Noi pochi, noi felici pochi per i molti

Noi non barattiamo la nostra coerenza con un titolo di giornale in più, non facciamo promesse per mantenere noi stessi, non rinunciamo alla nostra felicità che viene esclusivamente dalla possibilità di poter dare al nostro Paese l’opportunità di cambiare veramente.
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Lo sapevamo. Lo sapevamo quando siamo usciti dal PD per primi che saremmo stati pochi. Ma sapevamo che noi pochi saremmo stati felici, perché saremmo stati liberi di inaugurare un nuovo modo di pensare e di fare la politica in Italia. Lo abbiamo fatto.

Lo sapevamo. Sapevamo, quando per primi abbiamo detto che serviva un’alleanza di tutta la sinistra, che sarebbe stato un percorso lungo, complicato e che, purtroppo, avremmo perso qualcuno per strada e però alla fine lo abbiamo fatto.

Ora noi sappiamo che i nostri sforzi e il nostro lavoro hanno senso soltanto se riusciamo a parlare e a coinvolgere i molti che vogliono e che hanno bisogno di un Paese più giusto e meno diseguale. Il nostro impegno ha un senso soltanto se continueremo a pensare e a fare la politica in un modo nuovo e diverso, costringendo anche gli altri a cambiare. Se invece saremo noi a diventare come gli altri, a fare promesse e annunci a effetto, a parlare tra pochi per i pochi, a cedere ai politicismi, a calare candidature dall’alto, allora avremo buttato al vento il lungo lavoro di questi anni e le speranze di chi ha creduto in noi.

Ecco, noi questo non lo faremo mai. Noi non barattiamo la nostra coerenza con un titolo di giornale in più, non facciamo promesse per mantenere noi stessi, non rinunciamo alla nostra felicità che viene esclusivamente dalla possibilità di poter dare al nostro Paese l’opportunità di cambiare veramente.

Marco Tiberi

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