La questione del nuovo ospedale di Desenzano è una questione di consumo di suolo

L'intervento al Consiglio Comunale aperto di Desenzano
Edificare un nuovo ospedale dove e come prevede l’attuale amministrazione regionale significa devastare la collina del Monte Croce, significa costruire sopra una falda acquifera che non potrà essere davvero protetta, significa distruggere una delle poche aree di pregio rimaste e soggette a tutela ambientale. E allora all'amministrazione di Desenzano chiediamo se, in nome di meri interessi politici di parte, sia davvero disposta ad assecondare questo progetto.

Come Pos­si­bi­le, sia­mo par­te del Tavo­lo poli­ti­co “Insie­me per l’Ospedale di Desen­za­no” e abbia­mo sot­to­scrit­to il docu­men­to in cui si evi­den­zia­no le mol­te cri­ti­ci­tà con­te­nu­te nel­lo stu­dio di fat­ti­bi­li­tà pro­dot­to da ASST Gar­da.

I moti­vi per cui abbia­mo fat­to nostra la bat­ta­glia con­tro il pro­get­to regio­na­le di costru­zio­ne di un Nuo­vo Ospe­da­le sot­to la col­li­na del Mon­te Cro­ce sono mol­te­pli­ci e sono sta­ti già det­ti e ricor­da­ti da altri.

Voglia­mo però sot­to­li­nea­re qui alcu­ne que­stio­ni in par­ti­co­la­re e rivol­ge­re alcu­ne doman­de a que­sta ammi­ni­stra­zio­ne.

Come la mag­gior par­te degli edi­fi­ci, anche stra­te­gi­ci, di tut­ta Ita­lia,  l’Ospedale di Desen­za­no ha un gra­do di vul­ne­ra­bi­li­tà rispet­to al veri­fi­car­si di even­ti sismi­ci di un cer­to rilie­vo. Dun­que inter­ve­ni­re per ave­re un Ospe­da­le sicu­ro è auspi­ca­bi­le e con­di­vi­si­bi­le.

Regio­ne e Asst dichia­ra­no inol­tre che costrui­re un ospe­da­le com­ple­ta­men­te nuo­vo sareb­be un valo­re aggiun­to, per­ché dote­reb­be il ter­ri­to­rio di una strut­tu­ra rispon­den­te alle esi­gen­ze di una sani­tà moder­na ed effi­cien­te, pre­pa­ra­ta ad affron­ta­re le sfi­de futu­re in tema di salu­te. A dire il vero, non ci pare prio­ri­ta­rio inve­sti­re su un edi­fi­cio all’a­van­guar­dia quan­do non si rie­sce a garan­ti­re nem­me­no un livel­lo basi­la­re di assi­sten­za e di cura, ma non ci adden­tria­mo in que­sto argo­men­to che altri han­no affron­ta­to anche in sedi diver­se da que­sta.

Ciò che soprat­tut­to voglia­mo evi­den­zia­re è che il  pro­get­to regio­na­le sem­bra non voler tene­re mini­ma­men­te con­to del pro­ble­ma del con­su­mo di suo­lo che aggra­va la fra­gi­li­tà idro­geo­lo­gi­ca del nostro ter­ri­to­rio.

Il 29% del suo­lo del comu­ne di Desen­za­no è cemen­ti­fi­ca­to e le ana­li­si dei pia­ni di gover­no del ter­ri­to­rio dimo­stra­no che anche negli ulti­mi anni non c’è sta­ta alcu­na inver­sio­ne di ten­den­za.

Tra il 2006 e il 2022 il con­su­mo di suo­lo è incre­men­ta­to del 6,5% nei comu­ni del Gar­da e la per­di­ta risul­ta in gran par­te con­cen­tra­ta in due comu­ni, Desen­za­no e Lona­to, che da soli rap­pre­sen­ta­no il 71% del consumo/incremento  tota­le.

Nel 2021, il comu­ne di Desen­za­no è risul­ta­to al set­ti­mo posto in Ita­lia fra i comu­ni che han­no con­su­ma­to più suo­lo. La poten­zia­le espan­sio­ne su aree libe­re è qua­si il tri­plo di quel­la che mira a riu­ti­liz­za­re super­fi­ci già urba­niz­za­te. Secon­do una ricer­ca del Poli­tec­ni­co il ter­ri­to­rio del Bas­so Gar­da è sta­to reso sem­pre più  fra­gi­le dal­le costan­ti pres­sio­ni antro­pi­che come si riscon­tra dal­la regi­stra­zio­ne di epi­so­di sem­pre più fre­quen­ti di dis­se­sto idro­geo­lo­gi­co.

L’espansione urba­na e le sue tra­sfor­ma­zio­ni ren­do­no il suo­lo imper­mea­bi­le con aumen­to degli alla­ga­men­ti, onda­te di calo­re, per­di­ta di aree ver­di, di bio­di­ver­si­tà e dei ser­vi­zi eco­si­ste­mi­ci, con un gra­ve dan­no anche dal pun­to di vista eco­no­mi­co.

Sui ter­re­ni imper­mea­bi­liz­za­ti, la piog­gia non rica­ri­ca più le fal­de e aumen­ta la peri­co­lo­si­tà idrau­li­ca del ter­ri­to­rio.

Edi­fi­ca­re un nuo­vo ospe­da­le dove e come pre­ve­de l’attuale ammi­ni­stra­zio­ne regio­na­le signi­fi­ca deva­sta­re la col­li­na del Mon­te Cro­ce, signi­fi­ca costrui­re sopra una fal­da acqui­fe­ra che non potrà esse­re dav­ve­ro pro­tet­ta, signi­fi­ca distrug­ge­re una del­le poche aree di pre­gio rima­ste e sog­get­te a tute­la ambien­ta­le.

E allo­ra a que­sta ammi­ni­stra­zio­ne chie­dia­mo se, in nome di meri inte­res­si poli­ti­ci di par­te, sia dav­ve­ro dispo­sta ad asse­con­da­re que­sto pro­get­to o non voglia piut­to­sto chie­de­re con deter­mi­na­zio­ne che ven­ga­no appro­fon­di­te le alter­na­ti­ve per la ristrut­tu­ra­zio­ne dell’ospedale esi­sten­te e, in caso si valu­ti la costru­zio­ne di una nuo­va strut­tu­ra, indi­vi­dui un’area già urba­niz­za­ta a zero impat­to per l’am­bien­te. 

Chie­dia­mo a que­sta ammi­ni­stra­zio­ne di defi­nir­si in modo chia­ro e ine­qui­vo­ca­bi­le, e cioè se inten­da o meno modi­fi­ca­re il Pia­no di Gover­no del Ter­ri­to­rio al fine scel­le­ra­to di libe­ra­re l’area sot­to il mon­te Cro­ce dai vin­co­li che la tute­la­no e con­sen­ti­re così l’enne­si­ma vio­la­zio­ne di un ter­ri­to­rio già com­pro­mes­so.

A mar­gi­ne, un’ultima con­si­de­ra­zio­ne: l’area su cui sor­ge l’Ospedale è sta­ta acqui­si­ta gra­zie a un lasci­to testa­men­ta­rio che ha mes­so un bene immo­bi­le al ser­vi­zio del­la comu­ni­tà per desti­nar­lo alla cura dei cit­ta­di­ni.

Se il pro­get­to regio­na­le sarà attua­to, il nostro Ospe­da­le dovrà neces­sa­ria­men­te esse­re dismes­so e dovrà esse­re modi­fi­ca­ta la sua desti­na­zio­ne d’uso.

Come inten­de com­por­tar­si l’amministrazione su que­sto? Chi potrà e vor­rà finan­zia­re gli inter­ven­ti neces­sa­ri per tra­sfor­ma­re l’ospedale e con qua­le fina­li­tà? Ver­rà sal­va­guar­da­to l’interesse di tut­ti o pri­vi­le­gia­to il van­tag­gio di pochi? 

____

Inter­ven­to di Ema­nue­la Rosi­na (Pos­si­bi­le Bre­scia) al Con­si­glio Comu­na­le Aper­to di Desen­za­no

 

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Congresso 2024: regolamento congressuale

Il con­gres­so 2024 di Pos­si­bi­le si apre oggi 5 apri­le: dif­fon­dia­mo in alle­ga­to il rego­la­men­to con­gres­sua­le ela­bo­ra­to dal Comi­ta­to Orga­niz­za­ti­vo.

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popo­la­re.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di ita­lia­ni.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la socie­tà.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto pro­var­ci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne pos­si­bi­li.

Stop Bannon: la Certosa di Trisulti torna al centro della vicenda giudiziaria e politica

Ste­ve Ban­non, ex con­si­glie­re di Donald Trump e oggi uno dei prin­ci­pa­li rife­ri­men­ti poli­ti­ci e ideo­lo­gi­ci del mon­do MAGA, tor­na a met­te­re le mani sul­la Cer­to­sa di Tri­sul­ti. Noi di Pos­si­bi­le con­ti­nue­re­mo a sta­re da una par­te sola. Dal­la par­te dei beni comu­ni, del­la demo­cra­zia, del­la par­te­ci­pa­zio­ne e dei ter­ri­to­ri. Dal­la par­te di chi difen­de Tri­sul­ti come luo­go di cul­tu­ra, spi­ri­tua­li­tà e aper­tu­ra, con­tro ogni ten­ta­ti­vo di tra­sfor­mar­la in un labo­ra­to­rio dell’odio, del nazio­na­li­smo e dell’esclusione.

La legge elettorale che vuole Meloni è uno schiaffo al principio di rappresentanza

Men­tre il cen­tro­de­stra si sen­te legit­ti­ma­to e recu­pe­ra­re nor­me auto­ri­ta­rie e di chia­ra ere­di­tà fasci­sta, come i listo­ni bloc­ca­ti per chi avrà il pre­mio di mag­gio­ran­za, tut­to nel nome di una ipo­te­ti­ca “sta­bi­li­tà”, l’I­ta­lia avreb­be biso­gno di una rifor­ma demo­cra­ti­ca e par­te­ci­pa­ti­va, in cui le per­so­ne pos­sa­no real­men­te sce­glie­re e non sem­pli­ce­men­te appro­va­re una scel­ta cala­ta dal­l’al­to.

Banchetto per My Voice My Choice a Udine con Raffaella Barbieri e Arianna Facchini

My Voice My Choice: dalla Commissione Europea un passo in avanti importante

My Voi­ce My Choi­ce: dal­la Com­mis­sio­ne Euro­pea un pas­so in avan­ti impor­tan­te. Con­ti­nue­re­mo a lavo­ra­re affin­ché que­sto avan­za­men­to si tra­du­ca in poli­ti­che con­cre­te capa­ci di ridur­re le disu­gua­glian­ze ter­ri­to­ria­li, garan­ti­re ser­vi­zi real­men­te acces­si­bi­li e raf­for­za­re una cul­tu­ra euro­pea dei dirit­ti che met­ta al cen­tro la salu­te, la digni­tà e la liber­tà del­le per­so­ne.