Martedì a Milano, per la Costituzione e la Repubblica

Dal lan­cio del­la nostra peti­zio­ne per chie­de­re una mozio­ne di sfi­du­cia nei con­fron­ti di Mat­teo Sal­vi­ni, solo un mese fa, gli even­ti sem­bra­no pre­ci­pi­ta­re in una spi­ra­le da cui è più che mai neces­sa­rio uscire.

Il mini­stro dell’Interno ha pas­sa­to il mese di ago­sto in una con­ti­nua esca­la­tion di ten­sio­ne ver­ba­le e non solo, cul­mi­na­ta nel seque­stro di 177 dispe­ra­ti (tra cui mino­ri e per­so­ne in gra­vi con­di­zio­ni di salu­te) a bor­do del­la nave Diciot­ti del­la Guar­dia Costie­ra italiana.

Una situa­zio­ne di tale lesio­ne dei dirit­ti e del­le con­ven­zio­ni inter­na­zio­na­li, non­ché del­le nostre leg­gi e del­la nostra Costi­tu­zio­ne, che è dovu­ta inter­ve­ni­re la magi­stra­tu­ra, che ha aper­to un’indagine nei suoi confronti.

La rea­zio­ne di Sal­vi­ni, ancor­ché pre­ve­di­bi­le da una figu­ra come la sua, è inqua­li­fi­ca­bi­le per un mini­stro del­la Repub­bli­ca che ha giu­ra­to sul­la Costi­tu­zio­ne. L’attacco fron­ta­le ai magi­stra­ti, le con­ti­nue pro­vo­ca­zio­ni e minac­ce, il sen­tir­si al di sopra del­la leg­ge, sono atteg­gia­men­ti inde­gni che non pos­sia­mo sop­por­ta­re oltre.

Mar­te­dì Sal­vi­ni incon­tre­rà a Mila­no il pri­mo mini­stro unghe­re­se Vik­tor Orbán, espo­nen­te di spic­co dell’estrema destra euro­pea, fau­to­re di uno sti­le di gover­no xeno­fo­bo e auto­ri­ta­rio a cui cer­ta­men­te il nostro mini­stro dell’Interno (ma ormai pre­si­den­te del con­si­glio ombra, vista l’evanescenza del resto del gover­no a comin­cia­re pro­prio da Con­te) si ispira.

È quan­to mai impor­tan­te che chi ha in men­te un’Italia e un’Europa mol­to diver­sa da Sal­vi­ni e Orbán si fac­cia sen­ti­re e vede­re. Per que­sto, come già al por­to di Cata­nia la scor­sa set­ti­ma­na, mar­te­dì 28 alle 17 sare­mo in piaz­za San Babi­la, a Mila­no, per mani­fe­sta­re il nostro dis­sen­so, per la Costi­tu­zio­ne e la Repubblica.

Con noi saran­no in tan­te e tan­ti, da mon­di diver­si, acco­mu­na­ti dal desi­de­rio di far sen­ti­re un’altra voce, fuo­ri dal coro che imper­ver­sa su tut­ti i media nazio­na­li, gior­no dopo giorno.

È fon­da­men­ta­le che chiun­que pos­sa sia pre­sen­te, non lascia­mo loro l’illusione che il pae­se sia tut­to dal­la loro par­te. È la più gran­de di tut­te le loro bugie.

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