Decreto Salvini: l’infame decisione di eliminare la protezione umanitaria

Possibile svolgerà un esame analitico del provvedimento appena sarà reso pubblico ma sin da ora intendiamo denunciare, con tutte le nostre forze e con tutta la forza della nostra indignazione, l'annunciata abolizione della protezione umanitaria.

[vc_row][vc_column][vc_column_text]E così, dopo il decre­to immi­gra­zio­ne Min­ni­ti — Orlan­do che ha can­cel­la­to un gra­do di giu­di­zio (l’ap­pel­lo) per i richie­den­ti asi­lo dinie­ga­ti, intro­du­cen­do un regi­me pro­ces­sua­le di apar­theid, lune­dì assi­ste­re­mo al varo del decre­to immi­gra­zio­ne Sal­vi­ni – Bona­fe­de, che com­ple­te­rà l’o­pe­ra di demo­li­zio­ne del siste­ma di pro­te­zio­ne dei rifu­gia­ti nel nostro pae­se.

Pos­si­bi­le svol­ge­rà un esa­me ana­li­ti­co del prov­ve­di­men­to appe­na sarà reso pub­bli­co ma sin da ora inten­dia­mo denun­cia­re, con tut­te le nostre for­ze e con tut­ta la for­za del­la nostra indi­gna­zio­ne, l’an­nun­cia­ta abo­li­zio­ne del­la pro­te­zio­ne uma­ni­ta­ria.

Cosa acca­de­va fino ad oggi?

Acca­de­va che un richie­den­te pro­te­zio­ne inter­na­zio­na­le che non aves­se i requi­si­ti per il rico­no­sci­men­to del­lo sta­tus di rifu­gia­to ai sen­si del­la Con­ven­zio­ne di Gine­vra del 1951 (fon­da­to timo­re di una per­se­cu­zio­ne per­so­na­le e diret­ta) o per il rico­no­sci­men­to del­la pro­te­zio­ne sus­si­dia­ria (fon­da­ti moti­vi per rite­ne­re che se ritor­nas­se nel pae­se d’o­ri­gi­ne cor­re­reb­be un rischio effet­ti­vo di subi­re un dan­no gra­ve), potes­se comun­que rice­ve­re la pro­te­zio­ne uma­ni­ta­ria (art. 32 del Decre­to Pro­ce­du­re 25/2008 che rece­pi­sce la Diret­ti­va 2005/85/CE – art. 5 com­ma 6 Testo Uni­co Immigrazione).

Che cos’è que­sta pro­te­zio­ne umanitaria?

E’ una for­ma di pro­te­zio­ne resi­dua­le cui cor­ri­spon­de il rila­scio di un per­mes­so di sog­gior­no tem­po­ra­neo (nor­mal­men­te del­la dura­ta di 1 anno, rin­no­va­bi­le), quan­do ricor­ra­no seri moti­vi, in par­ti­co­la­re di carat­te­re uma­ni­ta­rio o risul­tan­ti da obbli­ghi costi­tu­zio­na­li o inter­na­zio­na­li del­lo sta­to ita­lia­no.

Una simi­le for­ma di pro­te­zio­ne con­sen­te al cit­ta­di­no stra­nie­ro di inte­grar­si, di affran­car­si da con­di­zio­ni di sfrut­ta­men­to o peri­co­lo lega­te alla sua con­di­zio­ne di fra­gi­li­tà e ricat­ta­bi­li­tà (in Ita­lia è anco­ra vigen­te l’i­nu­ti­le e dan­no­so rea­to di immi­gra­zio­ne clan­de­sti­na, art. 10 bis TU Immi­gra­zio­ne, con­si­de­ra­to anche dal­la magi­stra­tu­ra anti­ma­fia un fre­no per l’ac­cer­ta­men­to di rea­ti ben più gra­vi come la trat­ta di esse­ri uma­ni, la ridu­zio­ne in schia­vi­tù, lo sfrut­ta­men­to del­l’im­mi­gra­zio­ne irre­go­la­re), di svol­ge­re atti­vi­tà lavo­ra­ti­va, di ave­re acces­so ai ser­vi­zi pub­bli­ci in con­di­zio­ni di pari­tà e non discriminazione.

Insom­ma, un inve­sti­men­to in tra­spa­ren­za, sicu­rez­za e lega­li­tà.

La sua can­cel­la­zio­ne, stan­te la dif­fi­col­tà di veder­si rico­no­sciu­to – dati i limi­ti strin­gen­ti del­la nor­ma­ti­va – una for­ma di pro­te­zio­ne più pie­na e sta­bi­le, com­por­te­rà che miglia­ia di per­so­ne di ori­gi­ne stra­nie­ra, già pre­sen­ti sul ter­ri­to­rio nazio­na­le e di cui è impos­si­bi­le imma­gi­na­re l’e­spul­sio­ne, saran­no costret­te a ripiom­ba­re nel lim­bo del­la irre­go­la­ri­tà, tor­nan­do ad esse­re sog­get­ti emar­gi­na­ti, facil­men­te ricat­ta­bi­li e da sfrut­ta­re come mano­do­pe­ra da par­te dei capo­ra­li, dei dato­ri di lavo­ro sen­za scru­po­li e del­la cri­mi­na­li­tà organizzata.

Insom­ma, un inve­sti­men­to in clan­de­sti­ni­tà, insi­cu­rez­za e ille­ga­li­tà: del resto, biso­gne­rà pure ali­men­ta­re con nuo­vo car­bu­ran­te il fuo­co del­le pau­re col­let­ti­ve da cui si spri­gio­na il fumo del popu­li­smo (fin­ta­men­te) securitario!

Secon­do il Sole 24 Ore (Gagliar­di, 10/4/2018), “Lo scor­so anno [2017, ndr], su un tota­le defi­ni­ti­vo di 81.527 doman­de esa­mi­na­te, la pro­te­zio­ne uma­ni­ta­ria è sta­ta rico­no­sciu­ta a 20.166 richie­den­ti asi­lo (il 25% del tota­le dei richie­den­ti asi­lo). Cir­ca 47mila istan­ze (ossia il 58%) sono sta­te respin­te. In 6.827 casi è sta­to con­ces­so lo sta­tus di rifu­gia­to e in altri 6.880 (sem­pre 8%) la pro­te­zio­ne sus­si­dia­ria. I dati del 2016 sul­la pro­te­zio­ne uma­ni­ta­ria era­no sta­ti anco­ra più con­te­nu­ti. I per­mes­si di sog­gior­no era­no sta­ti 18.979 (21% del tota­le).

L’im­pat­to sarà, dun­que, devastante.

Ma a noi inte­res­sa squar­cia­re il velo anche sul­la con­di­zio­ne uma­na di chi oggi può con­ta­re sul­la pro­te­zio­ne uma­ni­ta­ria e doma­ni si ritro­ve­rà di nuo­vo ai margini.

Sot­to, pote­te vede­re come una Com­mis­sio­ne Ter­ri­to­ria­le per il Rico­no­sci­men­to del­la Pro­te­zio­ne Inter­na­zio­na­le fino ad oggi moti­va­va una sua deci­sio­ne di rico­no­sci­men­to del­la pro­te­zio­ne uma­ni­ta­ria a favo­re, per esem­pio, di una gio­va­nis­si­ma ragaz­za nige­ria­na vit­ti­ma di trat­ta e sfrut­ta­men­to ses­sua­le, abu­sa­ta e tor­tu­ra­ta in Libia e costret­ta a pro­sti­tuir­si anche al suo arri­vo in Italia.


Qui, lo stral­cio di una peri­zia medi­co-lega­le che accer­ta la pre­sen­za di esi­ti cica­tri­zia­li cuta­nei e sot­to­cu­ta­nei com­pa­ti­bi­li con ustio­ni cagio­na­te da ter­zi per spe­gni­men­to di siga­ret­te sul cor­po, con feri­te lace­ro-con­tu­se e da taglio.

Ecco, da doma­ni, l’I­ta­lia sarà un pae­se più inci­vi­le e disu­ma­no, per­ché a que­ste don­ne sarà più dif­fi­ci­le dare aiu­to e protezione.

Alla fac­cia del­la Costi­tu­zio­ne, che all’art. 2 rico­no­sce e garan­ti­sce i dirit­ti invio­la­bi­li del­l’uo­mo e richie­de l’a­dem­pi­men­to dei dove­ri inde­ro­ga­bi­li di soli­da­rie­tà e all’art. 10 san­ci­sce il dirit­to di asi­lo per lo stra­nie­ro, al qua­le sia impe­di­to nel suo pae­se l’ef­fet­ti­vo eser­ci­zio del­le liber­tà demo­cra­ti­che garan­ti­te dal­la Costi­tu­zio­ne ita­lia­na e del­la Dichia­ra­zio­ne Uni­ver­sa­le dei dirit­ti del­l’uo­mo che all’art. 13 pro­cla­ma un prin­ci­pio tan­to solen­ne quan­to sem­pli­ce: Ogni indi­vi­duo ha dirit­to alla liber­tà di movi­men­to e di resi­den­za entro i con­fi­ni di ogni Sta­to. Ogni indi­vi­duo ha dirit­to di lascia­re qual­sia­si pae­se, inclu­so il pro­prio, e di ritor­na­re nel pro­prio paese.

Andrea Mae­stri

avvo­ca­to immigrazionista

segre­te­ria nazio­na­le di Possibile[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popolare.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di italiani.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la società.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto provarci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne possibili. 

Firenze, una cosa è certa: non si è trattato di un errore umano

Nel­l’at­te­sa di rice­ve­re noti­zie chia­re e cir­co­stan­zia­te sul­la dina­mi­ca di quan­to avve­nu­to in via Mari­ti a Firen­ze, una cosa si deve dire: non si è trat­ta­to di un erro­re umano.

E que­sto, nono­stan­te le insi­nua­zio­ni dei tito­li dei gior­na­li, arri­va­te appe­na pas­sa­to lo shock ini­zia­le, è neces­sa­rio dir­lo con chiarezza.

Vertice Italia-Africa: a chi serve?

Lune­dì 29 gen­na­io si è tenu­to a Roma, nell’aula del Sena­to, il ver­ti­ce “Ita­lia-Afri­ca. Un pon­te per una cre­sci­ta comu­ne”, per la pri­ma vol­ta “ele­va­to a ran­go di Ver­ti­ce di Capi di Sta­to e di Gover­no” come ha sot­to­li­nea­to Melo­ni. A chi e a cosa è servito?