Lavoro: Civati, sui voucher serve una discussione urgente

ROMA, 20 MAG – “Faccio un appello a tutte le forze dell’arco Parlamentare per discutere al più presto insieme la vicenda dei voucher e il loro impatto sull’occupazione e sui salari. E’ chiaro, soprattutto dai dati, che questo strumento non risponde in alcun modo agli iniziali proclami e si è trasformato nel tempo in un modo per sottopagare ed erodere i diritti di migliaia di lavoratori, oltre che per eludere il fisco”. Lo dichiara in una nota il deputato di Possibile Pippo Civati.

I dati sui voucher

“Nemmeno l’emersione del lavoro nero – prosegue – trova conferme attraverso l’introduzione dei voucher: i dati Inps presentati in questi giorni parlano di un milione e 380 mila ‘voucheristi’, età media 36 anni, l’85% dei quali guadagna meno di 500 euro al mese. Nel 2015 su 400 mila voucheristi occupati in aziende private, il 26% di questi lavoratori aveva un contratto a tempo indeterminato e full time; il 28% a tempo indeterminato ma part-time; il 46% era giovane e occupato con un contratto a termine. Il 29% del milione e 380 mila dei ‘voucheristi’ censiti dall’Inps era in questa condizione nel 2015. E’ evidente la distorsione che sta portando il voucher a sostituire altri contratti di lavoro anche quando non si è in presenza di lavoro di tipo accessorio regolarizzabile con i buoni.

L’appello di Boeri

Il presidente dell’Inps Tito Boeri – ricorda Civati – ha chiesto che si intervenga in maniera dura contro l’uso fraudolento dei ticket ed è per questo che credo sia necessario aprire immediatamente un confronto: l’effetto combinato della riforma Fornero, del Jobs Act e del dilagare del lavoro accessorio stanno determinando un impatto drammatico anche sul pil e sull’economia. Milioni di nuovi poveri senza diritti e tutele sono il nostro principale problema e la più grande sfida che ci aspetta per cambiare il Paese.

Il superamento della precarietà era nel programma di molte forze politiche elette in questo Parlamento. Questa non può essere la legislatura che consegna al paese un’esplosione della precarietà e dell’incertezza”.

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