Per costruire ponti sicuri e non muri che escludono

Avremo un altro muro all'interno dell'Unione Europea. Un muro che farà contento Matteo Salvini, che non capisce che Italia e Grecia sono collocate dalla parte sbagliata del muro, quella dove sono scoppiate o scoppieranno crisi umanitarie.

«Biso­gna veri­fi­ca­re le rego­le di Schen­gen». E’ que­sta la rispo­sta ita­lia­na alla costru­zio­ne del muro al vali­co del Bren­ne­ro volu­ta dal gover­no austria­co per fron­teg­gia­re l’af­flus­so di migran­ti diret­ti ver­so il nord Euro­pa. Una rispo­sta buro­cra­ti­ca, ai buro­cra­ti euro­pei, che con­fer­ma la deri­va anti­u­ma­ni­ta­ria intra­pre­sa dal­l’U­nio­ne Euro­pea nel­la gestio­ne del­la cri­si dei migran­ti. Quel­la stes­sa buro­cra­zia che vie­ne fat­ta rispet­ta­re pun­ti­glio­sa­men­te scam­bian­do i cosid­det­ti migran­ti eco­no­mi­ci con rifu­gia­ti, con la Tur­chia, e che vie­ne igno­ra­ta quan­do si trat­ta di attua­re l’ac­cor­do sul­la redi­stri­bu­zio­ne inter­na all’U­nio­ne Europea.

Avre­mo un altro muro all’in­ter­no del­l’U­nio­ne Euro­pea. Un muro che farà con­ten­to Mat­teo Sal­vi­ni, che non capi­sce che Ita­lia e Gre­cia sono col­lo­ca­te dal­la par­te sba­glia­ta del muro, quel­la dove sono scop­pia­te o scop­pie­ran­no cri­si uma­ni­ta­rie. Un muro che segna l’ar­re­tra­men­to del con­fi­ne euro­peo, lo stes­so con­fi­ne che si era dila­ta­to poche set­ti­ma­ne fa con l’ac­cor­do con la Tur­chia. La “For­tez­za Euro­pa” si asser­ra­glia, si pre­pa­ra all’as­se­dio costruen­do muri più alti e più spes­si, e crean­do una ter­ra di nes­su­no al di fuo­ri di que­sti e fino al Medi­ter­ra­neo. E quel­la ter­ra di nes­su­no sia­mo noi.

L’Eu­ro­pa altro non ha fat­to che far­ci cre­de­re che esi­ste un “noi” più ampio di quel­lo dei sin­go­li Sta­ti, ma anche sem­pre più chiu­so. Una for­tez­za che difen­de inte­res­si e pri­vi­le­gi par­ti­co­la­ri. (Mar­co Aime, Sen­za spon­da, 2015)

Se pen­sa­te che sia solo una que­stio­ne di idea­li e valo­ri, vi sba­glia­te di gros­so. Innal­za­re muri è il modo miglio­re per crea­re zone in cui si radi­ca­no dina­mi­che cri­mi­na­li (e in cui la giu­sti­zia e la vio­len­za pri­va­ta sosti­tui­sco­no lo Sta­to, esat­ta­men­te come sta avve­nen­do in Bul­ga­ria).

Pro­prio la costru­zio­ne del recin­to al con­fi­ne del­l’Un­ghe­ria e l’au­men­to dei con­trol­li in Austria e Ger­ma­nia sta aven­do «il risul­ta­to non volu­to di con­se­gna­re que­sta indu­stria nel­le mani di grup­pi che fan­no attra­ver­sa­re di nasco­sto i con­fi­ni», ha mes­so in guar­dia Wil van Gemert, vice­di­ret­to­re ope­ra­ti­vo dell’Europol.

Il 17 gen­na­io 2016 […] l’Eu­ro­pol, la poli­zia con­ti­nen­ta­le del­l’UE, ha dif­fu­so un dato: nel 2015 i traf­fi­can­ti di esse­ri uma­ni han­no inta­sca­to una cifra che oscil­la tra i 3 e i 6 miliar­di per far arri­va­re ille­gal­men­te oltre un milio­ne di per­so­ne in Euro­pa. Ogni migran­te ha spe­so tra i 3 e i 6 mila dol­la­ri. La rete dei traf­fi­can­ti è este­sa dal­l’A­fri­ca sub­sa­ha­ria­na alla Scan­di­na­via. (Mas­si­mo Fran­co, L’as­se­dio, 2016)

Dove cre­de­te che si con­cen­tre­ran­no nuo­vi traf­fi­ci ille­ga­li di esse­ri uma­ni? Ovvia­men­te dove si crea­no oppor­tu­ni­tà, e cioè dove si chiu­do­no le fron­tie­re e si innal­za­no muri: al Bren­ne­ro.

Anche Fabri­zio Gat­ti, gior­na­li­sta de l’E­spres­so, un anno fa, ha pro­va­to a fare i conti:

Un viag­gio del ter­ro­re [dal­l’E­ri­trea alla Sici­lia, n.d.a.] al costo com­ples­si­vo di set­te­mi­la euro per la fami­glia di Merha­wi e di sva­ria­ti miliar­di di euro in pat­tu­glia­men­ti, ope­ra­zio­ni di soc­cor­so, cen­tri di acco­glien­za e misu­re di emer­gen­za per gli Sta­ti euro­pei. Un volo via Cai­ro da Asma­ra a Roma costa appe­na 515 euro sul sito di Egyp­tair (Fabri­zio Gat­ti, “Pron­to? Sì, c’è una bar­ca per voi”, 2015)

Pen­sa­te se que­sta enor­me mas­sa di dena­ro di cui stia­mo par­lan­do fos­se tol­ta dal­le mani dei cri­mi­na­li e indi­riz­za­ta su per­cor­si lega­li: non sta­rem­mo tut­ti meglio? Merha­wi avreb­be rispar­mia­to 6485 euro, che avreb­be spe­so in par­te in pra­ti­che buro­cra­ti­che e in par­te per costruir­si un futu­ro nel nostro Pae­se, e le cas­se del­lo Sta­to avreb­be­ro rispar­mia­to qual­co­sa alla voce “acco­glien­za”. Inve­ce pre­fe­ria­mo far fini­re quei 6485 euro nel­le mani di pochi delin­quen­ti. (Coin­ci­den­za vuo­le che 3 miliar­di, che potran­no diven­ta­re 6, sia­no esat­ta­men­te la cifra alla base del­l’ac­cor­do UE-Tur­chia, per lo “scam­bio” di 72mila persone).

L’ef­fet­to distor­si­vo crea­to dai muri è que­sto, e costa, costa mol­to in ter­mi­ni eco­no­mi­ci, in ter­mi­ni socia­li, e soprat­tut­to in ter­mi­ni “uma­ni”. La chiu­su­ra del Bren­ne­ro rischia di gene­ra­re nuo­vi cam­pi pro­fu­ghi improv­vi­sa­ti al con­fi­ne ita­lia­no, e le imma­gi­ni di Ido­me­ni sono anco­ra trop­po for­ti e vive nel­la nostra memo­ria per per­met­te­re che sia così, nel nostro Pae­se così come in ogni par­te del mon­do.

Per con­clu­de­re è neces­sa­rio sot­to­li­nea­re un dato: i migran­ti arri­va­ti in Euro­pa nel 2015 sono sta­ti poco più di un milio­ne. I cit­ta­di­ni del­l’U­nio­ne Euro­pea sono oltre 500 milio­ni. Stia­mo par­lan­do, per­ciò, del­lo 0,2% del­la popo­la­zio­ne euro­pea. Una pro­por­zio­ne per la qua­le — secon­do alcu­ni — è ragio­ne­vo­le met­te­re in discus­sio­ne l’in­te­ra costru­zio­ne europea.

E’ per tut­ti que­sti moti­vi che il 25 apri­le sare­mo pre­sen­ti al Bren­ne­ro, con un appun­ta­men­to a Vipi­te­no, «per pro­muo­ve­re – come dice­va pro­prio Lan­ger – pon­ti (sicu­ri) e non muri che esclu­do­no (anche noi)».

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