«No alla legge bavaglio», sempre

legge_bavaglio_78301
«Il DDL sulle intercettazioni non ha nulla a che fare con la tutela della riservatezza personale. Vogliono limitare pesantemente la libertà di informazione a tutela degli interessi dei potenti. È un vero e proprio bavaglio, che compromette la capacità investigativa della magistratura e indebolisce le forze dell’ordine nel contrasto alla corruzione e alla criminalità. NO ALLA LEGGE BAVAGLIO, LA DEMOCRAZIA NON VUOLE CENSURE. DIFENDIAMO LA LIBERTA’ DI INFORMAZIONE E LA SICUREZZA».

Potrebbe sembrare la dichiarazione di voto di Pippo Civati di fronte al ddl sul processo penale approvato oggi dalla Camera a trazione renziana e invece… Invece si tratta di uno dei tanti manifesti che il PD affiggeva nell’era berlusconiana per opporsi alla legge bavaglio.

Legge che a Berlusconi non riuscì fino in fondo e che oggi la zelante maggioranza renziana porta a compimento.

È penoso che il dibattito si sia concentrato solo sulle intercettazioni perché il ddl approvato oggi alla Camera contiene numerosi obbrobri giuridici e politici.

Prima di tutto la delega in bianco al Governo di riscrivere parti importanti del codice penale e di procedura penale, su materie, come i diritti fondamentali dei cittadini, le garanzie per le vittime dei reati, la durata del processo, l’esercizio dell’azione penale, che sono di competenza del Parlamento.

E la delega è scritta in modo così pasticciato che potrebbe persino sembrare un gustoso babà giuridico:

“prevedere disposizioni dirette a garantire la riservatezza delle comunicazioni e delle conversazioni telefoniche e telematiche oggetto di intercettazione…” E ancora “prevedere che chiunque diffonda, al fine di recare danno alla reputazione o all’immagine altrui, riprese o registrazioni di conversazioni svolte in sua presenza e fraudolentemente effettuate, è punito con la reclusione fino a 4 anni…”

Ma non esiste già il reato di diffamazione? E allora perché aggiungere questa norma-monstrum? Per dare una lezione a Iene, Striscia la Notizia, Report, eccetera? Per intimidire i giornalisti d’inchiesta?

Non ci piace per niente, tra l’altro, la norma che prevede l’estinzione del reato per condotte riparatorie, perché per come è stata scritta il Giudice può dichiarare estinto il reato anche se la vittima ritiene il risarcimento insufficiente rispetto al danno subito e soprattutto perché gli imputati ricchi potranno liberarsi dai processi penali pagando.

Insomma, legge bavaglio e giustizia classista: il PD si spinge dove il temerario Cavaliere non era riuscito ad arrivare, oltre la Costituzione, là dove regna la legge del più forte, là dove l’albero della democrazia e della libertà perde le foglie e si secca, perché il terreno dove era stato piantato è stato avvelenato.

Per la cronaca (politica, non giudiziaria!), hanno votato contro il M5S, SEL e i deputati di POSSIBILE.

Andrea Maestri – deputato POSSIBILE, membro Commissione Giustizia della Camera

  •  
  •  
  •  
  •  

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.
Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter. Partecipa anche tu!

Iscriviti alla newsletter di Possibile

Please wait

Post Correlati