renzi è parziale e negligente da molte settimane”.

Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare
Quello che l’Italia chiede, e che noi dobbiamo saper ascoltare, è un confronto serio sui contenuti, che coinvolga tutte le forze che vogliono costruire un’alternativa al governo Meloni. Un confronto che abbia al centro la Costituzione, che ancora una volta si è rivelata la bussola intorno a cui il Paese sa ritrovarsi. Perché la Costituzione non è solo il testo che abbiamo difeso al referendum, è l’orizzonte di un Paese più giusto che non abbiamo ancora costruito.









