Intimidazione vicesindaco Riace: Brignone, intollerabile

La mia solidarietà e quella di Possibile al vicesindaco di Riace Maurizio Cimino vittima di intimidazioni criminali assolutamente intollerabili. Lo afferma in una nota la deputata di Possibile Beatrice Brignone.

RIACE (RC), 24 MAG — “La mia soli­da­rie­tà e quel­la di Pos­si­bi­le al vice­sin­da­co di Ria­ce Mau­ri­zio Cimi­no vit­ti­ma di inti­mi­da­zio­ni cri­mi­na­li asso­lu­ta­men­te intol­le­ra­bi­li”. Lo affer­ma in una nota la depu­ta­ta di Pos­si­bi­le Bea­tri­ce Bri­gno­ne.

“Il 13 mag­gio — pro­se­gue — ho visi­ta­to Ria­ce e ho par­la­to a lun­go con il sin­da­co Mim­mo Luca­no: l’e­spe­rien­za del Pae­se del­l’ac­co­glien­za deve anda­re avan­ti e gli ammi­ni­stra­to­ri che han­no per­mes­so que­sto pic­co­lo mira­co­lo del­l’in­te­gra­zio­ne devo­no ave­re il soste­gno di tut­te le for­ze demo­cra­ti­che e del­le isti­tu­zio­ni. Mi augu­ro che gli inqui­ren­ti fac­cia­no al più pre­sto luce sul­l’ac­ca­du­to e che le inti­mi­da­zio­ni e le minac­ce, che negli anni scor­si han­no col­pi­to anche il sin­da­co Luca­no, ces­si­no immediatamente.

In un con­te­sto ad altis­si­ma den­si­tà mafio­sa una real­tà come quel­la di Ria­ce può dar fasti­dio a chi con­ti­nua a fare affa­ri anche sugli immi­gra­ti e sul loro sfrut­ta­men­to. È per que­sto che anco­ra di più dob­bia­mo far­ci sen­ti­re vici­ni a un’am­mi­ni­stra­zio­ne che può e deve diven­ta­re modello”.

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popolare.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di italiani.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la società.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto provarci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne possibili. 

Nature Restoration Law: stavolta ha vinto la Terra!

È un momen­to sto­ri­co: oggi l’Europa ren­de leg­ge il ripri­sti­no del­la natu­ra, e defi­ni­sce la dire­zio­ne che il nostro con­ti­nen­te segui­rà per ridar­le spa­zio. La que­stio­ne non è edo­ni­sti­ca, e nem­me­no intel­let­tua­le: si trat­ta di per­met­te­re che gli eco­si­ste­mi, come i fiu­mi o le zone umi­de, ter­re col­ti­va­te e fore­ste, tor­ni­no gra­dual­men­te in una con­di­zio­ne di equi­li­brio per con­ti­nua­re a tra­sfor­ma­re la mate­ria, per ren­de­re, cioè, la bio­sfe­ra vivi­bi­le anche per noi.

Firenze, una cosa è certa: non si è trattato di un errore umano

Nel­l’at­te­sa di rice­ve­re noti­zie chia­re e cir­co­stan­zia­te sul­la dina­mi­ca di quan­to avve­nu­to in via Mari­ti a Firen­ze, una cosa si deve dire: non si è trat­ta­to di un erro­re umano.

E que­sto, nono­stan­te le insi­nua­zio­ni dei tito­li dei gior­na­li, arri­va­te appe­na pas­sa­to lo shock ini­zia­le, è neces­sa­rio dir­lo con chiarezza.