L’Italia deporta collettivamente in Egitto e Sudan?

Egitto e Sudan sono paesi in cui il rispetto dei diritti umani non è garantito ed ognuno dei deportati ha diritto alla valutazione individuale della sua domanda di asilo. Né può essere deportato senza essere obbligatoriamente informato circa il diritto di presentare domanda di asilo

Sem­bra che il Mini­ste­ro del­l’In­ter­no abbia pre­di­spo­sto per doma­ni, mer­co­le­dì 24 ago­sto, la depor­ta­zio­ne di migran­ti (tra i qua­li vero­si­mil­men­te nume­ro­si richie­den­ti la pro­te­zio­ne inter­na­zio­na­le) ver­so Khar­toum (Sudan) con sca­lo in Egit­to, con un volo pro­gram­ma­to per le ore 12.45. La noti­zia non è sta­ta né con­fer­ma­ta né smen­ti­ta uffi­cial­men­te. Se fos­se vero, sareb­be­ro ipo­tiz­za­bi­li gra­vis­si­me vio­la­zio­ni di leg­ge ed in par­ti­co­la­re il divie­to di espul­sio­ni /respingimenti (anche dif­fe­ri­ti) col­let­ti­vi (art. 4 del 4^ pro­to­col­lo addi­zio­na­le alla CEDU), non­ché la vio­la­zio­ne del­l’art. 33 del­la Con­ven­zio­ne di Gine­vra del 1951 (prin­ci­pio di non refou­le­ment), del­l’art. 10 com­ma 3 del­la Costi­tu­zio­ne ita­lia­na, degli artt. 2, 13 e 19 com­ma 1 del TU Immigrazione.

Per­ché Egit­to e Sudan sono pae­si in cui il rispet­to dei dirit­ti uma­ni non è garan­ti­to ed ognu­no dei depor­ta­ti ha dirit­to alla valu­ta­zio­ne indi­vi­dua­le del­la sua doman­da di asi­lo. Né può esse­re depor­ta­to sen­za esse­re obbli­ga­to­ria­men­te infor­ma­to cir­ca il dirit­to di pre­sen­ta­re doman­da di asilo.

Vigi­le­re­mo e non esi­te­re­mo a denun­cia­re, sia in sede poli­ti­ca che, ricor­ren­do­ne i pre­sup­po­sti, in sede giu­di­zia­ria i respon­sa­bi­li di una simi­le gra­vis­si­ma con­dot­ta. Chie­dia­mo che il Mini­stro Alfa­no chia­ri­sca imme­dia­ta­men­te i fat­ti e for­ni­sca la pro­va del­la legit­ti­mi­tà del­l’o­pe­ra­zio­ne, se effet­ti­va­men­te programmata.

On. Giu­sep­pe Civa­ti, On. Elly Schlein, On. Andrea Maestri.

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