Stop TTIP, la battaglia continui

Stando alle dichiarazioni di Sigmar Gabriel, vicecancelliere e ministro dell’economia Tedesco, i negoziati tra Stati Uniti ed Europa sul TTIP sarebbero falliti, o per lo meno in procinto di fallire. Un risultato che non può che renderci felici, anche se è presto per festeggiare.
Schermata-2016-08-30-alle-16.18.28

«Se si con­fer­me­rà quan­to dice il vice can­cel­lie­re tede­sco Gabriel, sarà una vit­to­ria impor­tan­te di quel­la che è sta­ta una gran­de mobi­li­ta­zio­ne popo­la­re a livel­lo euro­peo, a dimo­stra­zio­ne che quan­do i cit­ta­di­ni si mobi­li­ta­no, infor­man­do e riem­pien­do le piaz­ze, è anco­ra pos­si­bi­le fare pres­sio­ni sui gover­ni e deter­mi­na­re il pro­prio futu­ro. Noi non sia­mo con­tra­ri a qua­lun­que tipo di accor­do, ma l’as­sen­za di tra­spa­ren­za con cui si sono svol­ti i nego­zia­ti, e le rive­la­zio­ni dei leaks, ci han­no con­fer­ma­to che ave­va­mo ragio­ne ad esse­re pre­oc­cu­pa­ti che la dire­zio­ne pre­sa dai nego­zia­ti met­tes­se a repen­ta­glio gli stan­dard di tute­la ambien­ta­le, socia­le, e del­la salu­te, che in UE sono il frut­to di decen­ni di bat­ta­glie e cui non sia­mo dispo­sti a rinun­cia­re. Ora biso­gna vede­re se il nego­zia­to si è dav­ve­ro are­na­to defi­ni­ti­va­men­te, o se il vice­can­cel­lie­re ha espres­so un suo pare­re». (Elly Schlein)
Stan­do alle dichia­ra­zio­ni di Sig­mar Gabriel, vice­can­cel­lie­re e mini­stro dell’economia Tede­sco, i nego­zia­ti tra Sta­ti Uni­ti ed Euro­pa sul TTIP sareb­be­ro fal­li­ti, o per lo meno in pro­cin­to di fal­li­re. Sia­mo pie­na­men­te d’accordo con quan­to dichia­ra­to dall’europarlamentare Elly Schlein: è un risul­ta­to che non può che ren­der­ci feli­ci, anche se è pre­sto per festeggiare.

La pru­den­za, infat­ti, con­si­glie­reb­be di aspet­ta­re a stap­pa­re la bot­ti­glia alme­no fino alla riu­nio­ne dei mini­stri del com­mer­cio degli sta­ti UE che si ter­rà a metà set­tem­bre e che dovreb­be dare indi­ca­zio­ni più pre­ci­se in que­sto sen­so, ma non è tut­to qua.

Lo scon­tro poli­ti­co sul TTIP, infat­ti, è sta­to gio­ca­to su mol­ti fron­ti, con cam­bia­men­ti di schie­ra­men­to lega­ti alle con­ve­nien­ze del momen­to. Se, ad esem­pio, Ber­nie San­ders si è sem­pre dichia­ra­to con­tro a que­sto trat­ta­to, denun­cian­do la scar­sa demo­cra­ti­ci­tà dell’intero pro­ces­so e come una sua appro­va­zio­ne avreb­be aumen­ta­to ulte­rior­men­te il pote­re del­le mul­ti­na­zio­na­li e ridot­to dra­sti­ca­men­te quel­lo dei lavo­ra­to­ri, appa­re chia­ro che è pro­prio gra­zie alla bat­ta­glia del sena­to­re del Ver­mont che Hil­la­ry Clin­ton ha dovu­to cam­bia­re la sua posi­zio­ne in meri­to, pri­ma mol­to meno “radi­ca­le”. Sen­za con­ta­re che anche Trump, seb­be­ne per moti­vi del tut­to diver­si da quel­li di San­ders, ha rila­scia­to dichia­ra­zio­ni con­tra­rie al trat­ta­to di libe­ro scam­bia tran­sa­tlan­ti­co e a due mesi dal­le ele­zio­ni la cosa non può non esse­re sta­ta nota­ta anche dal lato demo­cra­ti­co del­la barricata.

Sì, per­ché il nodo è pro­prio que­sto: la bat­tu­ta di arre­sto nei nego­zia­ti sul TTIP, pur essen­do indub­bia­men­te una noti­zia posi­ti­va, sem­bra qua­si uni­ca­men­te lega­ta ai diver­si momen­ti elet­to­ra­li che nei pros­si­mi mesi inte­res­se­ran­no Sta­ti Uni­ti, Ger­ma­nia e Francia.

Anche in Fran­cia e in Ger­ma­nia, infat­ti, ci si avvi­ci­na alla cam­pa­gna elet­to­ra­le, e se nel lato fran­ce­se le pre­oc­cu­pa­zio­ni di Hol­lan­de sono lega­te non solo alle pro­te­ste di sin­da­ca­ti e agri­col­to­ri, ma anche di una Le Pen che le ha sapu­te caval­ca­re a dove­re, dal lato teu­to­ni­co è evi­den­te che la bat­ta­glia cam­pa­le mes­sa in cam­po dai sin­da­ca­ti e dai Ver­di, con for­te e “rumo­ro­so” sup­por­to da par­te di asso­cia­zio­ni e cit­ta­di­nan­za atti­va, ha “for­za­to” la mano del gover­no Mer­kel su una posi­zio­ne più rigi­da nel brac­cio di fer­ro del­le trattative.

Se quin­di, come appa­re, si trat­ta di posi­zio­na­men­ti tat­ti­ci in vista del­le tor­na­te elet­to­ra­li che aspet­ta­no que­sti pae­si, è bene tene­re la guar­dia mol­to alta.

Non sarem­mo sor­pre­si, infat­ti, se il TTIP che stia­mo dan­do per mor­to, o più pro­ba­bil­men­te una ver­sio­ne rive­du­ta e aggior­na­ta del­lo stes­so, risor­ges­se mira­co­lo­sa­men­te una vol­ta con­clu­sa­si la fase di incer­tez­za lega­ta alle elezioni.

Ciò che appa­re immu­ta­bi­le, inve­ce, è la posi­zio­ne del gover­no ita­lia­no, che ha più vol­te espres­so il suo tota­le accor­do, a pre­scin­de­re da tut­to e da, come testi­mo­nia­no le dichia­ra­zio­ni di Ren­zi e Calen­da. La soli­ta figu­ra, insomma.

Se voglia­mo per­ciò che un even­tua­le trat­ta­to di libe­ro scam­bio tra UE e Sta­ti Uni­ti sia basa­to su stan­dard alti, sia nel­la qua­li­tà dei pro­dot­ti scam­bia­ti, che nei dirit­ti dei lavo­ra­to­ri e nel coin­vol­gi­men­to demo­cra­ti­co dei cit­ta­di­ni nei pro­ces­si deci­sio­na­li, dob­bia­mo con­ti­nua­re a vigi­la­re per­ché le poli­ti­che dell’Unione Euro­pea, e nel nostro caso dell’Italia, vada­no in que­sto sen­so. Nes­su­na garan­zia di dirit­to e di eser­ci­zio del­la giu­sti­zia può esse­re elu­sa o sor­pas­sa­ta. Ci tenia­mo ai dirit­ti, in ogni caso, soprat­tut­to in un mon­do glo­ba­liz­za­to, dove van­no scomparendo.

Altri­men­ti lo stop al TTIP, che oggi sem­bra a por­ta­ta di mano, sarà solo una vit­to­ria di Pirro.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

Ultimi articoli

L’unica soluzione possibile è ampliare gli organici, di giudici e cancellieri, senza toppe messe male come gli assistenti mal pagati dell’Ufficio del Giudice oppure il ricorso sistematico a magistrati precari, che hanno funzioni e doveri uguali ai togati, eccetto che per compensi e diritti.
Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: "La vaccinazione è un dovere morale e civico. La libertà è condizione irrinunciabile ma chi limita oggi la nostra libertà è il virus, non gli strumenti e le regole per sconfiggerlo".
Per il oltre il 5% della popolazione italiana l’accesso a scuola, lavoro, vita sociale, affettività, sessualità può essere precluso da ostacoli più o meno concreti che vanno dalle barriere architettoniche all’inadeguatezza delle norme che, anche quando presenti spesso non vengono rispettate e a quello più insidioso: la discriminazione.