Cose di futuro con case già presenti

Il prossimo sabato 13 maggio a Firenze assieme ad Andrea Maestri presenteremo a un ampio arco istituzionale le nostre proposte sul diritto all'abitare.

[vc_row][vc_column][vc_column_text css=”.vc_custom_1494419345679{margin-top: 20px !important;}”][/vc_column_text][vc_column_text]Nel nostro viag­gio attra­ver­so le miglio­ri intel­li­gen­ze ed idee dell’Italia, per cui voglia­mo con­tri­bui­re a costrui­re #gior­ni­mi­glio­ri, una tap­pa fon­da­men­ta­le – che poi è quel­la da cui par­te ogni viag­gio – è quel­la del­la casa.

È ormai da tem­po che abbia­mo aper­to un cana­le per con­fron­tar­ci non su for­mu­le asfit­ti­che e astrat­te ma sul­le ‘cose’, in que­sto caso le ‘case’, con sog­get­ti indi­pen­den­ti e com­pe­ten­ti come l’Unione Inqui­li­ni. Cose come leg­gi da intro­dur­re e, in alcu­ni casi, anche leg­gi già vigen­ti eppur inap­pli­ca­te da attua­re come da spi­ri­to che ci ha mos­so a tute­la del­la Costi­tu­zio­ne pri­ma e ad ela­bo­ra­zio­ne del­la Costi­tuen­te poi, che ora divie­ne mobi­le.

Men­tre dun­que ci muo­via­mo in tal sol­co lavo­ran­do alla co-ela­bo­ra­zio­ne di idee più eque, giu­ste, inno­va­ti­ve per decli­na­re e difen­de­re il dirit­to dell’abitare, alla Costi­tuen­te del­le Idee del­lo scor­so feb­bra­io abbia­mo – pri­ma occa­sio­ne pub­bli­ca in Ita­lia in cui si sia fat­to – illu­stra­ta una pos­si­bi­li­tà che la leg­ge, dimen­ti­ca­ta, dal 2014 già offre per il recu­pe­ro e riu­so di immo­bi­li abban­do­na­ti e inu­ti­liz­za­ti.

Ad appe­na 48 ore dal­la nostra pre­sen­ta­zio­ne al panel costi­tuen­te “Tut­ti a Casa”, il Diret­to­re del­l’A­gen­zia del Dema­nio nazio­na­le ha con­fer­ma­ta la bon­tà del nostro rin­ve­ni­men­to e da quel momen­to ci sia­mo mes­si al lavo­ro su quel­la che può senz’altro esse­re una cam­pa­gna straor­di­na­ria­men­te impat­tan­te nel Pae­se rea­le, nel­la vita vera, nel­la car­ne viva del­le per­so­ne che non han­no un tet­to, ma ne han­no dirit­to. Cose di futu­ro con case già presenti.

Tap­pa impor­tan­te dove potre­mo met­te­re a fuo­co que­sta pro­spet­ti­va sarà il pros­si­mo saba­to 13 mag­gio a Firen­ze, dove assie­me ad Andrea Mae­stri pre­sen­te­re­mo a un ampio arco isti­tu­zio­na­le (che oltre alle for­ze socia­li com­pren­de­rà tan­to il Gover­no quan­to mag­gio­ran­za e oppo­si­zio­ne) que­sta pos­si­bi­li­tà cui inten­dia­mo dare attua­zio­ne, nell’ambito di un work­shop orga­niz­za­to dall’Unione Inqui­li­ni nazio­na­le.

Sarà appun­ta­men­to pre­zio­so per pro­se­gui­re nel nostro viag­gio per costrui­re una pro­po­sta abi­ta­ti­va pos­si­bi­le per sen­tir­ci più a casa, tut­ti, in un Pae­se che sia quan­to più nostro e in comu­ne, acco­glien­te ed equo.

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

AIUTACI a scrivere altri articoli come quello che hai appena letto con una donazione e con il 2x1000 nella dichiarazione dei redditi aggiungendo il codice S36 nell'apposito riquadro dedicato ai partiti politici.

Se ancora non la ricevi, puoi registrarti alla nostra newsletter.
Partecipa anche tu!

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Il salario. Minimo, indispensabile. Una proposta di legge possibile.

Già nel 2018 Pos­si­bi­le ha pre­sen­ta­to una pro­po­sta di leg­ge sul sala­rio mini­mo. In quel­la pro­po­sta, l’introduzione di un sala­rio mini­mo lega­le, che rico­no­sces­se ai mini­mi tabel­la­ri un valo­re lega­le erga omnes quan­do que­sti fos­se­ro al di sopra del­la soglia sta­bi­li­ta, for­ni­va una inno­va­ti­va inter­pre­ta­zio­ne del­lo stru­men­to, sino a quel tem­po bloc­ca­to dal timo­re di ero­de­re pote­re con­trat­tua­le ai sin­da­ca­ti. Il testo del 2018 è sta­to riscrit­to e miglio­ra­to in alcu­ni dispo­si­ti­vi ed è pron­to per diven­ta­re una pro­po­sta di leg­ge di ini­zia­ti­va popolare.

500.000 firme per la cannabis: la politica si è piantata? Noi siamo per piantarla e mobilitarci.

500.000 fir­me per toglie­re risor­se e giro d’affari alle mafie, per garan­ti­re la qua­li­tà e la sicu­rez­za di cosa vie­ne ven­du­to e con­su­ma­to, per met­te­re la paro­la fine a una cri­mi­na­liz­za­zio­ne e a un proi­bi­zio­ni­smo che non han­no por­ta­to a nes­sun risul­ta­to. La can­na­bis non è una que­stio­ne secon­da­ria o risi­bi­le, ma un tema serio che riguar­da milio­ni di italiani.

Possibile per il Referendum sulla Cannabis

La can­na­bis riguar­da 5 milio­ni di con­su­ma­to­ri, secon­do alcu­ni addi­rit­tu­ra 6, mol­ti dei qua­li sono con­su­ma­to­ri di lun­go cor­so che ne fan­no un uso mol­to con­sa­pe­vo­le, non peri­co­lo­so per la società.
Pre­pa­ra­te lo SPID! Sarà una cam­pa­gna bre­vis­si­ma, dif­fi­ci­le, per cui ser­vi­rà tut­to il vostro aiu­to. Ma si può fare. Ed è giu­sto provarci.

Corridoi umanitari per chi fugge dall’Afghanistan, senza perdere tempo o fare propaganda

La prio­ri­tà deve esse­re met­te­re al sicu­ro le per­so­ne e non può esse­re mes­sa in discus­sio­ne da rim­pal­li tra pae­si euro­pei. Il dirit­to d’asilo è un dirit­to che in nes­sun caso può esse­re sot­to­po­sto a “vin­co­li quan­ti­ta­ti­vi”. Ser­vo­no cor­ri­doi uma­ni­ta­ri, e cioè vie d’accesso sicu­re, lega­li, tra­spa­ren­ti attra­ver­so cui eva­cua­re più per­so­ne possibili. 

Nature Restoration Law: stavolta ha vinto la Terra!

È un momen­to sto­ri­co: oggi l’Europa ren­de leg­ge il ripri­sti­no del­la natu­ra, e defi­ni­sce la dire­zio­ne che il nostro con­ti­nen­te segui­rà per ridar­le spa­zio. La que­stio­ne non è edo­ni­sti­ca, e nem­me­no intel­let­tua­le: si trat­ta di per­met­te­re che gli eco­si­ste­mi, come i fiu­mi o le zone umi­de, ter­re col­ti­va­te e fore­ste, tor­ni­no gra­dual­men­te in una con­di­zio­ne di equi­li­brio per con­ti­nua­re a tra­sfor­ma­re la mate­ria, per ren­de­re, cioè, la bio­sfe­ra vivi­bi­le anche per noi.

Firenze, una cosa è certa: non si è trattato di un errore umano

Nel­l’at­te­sa di rice­ve­re noti­zie chia­re e cir­co­stan­zia­te sul­la dina­mi­ca di quan­to avve­nu­to in via Mari­ti a Firen­ze, una cosa si deve dire: non si è trat­ta­to di un erro­re umano.

E que­sto, nono­stan­te le insi­nua­zio­ni dei tito­li dei gior­na­li, arri­va­te appe­na pas­sa­to lo shock ini­zia­le, è neces­sa­rio dir­lo con chiarezza.