QUADERNI
Continueremo a scioperare e a riempire le piazze di tutta l’Italia, a denunciare il genocidio in atto a Gaza, la complicità di chi lo facilita e a chiedere che ogni rapporto — a livello nazionale ed europeo — con Israele venga interrotto.
Difendere Antonella significa difendere la Toscana e l’Italia che credono nella dignità di tuttә, nella giustizia sociale, nell’uguaglianza. È una responsabilità collettiva che riguarda ogni cittadina e cittadino, e in primo luogo le istituzioni.
Liste d’attesa: mi sono arrivate molte segnalazioni di pazienti a cui sono stati dati appuntamenti per visite con orari impossibili e scritto “la data non è reale”.
“La repressione è l’unico vero credo di questo governo, come dimostrano la vicenda del DDL Sicurezza, gli inasprimenti delle pene per chi protesta, la gestione muscolare delle piazze, quello che avviene all’interno delle carceri.
Una visione a cui ci opponiamo con tutta la nostra forza, mentre lottiamo per una città ospitale, inclusiva, che pensi alla qualità della vita, l’ambiente e l’erogazione di servizi essenziali e non alla speculazione immobiliare e al profitto a tutti i costi.”
Ceferin — continua Druetti — sostiene che la Russia sia stata esclusa dalle competizioni internazionali per una forte pressione politica, mentre con Israele non sta avvenendo la stessa cosa, c’è solo una pressione della società civile. È una dichiarazione pavida ma è una dichiarazione che descrive perfettamente i motivi per cui le bombe su scuole e ospedali, la carestia imposta alla popolazione palestinese, l’occupazione del territorio palestinese proseguono indisturbati da tanto tempo.”
Le parole di Tajani sono appunto inopportune. Perché l’iniziativa della Global Sumud Flotilla andrebbe semplicemente sostenuta dal nostro governo. Perché i quattro obiettivi della spedizione (lo stop all’assedio, lo stop alla fame usata come arma, lo stop alla disumanizzazione della popolazione palestinese, lo stop al genocidio) non dovrebbero nemmeno essere oggetto di dibattito, ma la posizione minima di umanità da cui partire per trovare una soluzione politica e diplomatica.
La mattina del 30 agosto sono intervenuto alla presenza di altri amministratori e amministratrici locali ricordando che il punto fondamentale per costruire la “Grande Pace”, quella tra stati, è necessario costruire anche la “Piccola Pace”, quella interna alle nostre comunità, siano esse un’aula scolastica o un Comune da amministrare.
Le parole di Ben Gvir sono inaccettabili. I veri terroristi sono le persone che fanno dichiarazioni del genere contro un’iniziativa nata per rompere un blocco via mare illegale e portare sollievo e aiuto alla popolazione di Gaza.
Quello che vediamo è discriminazione di massa, che attribuisce un valore superiore a una parte di mondo che si dichiara occidentale, moderno e sviluppato. È lo stesso meccanismo che ritroviamo anche nelle nostre città e nei nostri paesi, dove la discriminazione verso lo straniero povero viene tollerata. In fondo, i CPR (Centri di Permanenza per il Rimpatrio) – luoghi in cui vengono trattenuti i migranti in attesa di espulsione – e le condizioni disumane di molte carceri italiane ci ricordano che la privazione della libertà e la negazione della dignità non sono realtà lontane.
Se — conclude Druetti — troviamo inaccettabile che Israele, tra le altre cose, spari sulle persone che aspettano il cibo, dobbiamo smettere di vendergli le armi per farlo. Stessa cosa con gli ospedali, con dentro i giornalisti. Le dichiarazioni tardive di Meloni sono inutili, se non cambia qualcosa nelle azioni del governo.
Se nonostante le richieste della politica, della cittadinanza, dell’AIAC (Associazione Italiana Allenatori Calcio) la partita si giocherà lo stesso, il 14 ottobre saremo in piazza a Udine alla manifestazione di protesta, organizzata dal Comitato per la Palestina di Udine, della Comunità Palestinese del Friuli e del Veneto, da Salaam Ragazzi dell’Olivo e da Calcio e Rivoluzione, a cui hanno già aderito più di 200 associazioni per dire ancora una volta no sport-washing e stop al genocidio.
Il 31 agosto e il 4 settembre 2025, una flottiglia internazionale, la Global Sumud Flotilla, salperà da Spagna, Tunisia e altri porti del Mediterraneo, con una sola rotta: verso Gaza. C’è bisogno di tutto il sostegno possibile: dona, condividi, mobilitati.
Da questo deriva la visione di Israele come salvatore dei fondamenti democratici nei territori del Medio Oriente, nonostante le reiterate violazioni dei diritti umani sui cittadini palestinesi. A ciò va aggiunta la riflessione sul fatto che il gruppo colonizzatore si assume il ruolo di vittima: la madrepatria europea dei coloni è l’oppressore mentre loro perseguono pace e libertà.
Un milione di euro all’anno alle associazioni antiabortiste: questo è il fondo “Vita nascente” della Regione Piemonte. Una vergogna che deve finire.
l genocidio va fermato, i governi devono interrompere i rapporti con Israele e soprattutto smettere di vendere armi a uno stato che sta compiendo un genocidio sotto gli occhi del mondo. Finché Israele non affronterà nessuna conseguenza, nemmeno sui campi di gioco internazionali, tanti, troppi continueranno a sentirsi giustificati nel voltarsi dall’altra parte. Ecco perché vi chiediamo di continuare a firmare e condividere la petizione, per far sentire la nostra voce e il nostro dissenso. Stop the game.