Otto chilometri di separazione dal Nord Europa. A Como Possibile raccogli beni di prima necessità per i migranti

I migranti in sosta nella città di Como fanno tentativi di varcare quella linea di demarcazione tra due stati, l’Italia che li ha accolti e la Svizzera che sistematicamente li respinge. I Comitati di Possibile di Como e Varese partecipano alla raccolta di beni.

Per la gran par­te dei migran­ti che giun­go­no sul suo­lo ita­lia­no, il nostro pae­se è solo una del­le tan­te tap­pe di un lun­go e peri­co­lo­so viag­gio ini­zia­to mol­to tem­po pri­ma. In mol­ti voglio­no rag­giun­ge­re il Nord del nostro con­ti­nen­te alla ricer­ca di una vita sicu­ra e digni­to­sa, spes­so ras­se­re­na­ta dal ricon­giun­gi­men­to a fami­lia­ri che li han­no preceduti.

Ma la rispo­sta dell’Europa a que­sto flus­so di migran­ti è sta­to ed è la chiu­su­ra di tut­te le fron­tie­re: del Bren­ne­ro ver­so l’Austria, di Ven­ti­mi­glia ver­so la Fran­cia ed ora è la vol­ta di Chias­so ver­so la Svizzera.

Como Migranti EmergenzaOtto sono i chi­lo­me­tri che sepa­ra­no Como, ulti­ma cit­tà ita­lia­na pri­ma del con­fi­ne ita­lo-sviz­ze­ro, da Chias­so, pri­ma cit­tà in ter­ri­to­rio elvetico.

Otto sono i chi­lo­me­tri che dal qual­che tem­po, i migran­ti, per lo più eri­trei ed etio­pi, in sosta nel­la cit­tà di Como per­cor­ro­no nel ten­ta­ti­vo di var­ca­re quel­la linea di demar­ca­zio­ne tra due sta­ti, l’Italia che li ha accol­ti e la Sviz­ze­ra che siste­ma­ti­ca­men­te li respin­ge. Fan­no ten­ta­ti­vi con­ti­nui, la mag­gior par­te del­le vol­te vani, e non resta loro altro che tor­na­re a Como in atte­sa di cono­sce­re il loro desti­no e di ave­re un foglio di via.

Il loro nume­ro varia di gior­no in gior­no: poche set­ti­ma­ne fa era­no 200,  oggi se ne pos­so­no con­ta­re 450. Di que­sti cir­ca la metà sono mino­ri non accom­pa­gna­ti e mol­tis­si­me sono le madri sole con figli.

Per anda­re in loro soc­cor­so, La Cro­ce Ros­sa, la Cari­tas, asso­cia­zio­ni loca­li e par­roc­chie han­no  atti­va­to ser­vi­zi di acco­glien­za, men­se che distri­bui­sco­no pasti e cola­zio­ni ed effet­tua­to rac­col­te di beni di pri­ma neces­si­tà. Nono­stan­te il gran­de e costan­te impe­gno però, fati­ca­no a gesti­re una situa­zio­ne in con­ti­nua evo­lu­zio­ne che si è gua­da­gna­ta anche l’attenzione dei tele­gior­na­li nazio­na­li  ed han­no chie­sto sostegno.

Ecco per­ché qui a Como e Vare­se, ci sia­mo sen­ti­ti in dove­re di rac­co­glie­re l’appello del­la Cro­ce Ros­sa a con­tri­bui­re, for­nen­do cibo e beni di pri­ma neces­si­tà: riso, sca­to­la­me, olio, lat­te, biscot­ti oltre che coper­te, accap­pa­toi, sal­viet­te e pro­dot­ti per l’igiene intima.

Que­sta set­ti­ma­na i nostri Comi­ta­ti si sono pron­ta­men­te mobi­li­ta­ti nell’organizzare pun­ti di rac­col­ta che copris­se­ro l’intera pro­vin­cia, uno più a Nord e l’altro più a Sud e nel dif­fon­de­re sul­la stam­pa loca­le e sui social media, que­sta nostra ini­zia­ti­va per ren­der­la il più frut­tuo­sa possibile.

Ci ha con­for­ta­to la gene­ro­si­tà del­le per­so­ne che han­no dona­to inte­ri sca­to­lo­ni di prov­vi­ste e di chi ha fat­to dona­zio­ni che ci han­no per­mes­so di alle­sti­re un ban­co ali­men­ta­re con cui abbia­mo potu­to acqui­sta­re altri gene­ri alimentari.

Ma quel­lo che ci ha col­pi­to di più non è sta­ta la quan­ti­tà di cibo rac­col­to in così poco tem­po ma la rete di soli­da­rie­tà che si crea in situa­zio­ni come que­sta e rie­sce a dare un  soste­gno con­cre­to ed effi­ca­ce. Il Diret­to­re del­la Cari­tas Rober­to Ber­na­sco­ni  ha dichia­ra­to che “Como ha biso­gno di aiu­to, i volon­ta­ri non basta­no, occor­re che la poli­ti­ca inter­ven­ga a livel­lo nazio­na­le”.

Nel frat­tem­po, aspet­tan­do “la poli­ti­ca nazio­na­le”, nel­la sede del­la Cro­ce Ros­sa, dove abbia­mo con­se­gna­to la nostra rac­col­ta, par­te­ci­pa­va­mo ad un ope­ro­so via vai di per­so­ne che entra­va­no por­tan­do pac­chi e usci­va­no per pren­der­ne altri, di volon­ta­ri che ne spo­sta­va­no alcu­ni per far posto ad altri e altri volon­ta­ri anco­ra che tra­sfe­ri­va­no mate­ria­le su un auto per distri­buir­lo alla men­sa di Sant’Eusebio e alle Par­roc­chie dove sono ospi­ta­ti i migranti. 

Non solo. A col­pir­ci ancor di più è sta­to il fat­to che alcu­ni dei dona­to­ri che abbia­mo incon­tra­to a Como era­no sviz­ze­ri: cit­ta­di­ni del pae­se che respin­ge i migran­ti si sono mobi­li­ta­ti per por­ta­re il loro aiu­to ai migran­ti respinti…

Noi li rin­gra­zia­mo per­ché, così facen­do, non han­no por­ta­to solo cibo ma anche un mes­sag­gio di irri­du­ci­bi­le soli­da­rie­tà che ci sen­tia­mo di condividere.

Non è cer­to una fron­tie­ra, volu­ta da uomi­ni per fer­ma­re altri uomi­ni, a divi­der­ci tra chi è soli­da­le da una par­te e chi non lo vuo­le esse­re dall’altra.

Non è cer­to una fron­tie­ra a far­ci demor­de­re dal nostro osti­na­to inten­to: rima­ne­re uma­ni.

Rin­gra­zia­mo allo­ra tut­ti colo­ro che han­no par­te­ci­pa­to alla rac­col­ta  e ricor­dia­mo che par­te­ci­pa­re è anco­ra pos­si­bi­le facen­do dona­zio­ni a:

Cari­tas
Cre­di­to Valtellinese
IBAN  IT95F0521610900000000005000
Cari­tas dio­ce­sa­na di Como via­le Bat­ti­sti 8 22100 Como
Cau­sa­le “emer­gen­za stazione”

Comi­ta­ti Pos­si­bi­le di Como e Varese

Ph 

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