“L’operazione ‘I conti di Lavagna’ e gli arresti illustri del sindaco Sanguineti e della ex parlamentare Mondello, raccontano e certificano ancora una volta quanto la ‘ndrangheta in Liguria continui a esistere, a corrompere, e di certo ad agire nel settore dei rifiuti”. Lo dichiarano in una nota i parlamentari di Possibile Pippo Civati e Luca Pastorino. “Pesa, forse, anche la continua sottovalutazione del fenomeno da parte dei governi regionali degli ultimi anni con l’attuale governatore Toti che, ancor di più, sembra volere ignorare l’allarme. Negare il problema non è una soluzione: è necessario combattere con tutti gli strumenti politici necessari la pervasività delle mafie anche in una regione come la Liguria, che per anni e’ stata descritta come immune e lontana dagli appetiti delle cosche — aggiungono -. Non è così. Serve una battaglia etica e culturale, prima che politica. La legalità va costruita ogni giorno con un impegno continuo delle istituzioni e dei cittadini. Questo è per noi uno dei punti fondamentali del nostro programma politico” concludono Civati e Pastorino.

Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare
Quello che l’Italia chiede, e che noi dobbiamo saper ascoltare, è un confronto serio sui contenuti, che coinvolga tutte le forze che vogliono costruire un’alternativa al governo Meloni. Un confronto che abbia al centro la Costituzione, che ancora una volta si è rivelata la bussola intorno a cui il Paese sa ritrovarsi. Perché la Costituzione non è solo il testo che abbiamo difeso al referendum, è l’orizzonte di un Paese più giusto che non abbiamo ancora costruito.








