Un’altra idea di Paese: l’Italia Possibile

Di fronte allo scenario politico apertosi dopo il 4 di dicembre, in molti ci hanno chiesto e ci chiedono quale sia la nostra proposta per il Paese.

Con la testarda coerenza che ci contraddistingue, e che tanto fa arrabbiare i nostri avversari, intendiamo proseguire sul solco di quanto proposto in questi anni. Consapevoli che il nostro primo compito è quello di sfatare il falso mito di questi ultimi disgraziati 1000 giorni: non c’è alternativa.
L’alternativa, seria, precisa, puntuale, per il governo di questo Paese esiste, e sentiamo il dovere di incarnarla.

Un’altra idea di Paese, appunto, a partire, ancora una volta, da una chiamata referendaria, quella di primavera per i quesiti sul lavoro, in cui ancora una volta ci troveremo su fronti opposti alla maggioranza, a difesa dei diritti dei lavoratori, seppelliti sotto una valanga di voucher, a cui vogliamo dire basta.

A partire da dove questa legislatura ha fallito, con il taglio degli stipendi e delle indennità dei parlamentari, e a partire da dove questa legislatura sembra volersi stancamente trascinare, eliminando quel tetto di 4 anni e 6 mesi necessari a maturare la pensione da parlamentare che sembra essere il vero traguardo dei prossimi mesi.

A partire dalla legge di bilancio appena votata, in cui ancora una volta si è scelto di non far pagare le tasse alle multinazionali, da Airbnb fino a Apple, a cui noi invece chiederemo di dare quanto dovuto al nostro Paese dove molto hanno guadagnato e molto ancora auguriamo loro di guadagnare.

A partire dalla laicità, altra grande dimenticata di questi anni, in onore alla qualle chiederemo che lo Stato destini l’inoptato dell’8×1000 alla lotta alla povertà.

A partire dalla legalizzazione della Cannabis, che nonostante il lavoro di un nutrito intergruppo parlamentare e nonostante le migliaia di firme che abbiamo raccolto assieme ai radicali negli ultimi mesi giace lettera morta, e che invece resta una misura di civiltà che toglierebbe 5 miliardi di euro alle mafie per darli allo Stato.

A partire dall’ambiente, dal diluvio, ma quello vero, che noi vogliamo scongiurare a partire da una Carbon Tax, per penalizzare chi inquina e valorizzare chi ha scelto un percorso più etico e, appunto, alternativo, in campo energetico.

A partire dalla lotta alla mafia, con l’inasprimento delle pene per il 416 bis, dalla riforma della prescrizione, dell’Agenzia dei Beni Confiscati, e dall’estensione della videoconferenza nei processi, che ci farebbe risparmiare 70 milioni di euro all’anno.

A partire da questi pochi punti precisi e puntuali di rapida e facile attuazione, a cui intendiamo accompagnare la nostra proposta complessiva, che condivideremo con tutti quelli che assieme a noi vorranno dire che un’alternativa è possibile.

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