Smart working per i call center, adesso

In questi giorni drammatici per il Paese ci sono alcune categorie di lavoratori che vivono una situazione allarmante e che nonostante i decreti governativi vivono ancora situazioni con un rischio decisamente troppo elevato.
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In questi giorni drammatici per il Paese ci sono alcune categorie di lavoratori che vivono una situazione allarmante e che nonostante i decreti governativi vivono ancora situazioni con un rischio decisamente troppo elevato.

Fatta eccezione per le categorie che gestiscono i servizi pubblici essenziali a cui va il nostro totale ed incondizionato plauso, riteniamo che tutte le altre debbano essere messe in condizione di lavorare in totale ed incondizionata sicurezza. La salvaguardia della salute è un diritto preminente e superiore rispetto all’interesse della produzione e questo vale in modo particolare per chi gestisce servizi che pur non essendo ritenuti essenziali continuano ad essere garantiti in questo periodo.

Tra le tante categorie una particolare attenzione meritano gli operatori di call center. Parliamo di oltre mezzo milione di persone che vivono realtà lavorative molto diverse tra loro e che anche in queste ore stanno in linea per rispondere ai clienti delle aziende principali del Paese. Le loro condizioni di lavoro in particolare nelle aziende meno sindacalizzate sono spesso problematiche ma quanto accade in questi giorni ci pone un ulteriore problema.

Tantissimi lavoratori infatti vivono in condizioni nelle quali è necessario un particolare impegno per garantire i necessari standard di sicurezza e tutela individuati dal governo per contrastare la diffusione del Covid-19. Questa situazione è ancora più evidente tra gli Outsourcers (coloro i quali lavorano le grandi commesse esternalizzate nel tempo dalle principali società del Paese). Sono ancora troppo poche le aziende che hanno attivato lo smart working e la logistica, i numeri delle persone contemporaneamente in turno negli open space e le turnistiche sono state modificate in maniera ancora insufficiente.

La difficoltà ulteriore nel caso degli Outsourcers è che l’autorizzazione per lo smart working dovrebbe arrivare dal committente. Questa deve essere data senza indugio e senza gli attuali ritardi che producono un irresponsabile crescita del rischio per gli operatori.

Ci pare indispensabile procedere da subito con l’obbligo per tutti di utilizzare la modalità dello smart working per tutti gli operatori concordando con le rappresentanze sindacali un eventuale presidio in sede.

Non è pensabile che siano i lavoratori a pagare con il rischio per la loro salute la nostra necessità di avere assistenza sui servizi a cui come clienti accediamo.

Thomas Castangia

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