Una svastica con i colori del Pride: non è “prospettiva”, è fascismo. Possibile sta con Aosta Pride e con Arcigay Queer VdA
Il giorno in cui una comunità intera scende in piazza per rivendicare diritti e dignità, il segretario del vescovo di Aosta sceglie di mettere la svastica dentro la bandiera Progress Pride e di firmarla con un “questione di prospettiva”. Non c’è nessuna prospettiva da discutere. C’è un simbolo che ha significato sterminio, e c’è un bersaglio scelto con precisione: le persone LGBTQIA+, che quel regime le ha marchiate, deportate e uccise.
Non accettiamo che quanto avvenuto venga minimizzato, come già si cerca di fare. Questo è il linguaggio con cui l’odio si normalizza: prima la battuta, poi lo “scherzo”, poi il “parere personale”. È così che il fascismo rientra dalla finestra, una forma di normalizzazione dell’odio che non possiamo in alcun modo accettare.
Anche la risposta della Diocesi non è sufficiente. Arcigay Queer VdA aveva chiesto una presa di distanza netta e immediata, ed è arrivata una nota che ricorda quali sono i “canali ufficiali” senza una parola di condanna ma anzi sottolineando che si tratta di pareri personali. Il silenzio non è neutralità: davanti a un simbolo nazista usato contro una comunità, non esistono “pareri personali”.
Come Possibile esprimiamo piena solidarietà e sostegno politico ad Aosta Pride e ad Arcigay Queer VdA, che hanno fatto ciò che una comunità democratica deve fare: denunciare e pretendere risposte. Ci uniamo alla richiesta fatta alla Diocesi di Aosta per una condanna esplicita e pubblica del gesto, senza formule di rito e senza scaricare tutto sulla dimensione “personale”. E chiediamo alle istituzioni valdostane, regionali e locali, di esprimersi, perché sull’antifascismo e sui diritti non esiste una zona grigia: chi non prende posizione sceglie di non averne.
L’antifascismo è una pratica quotidiana, e passa anche dal difendere una bandiera perché dietro quella bandiera ci sono volti, storie, persone. Una comunità che l’odio lo ha vissuto e continua ad affrontarlo e che necessità del supporto di tutte e tutti noi.
Francesca Druetti, Segretaria nazionale di Possibile
Gianmarco Capogna, Portavoce Possibile LGBTI+










