Trivelle, una firma come Consiglio per il referendum

A Mez­zo­gior­no e non solo

Lan­cia­ta la nostra cam­pa­gna refe­ren­da­ria, ormai a pie­ni giri, voglia­mo dare un segna­le for­te e non sol­tan­to sim­bo­li­co, affin­ché anche chi affer­ma la peri­co­lo­si­tà ed il poten­zia­le dan­no­so del­le tri­vel­la­zio­ni, riem­pia i modu­li del­le rac­col­te fir­me, con la propria.

L’ambiente e la sua tute­la, per noi e per chiun­que altro cre­de e vuo­le esse­re par­te del­la nostra cam­pa­gna refe­ren­da­ria, non può esse­re solo un peso per lo più fasti­dio­so da rele­ga­re in fon­do a pro­gram­mi e pen­sie­ri, ma uno dei car­di­ni di quel che pen­sia­mo deb­ba esse­re una poli­ti­ca di un Pae­se del ven­tu­ne­si­mo secolo.

A pen­sar­la allo stes­so modo sem­bra sia­no i Pre­si­den­ti di mol­te regio­ni inte­res­sa­te dal peri­co­lo-tri­vel­le, che si sono visti per valu­ta­re il ricor­so a refe­ren­dum abro­ga­ti­vi dell’art.35 del decre­to Svi­lup­po e –sem­bra, ma non è chia­ris­si­mo- dell’art.38 del decre­to “Sbloc­ca Italia”.

I que­si­ti refe­ren­da­ri su que­sti temi sono pos­si­bi­li e sono qui, pron­ti: sull’art.35, com­ma 1, del­la leg­ge 134/2012 (con­ver­sio­ne del decre­to Svi­lup­po) e –sem­bra ma non è chia­ris­si­mo- dell’art.38, (in par­te dei com­mi 1, 1bis, 5 e 6) del­la leg­ge 164/2014 (con­ver­sio­ne del decre­to “Sbloc­ca Ita­lia”); ossia, in sin­te­si e rispet­ti­va­men­te, tri­vel­la­zio­ni in mare e carat­te­re stra­te­gi­co del­le trivellazioni.

Per que­sti moti­vi, a par­ti­re dal pros­si­mo gio­ve­dì 6 ago­sto dal­le 9 alle 13, in un’iniziativa che potrà esse­re ripe­tu­ta, ci sarà una nostra pre­sen­za for­te con ban­chet­ti, sit-in e ogni demo­cra­ti­ca e leci­ta azio­ne per­cor­ri­bi­le a tute­la dei nostri mari, nei pres­si di Con­si­gli e Giun­te del­le regio­ni inte­res­sa­te e minac­cia­te più da vici­no dal­le tri­vel­la­zio­ni sel­vag­ge: quel­le del Cen­tro, del Mez­zo­gior­no e del­le Iso­le. Offri­re­mo ai cit­ta­di­ni la pos­si­bi­li­tà di fer­ma­re con una fir­ma lo scem­pio ambien­ta­le annun­cia­to; e inter­cet­te­re­mo Pre­si­den­ti, Asses­so­ri e Con­si­glie­ri regio­na­li met­ten­do­li di fron­te alla respon­sa­bi­li­tà del­le pro­prie paro­le e mani­fe­sta­zio­ni d’intenti che dovran­no tra­dur­si in una fir­ma per fer­ma­re i pro­get­ti che dico­no di avver­sa­re. Gio­ve­dì pros­si­mo non potran­no che firmare.

Come abbia­mo det­to fin dall’inizio e sot­to­li­nea­to, i que­si­ti li met­tia­mo a dispo­si­zio­ne qua­lo­ra voles­se­ro con­ver­ge­re, tenu­to con­to del­la pre­ro­ga­ti­va riser­va­ta ai Con­si­gli regio­na­li di poter indi­re un refe­ren­dum sen­za pas­sa­re per la rac­col­ta di fir­me, se nel nume­ro mini­mo di cin­que, ade­ren­do uffi­cial­men­te e andan­do avan­ti assie­me per l’obiettivo comune.

Per ora rac­co­glia­mo le loro fir­me. Di meno non ci accon­ten­te­rem­mo e non si accon­ten­te­reb­be­ro i cit­ta­di­ni del­le loro regio­ni cui han pro­mes­so di dar bat­ta­glia su que­sti temi, con tut­ti i mez­zi a loro disposizione.

Quel­lo più demo­cra­ti­co, imme­dia­to e ine­lu­di­bi­le, per tute­la­re la ter­ra (il mare) è lasciar deci­de­re il popo­lo sovra­no. Nel 2011 fu la vol­ta dell’acqua, fac­cia­mo in modo che il 2016 sia quel­la del mare.

La fir­ma sarà come un Con­si­glio per il refe­ren­dum, a Mez­zo­gior­no e non solo: dal­le 9 alle 13, gio­ve­dì 6, ci vedia­mo a Caglia­ri, Cam­po­bas­so, L’Aquila e Paler­mo, nei pres­si dei Con­si­gli regio­na­li. Come pri­ma tap­pa di una pre­sen­za che inte­res­se­rà, nel­le pros­si­me set­ti­ma­ne, anche le altre regio­ni: le Mar­che, la Puglia, la Cala­bria, la Basilicata.

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