L’uguaglianza come motore, la diversità come innovazione.

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I dirit­ti, le liber­tà, la digni­tà e i cor­pi del­le per­so­ne LGBTI+ non sono mer­ce di scam­bio poli­ti­co, stru­men­ti di tat­ti­ci­smi che spes­so guar­da­no ad altre que­stio­ni e han­no tut­t’al­tri obbiettivi.

Non c’è nul­la di con­tro­ver­so nel­la defi­ni­zio­ne di “iden­ti­tà di gene­re” che è già pre­vi­sta nel­le sen­ten­ze inter­na­zio­na­li, nel­le posi­zio­ni del­la CEDU, nel dirit­to euro­peo e — sor­pre­so­na — anche nel dirit­to ita­lia­no. Sem­pre per chia­rez­za, a que­sto aggiun­gia­mo che non è per nul­la oltrag­gio­so nem­me­no inse­ri­re nel DDL l’importanza dell’educazione e del lavo­ro nel­le scuo­le, luo­go da cui è pos­si­bi­le costrui­re una nuo­va socie­tà capa­ce di aprir­si, cono­sce­re e acco­glie­re la diver­si­tà. Nega­re l’a­spet­to del­l’i­den­ti­tà di gene­re e del lavo­ro nel­le scuo­le svuo­ta il sen­so del DDL e signi­fi­ca che non si vuo­le com­pren­de­re che il con­tra­sto all’odio è una bat­ta­glia sistemica. 

L’unica solu­zio­ne pos­si­bi­le è amplia­re gli orga­ni­ci, di giu­di­ci e can­cel­lie­ri, sen­za top­pe mes­se male come gli assi­sten­ti mal paga­ti dell’Ufficio del Giu­di­ce oppu­re il ricor­so siste­ma­ti­co a magi­stra­ti pre­ca­ri, che han­no fun­zio­ni e dove­ri ugua­li ai toga­ti, eccet­to che per com­pen­si e diritti.
Lo ha det­to il Pre­si­den­te del­la Repub­bli­ca, Ser­gio Mat­ta­rel­la: “La vac­ci­na­zio­ne è un dove­re mora­le e civi­co. La liber­tà è con­di­zio­ne irri­nun­cia­bi­le ma chi limi­ta oggi la nostra liber­tà è il virus, non gli stru­men­ti e le rego­le per sconfiggerlo”.
Per il oltre il 5% del­la popo­la­zio­ne ita­lia­na l’accesso a scuo­la, lavo­ro, vita socia­le, affet­ti­vi­tà, ses­sua­li­tà può esse­re pre­clu­so da osta­co­li più o meno con­cre­ti che van­no dal­le bar­rie­re archi­tet­to­ni­che all’inadeguatezza del­le nor­me che, anche quan­do pre­sen­ti spes­so non ven­go­no rispet­ta­te e a quel­lo più insi­dio­so: la discriminazione.
Vede, caro mini­stro, per noi il pun­to fon­da­men­ta­le è pro­prio que­sto: la qua­li­tà del­le inte­se sul cli­ma, ormai, non la fan­no tan­to i con­te­nu­ti quan­to le tem­pi­sti­che per rag­giun­ge­re gli obiettivi.