Rosatellum, oltre la ‘sfiducia’ un nuovo inizio

La brut­ta pagi­na di ieri, con l’inde­gna fidu­cia su una leg­ge elet­to­ra­le pes­si­ma, è tan­to una fine quan­to un inizio.
Il Rosa­tel­lum è infat­ti il degno lasci­to di que­sta legi­sla­tu­ra, che sarà pro­ba­bil­men­te ricor­da­ta come una del­le peg­gio­ri del­la sto­ria repub­bli­ca­na, segna­ta dal tra­sfor­mi­smo al ser­vi­zio di gover­ni frut­to del­le peg­gio­ri pastet­te e capa­ci solo di pro­dur­re rifor­me fal­li­men­ta­ri, boc­cia­te dal­la con­sul­ta e dai cit­ta­di­ni, a cui han­no ten­ta­to di ripa­ra­re con man­ce elet­to­ra­li e rega­lie di ogni tipo alle pic­co­le e gran­di con­sor­te­rie che sono la vera costi­tuen­cy del par­ti­to tra­sver­sa­le del pote­re ad ogni costo.

Come ha già det­to Giu­sep­pe Civa­ti a pochi minu­ti dall’approvazione di que­sta enne­si­ma leg­ge elet­to­ra­le al ser­vi­zio del­le segre­te­rie di par­ti­to, però, non è que­sto il momen­to di far­si pren­de­re dal­lo scon­for­to. La nostra legit­ti­ma e furen­te indi­gna­zio­ne deve tro­va­re uno sboc­co posi­ti­vo, poli­ti­co, uti­le al pae­se.

E allo­ra non è tan­to sul­la fidu­cia mise­ra­bi­le otte­nu­ta da un gover­no di mino­ran­za che cer­ca di sal­va­re il sal­va­bi­le taglian­do­si un brac­cio pur di libe­rar­si dal cep­po a cui si è lui stes­so inca­te­na­to, che dob­bia­mo guar­da­re, ma piut­to­sto a chi a tut­to que­sto si è oppo­sto, dan­do voce ai mol­tis­si­mi che fuo­ri dal palaz­zo guar­da­va­no con sgo­men­to a que­sta enne­si­ma for­za­tu­ra del­le più bana­li rego­le demo­cra­ti­che.

I media gover­ni­sti, cioè qua­si tut­ti, si con­cen­tre­ran­no sul con­sue­to tea­tri­no del­la set­tan­ti­na di fran­chi tira­to­ri che ieri han­no det­to no coper­ti dal voto segre­to, o si con­cen­tre­ran­no uni­ca­men­te sull’ottan­ti­na di par­la­men­ta­ri 5 stel­le che han­no arrin­ga­to la piaz­za davan­ti a Mon­te­ci­to­rio, fomen­ta­ti e incre­du­li loro stes­si per l’enor­me rega­lo che Ren­zi e Gen­ti­lo­ni han­no fat­to loro, supe­ra­to solo da quel­lo fat­to a Sal­vi­ni e alla Lega.

Noi, inve­ce, vi invi­tia­mo a guar­da­re dall’altro lato dell’emiciclo, a quel­la ses­san­ti­na di depu­ta­ti del­la sini­stra, che uni­ta­men­te e con­vin­ta­men­te han­no det­to un ine­qui­vo­ca­bi­le e defi­ni­ti­vo no alle poli­ti­che di que­sta fu-mag­gio­ran­za che è impos­si­bi­le col­lo­ca­re poli­ti­ca­men­te per­ché capa­ce di tut­to ciò che cre­de le per­met­ta di tene­re anco­ra per un cen­ti­me­tro il naso fuo­ri dall’acqua che ormai vede entra­re copio­sa dal­le mol­tis­si­me fal­le del­le sue tan­to sban­die­ra­te quan­to fal­li­men­ta­ri rifor­me.

Guar­dia­mo quin­di a quel­la sini­stra che ieri ha inau­gu­ra­to un nuo­vo cam­mi­no, e chie­dia­mo­le che i pros­si­mi pas­si sia­no anco­ra più deci­si e soprat­tut­to mol­to più velo­ci, per­ché da ieri è anco­ra più evi­den­te che in que­sto e nel pros­si­mo par­la­men­to ci sarà più che mai biso­gno di loro e dei mol­ti altri che voglia­mo si aggiun­ga­no a loro. Già ora non sia­mo mol­ti meno di quel­lo che è con­si­de­ra­to il prin­ci­pa­le grup­po di oppo­si­zio­ne in par­la­men­to. Già oggi i son­dag­gi ci dan­no a nume­ri non mol­to dis­si­mi­li da quel­li che pro­fe­tiz­za­va­no alla vigi­lia del voto del 2013 per i 5 stel­le. Abbia­mo già visto que­sto film, con un por­cel­lum che non era cer­to una leg­ge miglio­re di questa.
Met­tia­mo­ci al lavo­ro subi­to, per rega­la­re anche que­sta vol­ta un fina­le a sor­pre­sa al par­ti­to tra­sver­sa­le del Rosa­tel­lum, ma soprat­tut­to per dare una voce e una spe­ran­za al pae­se.

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