Per non lasciare Roma a “mafia capitale”

Quel­lo che sta acca­den­do a Roma con “mafia capi­ta­le” è sem­pre più inquie­tan­te. Negli ulti­mi mesi ci sia­mo inte­res­sa­ti ad una sto­ria con­tro­ver­sa di un’a­zien­da, Roma Mul­ti­ser­vi­zi, che offre ser­vi­zi pri­ma­ri per la cit­tà (tra­spor­to sco­la­sti­co, puli­zia del­le spiag­ge  e di altri luo­ghi pub­bli­ci, etc.), di pro­prie­tà al 51% del Comu­ne di Roma. L’azienda dà lavo­ro a 3800 per­so­ne e negli ulti­mi die­ci anni ha sem­pre rea­liz­za­to uti­li (cir­ca 50 milio­ni di euro)  che han­no con­tri­bui­to al bilan­cio comu­na­le. Non si capi­sce quin­di con qua­le logi­ca si sia deci­so di ven­der­la, oscil­lan­do fra solu­zio­ni che non lascia­no intra­ve­de­re nes­su­na visio­ne poli­ti­ca nel­la gestio­ne del­la cosa pub­bli­ca e crean­do un for­te disa­gio tra i lavo­ra­to­ri.
Ades­so sco­pria­mo da un’in­ter­cet­ta­zio­ne come Buz­zi, il pre­sun­to brac­cio destro di Car­mi­na­ti, abbia fat­to pres­sio­ni, sul­la poli­ti­ca e sul­la pub­bli­ca ammi­ni­stra­zio­ne, per acce­le­ra­re la ven­di­ta di Mul­ti­ser­vi­zi. E che da tale ven­di­ta ne sareb­be­ro deri­va­ti gros­si van­tag­gi per gli inte­res­si mafio­si.
Scri­ve Repub­bli­ca: «Buz­zi traf­fi­ca infat­ti per por­ta­re a casa par­te del pac­chet­to di appal­ti (“Se pijia­mo un milio­ne de “ver­de” (pub­bli­co, ndr)”) che il Comu­ne dovrà redi­stri­bui­re ai pri­va­ti dopo la deci­sio­ne di pri­va­tiz­za­re la socie­tà con­trol­la­ta “Multiservizi”».Mentre tra Gover­no e Comu­ne si sta deci­den­do in che modo ven­der­la, ipo­tiz­zan­do spac­chet­ta­men­ti e pri­va­tiz­za­zio­ni insen­sa­te sia dal pun­to di vista socia­le che eco­no­mi­co, noi chie­dia­mo che si lavo­ri ad un serio pia­no di rilan­cio che con­sen­ta all’a­zien­da di con­ti­nua­re a crea­re valo­re, offren­do alla cit­tà ser­vi­zi  di sem­pre mag­gio­re qualità.Continuare a dire che non pos­sa esser­ci alter­na­ti­va a que­sto tipo di poli­ti­ca non solo allon­ta­na i cit­ta­di­ni svuo­tan­do la demo­cra­zia, ma rischia di lascia­re il cam­po alle peg­gio­ri solu­zio­ni.

Men­tre noi, pro­prio a Roma, il 21 giu­gno voglia­mo mostra­re che l’al­ter­na­ti­va esi­ste sem­pre. L’al­ter­na­ti­va è #Pos­si­bi­le.

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Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare

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Congresso 2024: regolamento congressuale

Il con­gres­so 2024 di Pos­si­bi­le si apre oggi 5 apri­le: dif­fon­dia­mo in alle­ga­to il rego­la­men­to con­gres­sua­le ela­bo­ra­to dal Comi­ta­to Orga­niz­za­ti­vo.

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popo­la­re.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di ita­lia­ni.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la socie­tà.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto pro­var­ci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne pos­si­bi­li.

Quello al Mume non è un “furto da film”. È una gravissima carenza del sistema di sicurezza

L’as­ses­so­re ha par­la­to di un “fur­to da film”. No, non è un film, è una gra­vis­si­ma caren­za del siste­ma di sicu­rez­za del Museo. Per l’en­ne­si­ma vol­ta il patri­mo­nio arti­sti­co ita­lia­no vie­ne mes­so a rischio, dan­neg­gia­to o addi­rit­tu­ra pri­va­to alla col­let­ti­vi­tà a cau­sa di negli­gen­za e lacu­ne nei siste­mi di pro­te­zio­ne. In que­sto modo un bene che dovreb­be appar­te­ne­re a tut­ti si disper­de, vit­ti­ma di incu­ria e di un siste­ma che non rie­sce a garan­ti­re tute­la e sal­va­guar­dia.

Dopo l’esplosione di Colleferro, diciamo ancora no alla produzione di nitrogelatina ad Anagni

Nel pri­mo pome­rig­gio di ieri, 13 ago­sto, una vio­len­ta esplo­sio­ne ha inte­res­sa­to lo sta­bi­li­men­to KNDS Ammo Ita­ly di Col­le­fer­ro. Espri­mia­mo innan­zi­tut­to sol­lie­vo per l’assenza di vit­ti­me e vici­nan­za ai lavo­ra­to­ri, alle loro fami­glie e a tut­ta la comu­ni­tà di Col­le­fer­ro. Ma pro­prio quel­lo che è acca­du­to ci obbli­ga a por­re una doman­da: sia­mo dav­ve­ro sicu­ri che il nostro ter­ri­to­rio deb­ba diven­ta­re sem­pre più par­te del­la filie­ra indu­stria­le degli esplo­si­vi e degli arma­men­ti?

Orazio Schillaci con Giorgia Meloni

Se la salute mentale è una “sfida epocale”, la risposta non può essere quella del governo

Qual­che gior­no fa il Mini­stro del­la Salu­te Ora­zio Schil­la­ci, duran­te un Que­stion Time, ha defi­ni­to la salu­te men­ta­le “la gran­de sfi­da del­la nostra epo­ca”. Ma il pia­no pre­sen­ta­to per rispon­der­vi è una fre­ga­tu­ra altret­tan­to epo­ca­le. Come dire che alle allu­vio­ni rispon­de­ran­no rega­lan­do­ci dei sec­chiel­li.