Ministro, il “diritto alla bellezza” si difende con le tutele per chi lavora nei beni culturali

Al ministro che parla di "diritto alla bellezza" anche nella giornata di Natale, si consiglia di cercare di garantirlo tutto il resto dell'anno, dati i costi sempre più alti di ingresso per i musei. E che sarebbe il caso si occupasse dei precari della Cultura, degli appalti al ribasso e dei salari da fame nelle società in appalto.

Nono­stan­te San­giu­lia­no gri­di al suc­ces­so per l’a­per­tu­ra dei Musei a Nata­le, la real­tà rac­con­ta­ta da sin­da­ca­ti e asso­cia­zio­ni come Mi rico­no­sci? è com­ple­ta­men­te diversa.

Per nascon­der­la, il Mini­ste­ro snoc­cio­la i nume­ri degli ingres­si aggre­ga­ti del 25 e del 26, nascon­den­do quel­li del­la sola gior­na­ta di Nata­le. Un insuc­ces­so che ha solo por­ta­to lavo­ra­to­ri con meno tute­le ad esse­re costret­ti a lavo­ra­re in una gior­na­ta nel­la qua­le i col­le­ghi mini­ste­ria­li, che han­no ade­ri­to all’a­per­tu­ra straor­di­na­ria, han­no per­ce­pi­to più di due­cen­to euro.

Al mini­stro che par­la di “dirit­to alla bel­lez­za” anche nel­la gior­na­ta di Nata­le, si con­si­glia di cer­ca­re di garan­tir­lo tut­to il resto del­l’an­no, dati i costi sem­pre più alti di ingres­so per i musei.

E che sareb­be il caso si occu­pas­se dei pre­ca­ri del­la Cul­tu­ra, degli appal­ti al ribas­so e dei sala­ri da fame nel­le socie­tà in appalto.

Oppu­re potreb­be occu­par­si del rin­no­vo del con­trat­to nazio­na­le del com­mer­cio che inte­res­sa tan­ti lavo­ra­to­ri del­la cul­tu­ra e del turi­smo tra cui quel­li del­la socie­tà in hou­se del suo mini­ste­ro, l’ALES.

La stes­sa ALES che pochi gior­ni pri­ma del Nata­le ha tra­sfe­ri­to lavo­ra­to­ri a 100 km di distan­za e non rin­no­va­to dei con­trat­ti a cau­sa del taglio dei fon­di mini­ste­ria­li desti­na­ti alle sovrin­ten­den­ze autonome.

Sareb­be il caso, insom­ma, che si occu­pas­se real­men­te del­la cul­tu­ra e dei suoi lavoratori.

[Degli scio­pe­ri di que­sti mesi e del­le ester­na­liz­za­zio­ni nei beni cul­tu­ra­li ce ne sia­mo occu­pa­ti anche qui].

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popolare.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di italiani.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la società.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto provarci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne possibili. 

Firenze, una cosa è certa: non si è trattato di un errore umano

Nel­l’at­te­sa di rice­ve­re noti­zie chia­re e cir­co­stan­zia­te sul­la dina­mi­ca di quan­to avve­nu­to in via Mari­ti a Firen­ze, una cosa si deve dire: non si è trat­ta­to di un erro­re umano.

E que­sto, nono­stan­te le insi­nua­zio­ni dei tito­li dei gior­na­li, arri­va­te appe­na pas­sa­to lo shock ini­zia­le, è neces­sa­rio dir­lo con chiarezza.

Vertice Italia-Africa: a chi serve?

Lune­dì 29 gen­na­io si è tenu­to a Roma, nell’aula del Sena­to, il ver­ti­ce “Ita­lia-Afri­ca. Un pon­te per una cre­sci­ta comu­ne”, per la pri­ma vol­ta “ele­va­to a ran­go di Ver­ti­ce di Capi di Sta­to e di Gover­no” come ha sot­to­li­nea­to Melo­ni. A chi e a cosa è servito?