Diritti umani dimezzati per i richiedenti asilo

Stiamo assistendo, nella canicola agosta, a una pagina nera, nerissima: altro non è che apartheid giudiziaria che disvela, se ce ne fosse ancora bisogno, il grande bluff del governo sul tema dell'immigrazione e dei diritti umani.

In que­sti tem­pi tra­va­glia­ti di eso­di bibli­ci, di migra­zio­ni dolo­ro­se, di fughe da guer­re e con­di­zio­ni di pover­tà estre­ma Andrea Orlan­do, mini­stro del­la Giu­sti­zia con por­ta­fo­glio ma sen­za lau­rea, annun­cia un decre­to leg­ge che can­cel­la l’ap­pel­lo per i richie­den­ti asi­lo. Lo fa, non a caso, nel bel mez­zo del­la cani­co­la esti­va, a caval­lo di fer­ra­go­sto, quan­do si pre­su­me che il popo­lo non se ne accor­ga.

D’o­ra in poi, il richie­den­te la pro­te­zio­ne inter­na­zio­na­le che doves­se veder­si respin­ta la doman­da, non potrà più appel­la­re la sen­ten­za di pri­mo gra­do che gli nega l’a­si­lo: dopo il dinie­go del­la Com­mis­sio­ne Ter­ri­to­ria­le (deci­sio­ne ammi­ni­stra­ti­va), il giu­di­ce potrà pre­sen­ta­re ricor­so solo in pri­mo ed uni­co gra­do e in caso di riget­to del ricor­so il migran­te sarà espul­so dal ter­ri­to­rio nazio­na­le.

Ma sic­co­me toglie­re un gra­do di giu­di­zio in mate­ria di dirit­ti fon­da­men­ta­li del­la per­so­na uma­na sem­bra­va trop­po poco, per chia­ri­re meglio che ai migran­ti è riser­va­ta una giu­sti­zia di “serie b”, l’Or­lan­do furio­so si è acca­ni­to anche con­tro il prin­ci­pio — sacro — del con­trad­dit­to­rio: il ricor­ren­te non sarà ascol­ta­to dal giu­di­ce che deve deci­de­re il suo caso, non ci sarà più alcu­na udien­za, per­ché il giu­di­ce potrà acqui­si­re nien­te­po­po­di­me­no­ché la video­re­gi­stra­zio­ne del­l’au­di­zio­ne svol­ta dal richie­den­te asi­lo davan­ti alla Com­mis­sio­ne.

Si trat­ta di una pagi­na nera, neris­si­ma: altro non è che apar­theid giu­di­zia­ria che disve­la, se ce ne fos­se anco­ra biso­gno, il gran­de bluff del gover­no sul tema del­l’im­mi­gra­zio­ne e dei dirit­ti uma­ni.

Infat­ti, nono­stan­te i tweet e le sli­des, la leg­ge sul­la cit­ta­di­nan­za (il cosid­det­to ius soli, mol­to ma mol­to tem­pe­ra­to, per­ché lega il dirit­to alla cit­ta­di­nan­za dei figli di migran­ti stra­nie­ri nati in Ita­lia al per­mes­so di sog­gior­no di lun­go perio­do dei geni­to­ri e quin­di alla loro capa­ci­tà di red­di­to), dopo la roboan­te appro­va­zio­ne alla Came­ra, gia­ce tri­ste­men­te in qual­che oscu­ro andi­to del Sena­to: pri­ma che diven­ti un museo o un dopo­la­vo­ro per con­si­glie­ri regio­na­li o sin­da­ci con tan­to tem­po libe­ro, spe­ria­mo che la sal­ma del pro­get­to di leg­ge ven­ga rie­su­ma­ta.

Per non par­la­re del bonus cul­tu­ra da 500 euro riser­va­to dal Gover­no ai neo­di­ciot­ten­ni ita­lia­ni (con una discri­mi­na­zio­ne irra­gio­ne­vo­le e odio­sa, tan­to più se dove­va ser­vi­re a com­bat­te­re il radi­ca­li­smo e l’in­te­gra­li­smo con la cul­tu­ra) ed este­so ai ragaz­zi di ori­gi­ne stra­nie­ra solo dopo la denun­cia nostra, del­le asso­cia­zio­ni e per­si­no del­la CEI.

Per esse­re, come sem­pre, coe­ren­ti nel pen­sie­ro e mol­to con­cre­ti nel­l’a­zio­ne poli­ti­ca, assu­me­re­mo, nel­l’or­di­ne, le seguen­ti ini­zia­ti­ve:

  1. pre­giu­di­zia­le di costi­tu­zio­na­li­tà;
  2. mozio­ne di sfi­du­cia al Mini­stro;
  3. ostru­zio­ni­smo par­la­men­ta­re a oltran­za;
  4. emen­da­men­ti;
  5. pro­po­sta di leg­ge alter­na­ti­va.

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