L’impegno di Possibile per le donne lavoratrici e per la proroga di “Opzione Donna”

La pensione calcolata con il sistema contributivo prevede per le lavoratrici che aderiscono al regime sperimentale Opzione Donna una penalizzazione di circa il 25% a fronte dell’anticipo dell’accesso alla pensione in presenza dei requisiti di età e contribuzione.

La Legge di Stabilità 2016 escludeva dalla sperimentazione le lavoratrici “4T’57/’58” (nate nell’ultimo trimestre) a causa dell’incremento dei 3 mesi dell’aspettativa di vita e introduceva il meccanismo del cosiddetto «contatore» (Art.1, comma 281 della legge 208/2015), in virtù del quale, monitorando le domande, negli anni successivi si sarebbero potuti reimpiegare i fondi risparmiati per estendere la misura alle lavoratrici precedentemente escluse e anche prorogare la sperimentazione al 2018.

Con l’emendamento approvato ieri in Commissione Bilancio, che anche noi di Possibile, presenti con Luca Pastorino, abbiamo votato si viene finalmente incontro alle lavoratrici nate nell’ultimo trimestre del 1957/58 ma si lascia senza risposta una platea enorme di donne, pur a fronte di ingenti risorse risparmiate, che la legge riservava espressamente a questa sperimentazione e quindi alla sua proroga.

Abbiamo subemendato l’emendamento governativo, chiedendo di aggiungere un comma 1 bis del seguente contenuto: “La sperimentazione di cui all’art. 1 comma 9 della legge 243/2014 è proprogata fino al 31 dicembre 2018, con gli stessi requisiti già previsti dalla medesima norma e tenuto conto dell’esito del monitoraggio annuale delle risorse disponibili”.

La maggioranza renziana-alfaniana-verdiniana, sprezzante degli impegni presi (cfr. risposte ad atti di sindacato ispettivo del ministro Padoan e del ministro Poletti sul tema), ha respinto il nostro subemendamento.

A fronte di un quadro giuridico chiaro (la sperimentazione può e deve essere prororgata se c’è copertura) e dei risparmi accertati con il contatore (risorse destinate prioritariamente alla proroga del regime sperimentale) il Governo ha chiuso la porta in faccia proprio alle donne, le prime a subire le disuguaglianze di genere e le storture del sistema previdenziale.

Noi ci siamo battuti fino in fondo, con proposte e atti concreti: continueremo a farlo, a cominciare dalla presentazione di un ordine del giorno con cui la Camera dei Deputati impegna il Governo a valutare ogni possibilità di impiegare le risorse non utilizzate, risultanti dall’attività di monitoraggio prevista dall’Art.1, comma 281 della legge 208/2015, prioritariamente per la prosecuzione del regime sperimentale dell’Opzione Donna, introdotto dalla legge 23 agosto 2004, n.243, Art. 1, comma 9, prevedendo la proroga fino al 31.12.2018 così come auspicato dalla suddetta legge 208/2015.

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