Il lavoro è lavoro: un patto per la dignità dei lavoratori culturali

Il 2 feb­bra­io è sta­to pre­sen­ta­to a Roma alla Came­ra dei Depu­ta­ti il Plac – Pat­to per il lavo­ro cul­tu­ra­le, nato dal­la cam­pa­gna “Mi rico­no­sci? Sono un pro­fes­sio­ni­sta dei Beni Cul­tu­ra­li”. La cam­pa­gna è sta­ta lan­cia­ta per man­te­ne­re alta l’at­ten­zio­ne sul­la que­stio­ne del­le pro­fes­sio­ni dei Beni Cul­tu­ra­li, cate­go­ria che spes­so e volen­tie­ri vede il pro­prio lavo­ro sva­lu­ta­to sia dal pun­to di vista con­trat­tua­le, sia da quel­lo del­la per­ce­zio­ne del­la mag­gior par­te del pub­bli­co, com­pre­so quel­lo che fre­quen­ta i beni cul­tu­ra­li.

Ad aumen­ta­re la con­fu­sio­ne e a inde­bo­li­re ulte­rior­men­te la posi­zio­ne dei pro­fes­sio­ni­sti dei Beni Cul­tu­ra­li con­tri­bui­sce l’u­so e abu­so di tiro­ci­ni, sta­ge, lavo­ro volon­ta­rio e pre­sta­zio­ni gra­tui­te a vario tito­lo, di cui ci sia­mo già occu­pa­ti qui.
L’ac­ces­so alle pro­fes­sio­ni, le tipo­lo­gie di con­trat­ti e col­la­bo­ra­zio­ni, la digni­tà del lavo­ro e dei lavo­ra­to­ri – non­ché lo sta­to di salu­te del nostro patri­mo­nio cul­tu­ra­le – sono in gio­co in que­sta par­ti­ta, e il Plac si rivol­ge a tut­ti, dai respon­sa­bi­li di istru­zio­ne e for­ma­zio­ne, ai pro­fes­sio­ni­sti, ai dato­ri di lavo­ro e anche all’o­pi­nio­ne pub­bli­ca, apren­do a tut­ti la pos­si­bi­li­tà di sot­to­scri­ve­re il docu­men­to.
Pos­si­bi­le sot­to­scri­ve il Plac e met­te a dispo­si­zio­ne il pro­prio lavo­ro e i pro­pri rap­pre­sen­tan­ti nel­le isti­tu­zio­ni per­ché le sue linee gui­da ven­ga­no appli­ca­te e le sue indi­ca­zio­ni rece­pi­te dal­la più ampia pla­tea pos­si­bi­le, del set­to­re e oltre.

Qui pote­te infor­mar­vi sul­la cam­pa­gna “Mi rico­no­sci?”  men­tre qui pote­te leg­ge­re e sot­to­scri­ve­re il Plac.

 

 

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Dopo il NO, le idee. Il fronte progressista si unisca sulle cose da fare

Quel­lo che l’I­ta­lia chie­de, e che noi dob­bia­mo saper ascol­ta­re, è un con­fron­to serio sui con­te­nu­ti, che coin­vol­ga tut­te le for­ze che voglio­no costrui­re un’al­ter­na­ti­va al gover­no Melo­ni. Un con­fron­to che abbia al cen­tro la Costi­tu­zio­ne, che anco­ra una vol­ta si è rive­la­ta la bus­so­la intor­no a cui il Pae­se sa ritro­var­si. Per­ché la Costi­tu­zio­ne non è solo il testo che abbia­mo dife­so al refe­ren­dum, è l’o­riz­zon­te di un Pae­se più giu­sto che non abbia­mo anco­ra costrui­to.

Congresso 2024: regolamento congressuale

Il con­gres­so 2024 di Pos­si­bi­le si apre oggi 5 apri­le: dif­fon­dia­mo in alle­ga­to il rego­la­men­to con­gres­sua­le ela­bo­ra­to dal Comi­ta­to Orga­niz­za­ti­vo.

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popo­la­re.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di ita­lia­ni.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la socie­tà.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto pro­var­ci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne pos­si­bi­li.

Petacciato: la terra frana. E anche il nostro futuro

La ria­per­tu­ra del­la fra­na di Petac­cia­to e i con­se­guen­ti disa­gi socia­li, eco­no­mi­ci e ambien­ta­li, insie­me con tut­ti gli epi­so­di estre­mi che si sono veri­fi­ca­ti negli ulti­mi anni, stan­no facen­do tor­na­re a gal­la la vera e neces­sa­ria ope­ra di cui ha vera­men­te biso­gno il nostro pae­se: la mes­sa in sicu­rez­za del ter­ri­to­rio ita­lia­no dal rischio idro­geo­lo­gi­co.

Perché i nostri figli cercano l’ordine nel baratro

Dob­bia­mo resti­tui­re ai ragaz­zi il dirit­to al con­flit­to sano. Han­no un dispe­ra­to biso­gno di lot­ta­re per qual­co­sa di rea­le, di spor­car­si le mani per costrui­re un futu­ro tan­gi­bi­le. Solo così smet­te­ran­no di fare la guer­ra in nome dei fan­ta­smi del pas­sa­to.