L’impegno di Pastorino: 40 giorni per Genova

Già da oggi biso­gna anche pen­sa­re a cosa fare per la cit­tà. Ser­ve pri­ma di tut­to una leg­ge spe­cia­le per desti­na­re i fon­di neces­sa­ri a sana­re una feri­ta gigan­te­sca”. È il 15 ago­sto, la mat­ti­na di un Fer­ra­go­sto tra­gi­co per l’Italia: le imma­gi­ni del crol­lo del pon­te Moran­di sono scon­vol­gen­ti e i soc­cor­ri­to­ri sono anco­ra alla ricer­ca di soprav­vis­su­ti. Ma, nono­stan­te il dolo­re, da Pos­si­bi­le, con Luca Pasto­ri­no, arri­va la richie­sta a non fer­mar­si: a pen­sa­re al futu­ro di Geno­va. L’appello è segui­to a ruo­ta dall’intero pano­ra­ma poli­ti­co: tut­ti par­la­no di leg­ge spe­cia­le, inter­ven­ti ad hoc per la cit­tà, il gover­no pro­met­te di tut­to. “La magi­stra­tu­ra farà il pro­prio lavo­ro per accer­ta­re le respon­sa­bi­li­tà. Ma è com­pi­to del­la poli­ti­ca prov­ve­de­re al rilan­cio di una cit­tà che al lut­to dolo­ro­sis­si­mo vede som­mar­si un pro­ble­ma mol­to gra­ve per la mobi­li­tà. Anche per que­sto e anco­ra di più è neces­sa­rio il com­ple­ta­men­to del­la mes­sa in sicu­rez­za post allu­vio­ne”, evi­den­zia Pasto­ri­no in quel­le ore concitate.

Il 16 ago­sto l’attenzione resta alta: “Par­lan­do del disa­stro del Pon­te Moran­di è neces­sa­rio par­ti­re dal plau­so ai soc­cor­ri­to­ri e agli uomi­ni che si stan­no impe­gnan­do spa­smo­di­ca­men­te da gior­ni. Ma que­sto è solo il modo per affron­ta­re la pri­ma emer­gen­za: ser­ve subi­to met­te­re in sicu­rez­za la zona, i resi­den­ti e i lavo­ra­to­ri. E poi è neces­sa­ria una ‘leg­ge Geno­va’ con nor­me ad hoc e inter­ven­ti straor­di­na­ri, e di buon­sen­so, per evi­ta­re che la cit­tà muo­ia di traf­fi­co e che i traf­fi­ci di mer­ci muo­ia­no a loro vol­ta con pesan­tis­si­me rica­du­te sul­l’e­co­no­mia del­la cit­tà”, sot­to­li­nea Pastorino.

Il 17 ago­sto il gover­no avvia il cor­po a cor­po con Auto­stra­de per l’Italia. Dal depu­ta­to di Pos­si­bi­le arri­va un invi­to alla con­cre­tez­za: “Trop­pe pole­mi­che stan­no disto­glien­do l’at­ten­zio­ne dal dram­ma uma­no del­le fami­glie col­pi­te da un lut­to e dal gran­de pro­ble­ma per miglia­ia di lavo­ra­to­ri che han­no la sede del­le azien­de pro­prio nei pres­si del pon­te Moran­di. Da par­la­men­ta­re geno­ve­se chie­do, come ho già fat­to nel­le scor­se ore, uno stop alla pro­pa­gan­da”.

Il gior­no dopo, in una con­fe­ren­za dei capi­grup­po infor­ma­le a Geno­va, si sta­bi­li­sce la tem­pi­sti­ca dell’informativa in Par­la­men­to, il 27 ago­sto: “Avrei auspi­ca­to una mag­gio­re cele­ri­tà, pur com­pren­den­do le dif­fi­col­tà tec­ni­che nel repe­ri­men­to di infor­ma­zio­ni. Ma la situa­zio­ne ecce­zio­na­le avreb­be richie­sto un approc­cio ecce­zio­na­le. A que­sto pun­to spe­ro che il gover­no ven­ga in Com­mis­sio­ne il 27 ago­sto con una boz­za di pro­po­ste con­cre­te per Geno­va e non con un sem­pli­ce reso­con­to di quan­to acca­du­to o sol­tan­to con il rias­sun­to del­lo sta­to del con­ten­zio­so con Auto­stra­de”.

Arri­va il fati­di­co 27 ago­sto e il mini­stro del­le Infra­strut­tu­re Toni­nel­li rife­ri­sce in Com­mis­sio­ne a Mon­te­ci­to­rio. Ma “le paro­le di Toni­nel­li  sono un lun­go spot con­tro la socie­tà Auto­stra­de e un’in­vet­ti­va nei con­fron­ti dei pre­ce­den­ti gover­ni. Una rela­zio­ne per­fet­ta per diven­ta­re un post sul blog di Gril­lo” per­den­do “di vista la prio­ri­tà, che resta quel­la di aiu­ta­re Geno­va: dare risor­se e soste­gno affin­ché la cit­tà sal­va­guar­di la pro­pria eco­no­mia e tor­ni al più pre­sto ad ave­re una via­bi­li­tà degna di esse­re chia­ma­ta tale”, spie­ga Pasto­ri­no, che espri­me tut­ta la sua pre­oc­cu­pa­zio­ne, con­fer­ma­ta dagli even­ti dei gior­ni suc­ces­si­vi. Il 4 set­tem­bre, infat­ti, Toni­nel­li si rivol­ge all’Aula Came­ra per il voto del­le riso­lu­zio­ni su Geno­va. “Mi sem­bra di esse­re tor­na­to alla scor­sa set­ti­ma­na. Solo chi vive quo­ti­dia­na­men­te può ave­re con­tez­za del­la situa­zio­ne. Oggi abbia­mo assi­sti­to al rema­ke del­l’au­di­zio­ne del 27 ago­sto”, osser­va il depu­ta­to di Pos­si­bi­le. E ricor­da: “È sta­to annun­cia­to un decre­to, sen­za che sia­no sta­ti indi­ca­ti i tem­pi e i con­te­nu­ti. Lo ave­va­mo chie­sto dopo un gior­no e ne sono pas­sa­ti 22 di gior­ni”.

Nel frat­tem­po Pasto­ri­no è in pri­ma linea: il 7 set­tem­bre incon­tra gli sfol­la­ti nel­la zona ros­sa e le isti­tu­zio­ni sia poli­ti­che che eco­no­mi­che geno­ve­si. Anco­ra una vol­ta giun­ge un invi­to a unir­si: “In un momen­to di gra­ve dif­fi­col­tà per Geno­va e la Ligu­ria mi impe­gno a pro­muo­ve­re da oggi un coor­di­na­men­to di par­la­men­ta­ri ligu­ri, sen­za né sim­bo­li né ban­die­re, ma con la nostra cit­tà nel cuo­re”.

Pas­sa­no, inva­no, altri gior­ni: a un mese dal­la tra­ge­dia il pre­si­den­te del Con­si­glio Con­te arrin­ga i pre­sen­ti, pro­met­ten­do mari e mon­ti. Intan­to il depu­ta­to di Pos­si­bi­le annun­cia, il 17 set­tem­bre, un’interrogazione per chie­de­re l’ampliamento dell’organico dei vigi­li del fuo­co in Ligu­ria e l’aumento del­le risor­se per i mez­zi. Ma nien­te. Fino allo sfo­go di ieri, 24 set­tem­bre: “Il mini­stro Toni­nel­li deve smet­ter­la di fare sfi­la­te a Geno­va e nel­le Aule par­la­men­ta­ri. Non è pen­sa­bi­le che a 40 gior­ni dal crol­lo il gover­no sia impi­glia­to in una bat­ta­glia tut­ta ideo­lo­gi­ca con­tro Auto­stra­de. Come ho det­to dal­l’i­ni­zio quel­la que­stio­ne va esa­mi­na­ta, ma dan­do la prio­ri­tà ai pro­ble­mi del­le per­so­ne. Degli sfol­la­ti ma anche dei lavo­ra­to­ri mes­si a rischio dal­la pre­ca­rie­tà eco­no­mi­ca del­la cit­tà cau­sa­ta dal­la tra­ge­dia del pon­te Moran­di”.

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